Ritenta, sarai più fortunato

Serie: I viaggi di Elisa C. Ritorno a Piantorto


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Lisa si rende conto che i suoi risparmi si stanno estinguendo, così tenta un goffo approccio con il mondo del lavoro. Si affida ad alcuni siti internet e immagina le sue riposte ad alcune odiose domande tipiche dei colloqui di lavoro.

Il colloquio di lavoro andò malissimo. Non ero riuscita a dimostrarmi entusiasta di fronte a quella proposta, semplicemente perché odiavo la prospettiva di quel lavoro. Seduta in un cubicolo otto ore al giorno, dalle otto del mattino alle cinque del pomeriggio con mezz’ora di pausa pranzo, un buono pasto da dieci euro a settimana da spendere nella mensa aziendale, il resto del tempo trascorso di fronte a un computer rispondendo ad e-mail di lamentela. Ah, avrei potuto usare le lingue, che magra consolazione!

Non trascorsero neppure 24 ore dal colloquio che ricevetti la fatidica e-mail di riscontro. Non appena aprii il testo andai alla ricerca delle parole chiave che sintetizzavano il resto del messaggio. Invece di un “Congratulazioni” o “Benvenuta nel nostro team” o qualche idiozia simile, fui accolta con il solito: “Grazie per averci dedicato tempo e impegno, ne siamo molto lieti”. Ecco, ora arriva il: “Sfortunatamente”.

“Sfortunatamente, il nostro team ha selezionato un altro candidato per questa posizione. Per favore, controlla costantemente la nostra pagina per le carriere: potresti trovare una nuova opportunità in futuro.”

Dunque, ero appena stata scartata, ma mi veniva consigliato di riprovarci più avanti. Una sorta di “Ritenta, sarai più fortunato”. Non è mica un gioco a premi. Quando prendi un biscotto della fortuna, ti tieni quello, non ne peschi un altro. O meglio, sei libero di farlo, ma non è così che funziona. Tornando a concentrarmi sull’e-mail, mi accorsi che c’era dell’altro.

“Se desideri ricevere un feedback sulla conversazione, fammi sapere. Sarei molto felice di discuterne insieme.” Bella risposta. Uno andava alla ricerca di un lavoro per pagare le bollette e loro gli offrivano invece un feedback.

In fondo, fui quasi sollevata da quella notizia. Non aver ottenuto quel lavoro, significava che tutte le possibilità erano ancora aperte: potevo potenzialmente essere qualunque cosa, persino un’eterna viaggiatrice. Non ero ancora dovuta scendere a compromessi con la vita e accettare di essere una cosa sola. Eppure, ero turbata. In realtà, non avevo avuto alcun potere decisionale: erano loro a non aver scelto me e non viceversa. E se non avessi avuto successo neanche quando – e se – avessi trovato il lavoro dei miei sogni?

Decisi, dunque, di accettare quel feedback. Iniziai a digitare la mia risposta, ma mi fermai dopo i saluti introduttivi. E se mi avessero detto che non ero adatta a nessun tipo di lavoro? E se mi avessero detto che ero un fallimento, che nessuno mi avrebbe mai potuta assumere?

Tamburellavo con le dita sul tavolo, quando il mio sguardo cadde sulle partecipazioni di nozze di Irien e Clara appese sul frigorifero con un magnete di Lourdes, un “apprezzatissimo” regalo di zia Aurelia. Il matrimonio si sarebbe tenuto soltanto due giorni dopo.

Serie: I viaggi di Elisa C. Ritorno a Piantorto


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. “Una sorta di “Ritenta, sarai più fortunato”. Non è mica un gioco a premi.”
    A volte quello che accade nella vita ci spinge a crederlo. Oramai disumanizzata, incapace di vedere il singolo individuo spinge ad adeguarsi per sopravvivere

  2. Questo passaggio del tuo librick mi ha ricordato un racconto che avevo scritto tempo fa, dal titolo “Dittatura morbida”, molto simile al tuo nelle ambientazioni, in cui una ragazza era appena entrata in un importante studio finanziario e provava un senso di accerchiamento graduale, come una morsa nella sua testa che costringeva la protagonista a eruttare sentenze, poichè pressata da un restingimento della visuale di vita. Ho provato empatia e mi ha fatto sorridere, una scrittura davvero lucida e se sei la stessa Erica della precedente chat ti faccio i complimenti per la tua narrazione su Dostoevsky (non lo scriverò mai bene), inizierò Delitto e Castigo fra due libri. Grazie,a presto

    1. Ciao David, grazie del commento! Immagino che sia una sensazione comune di fronte al primo approccio col mondo del lavoro: ci si scontra con le aspettative e le speranze che si avevano a scuola o all’università e che, in molti casi, vengono disattese.
      Sì, sono sempre io! Contenta di aver contribuito al tuo interesse per Delitto e castigo. Spero tu abbia una piacevole esperienza di lettura 🙂 Fammi sapere.