Ritorno al castello
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Kiyo era appoggiata alla finestra a guardare fuori con l’aria di una condannata a morte. Quando sentì la voce di Nagatsuna chiamarla, pensò che fosse la sua immaginazione. Poi vide la porta aprirsi e capì che si trattava di un sogno. Almeno mentre dormiva poteva essere felice. Gli corse incontro gettandogli le braccia al collo e aggrappandosi a lui. “Matsumoto-sama, che bello vedervi. Non so quando mi sono addormentata, ma se possiamo stare insieme non voglio svegliarmi mai più.”
Lui piegò la testa aggrottando le sopracciglia. “Non è un sogno. Ora te lo provo.”
Le diede un colpo particolarmente forte sulla fronte con le dita e la ragazza si lamentò facendo un passo indietro, poi lo guardò con stupore e infine gli prese le mani.
“Siete davvero voi? Siete qui! Quale viaggio vi porta tanto a nord?” Era chiaramente preoccupata per lui.
“Una questione molto importante, mia signora…” Le carezzò il viso. “Ho ricevuto il tuo biglietto e sono venuto a prenderti. Ho già parlato con Yuri, fai le valigie che ti porto via! Ora che sappiamo che non sei più incinta, non c’è motivo per cui tu non stia con me.”
“Mio signore, voi… ancora mi volete dopo tutti i problemi che ho causato? Quanta gioia mi date!” Nonostante cercasse di trattenersi, lacrime di gioia le rigarono il viso. Kiyo cadde in ginocchio a terra coprendosi il viso con le mani, la tensione che aveva provato in quei giorni che sembravano un lutto stava infine avendo la meglio su di lei.
“Non ho smesso un attimo di pensare a te e appena ho saputo che la situazione era cambiata non potevo fare altro che venire qui. Mi manchi troppo.”
Sollevò lo sguardo verso di lui “Anche voi… Tu! Tu, mio amato Nagatsuna. Ogni istante ho pensato al vostro viso, alle nostre giornate insieme, a quello che potevamo essere.”
“Adesso lo saremo.” Il daimyo la fece alzare prendendole delicatamente le mani. “Tutto quello a cui hai pensato lo faremo diventare realtà, te lo prometto.”
“Starò con voi! Voglio baciarvi, abbracciarvi, fare l’amore con voi. Voglio svegliarmi accanto a voi ed esserci quando ne avrete bisogno, voglio essere al vostro fianco quando festeggerete le vittorie e quando cercherete di riprendervi dalle sconfitte. Staremo insieme, gli dèi mi hanno ascoltata! Gli dèi hanno smesso di punirmi, siano benedetti!”
“Ora calmati, Kiyo.” Le disse ridendo. “I servitori ci aspettano, prendi quello che ti serve. Prima di partire di partire dobbiamo salutare.”
“È il giorno più bello della mia vita. Non dite che lo dico sempre.” Anche se era vero.
Raccolse i vestiti e i gioielli, mettendone alcuni in una scatola che avrebbe lasciato alla signora Kuromi. Si mosse in gran fretta. Nagatsuna si fece avanti per darle una mano, ma lei lo fermò.
“Non affaticatevi ad aiutarmi. Parlatemi di voi invece, di quello che state facendo, di come vanno le cose a palazzo. Come sta vostra sorella? E come stanno Momoe e Tadashiko?”
“A palazzo poco è cambiato dalla tua partenza. Mia sorella sta bene, le ho trovato un marito. Per quanto riguarda Momoe e Tadashiko, stanno bene anche loro. Tadashiko però non sarà più a palazzo perché l’ho scambiata.”
“Scambiata?” Si coprì il volto, sconvolta. “Con cosa?”
“Con te, a dire il vero. L’ho offerta a Yuri come incentivo.”
Kiyo non sapeva bene come sentirsi in quel momento. Si fermò dalla sua attività per guardarlo. “Avevate detto che eravamo tutte uguali per lei, Matsumoto-sama…”
“Io l’ho detto…” Confermò lui, “ma non potevo correre il rischio di non averti.” Ed era chiaro che questo non le rendesse tutte uguali.
Gli accarezzò il viso. “Spero solo che Tadeshiko non mi odi troppo per questo e che sia felice qui!”
“Starà bene, avrà tutto quello che aveva prima.”
“Posso parlare con lei e con Yuri prima di partire?” Per assicurarsi che sarebbe stato così.
“Saluteremo tutti prima di andare. Sei pronta?”
“Prontissima! Ho così tante cose da raccontarvi durante il viaggio, mi date il permesso di farlo?”
“Hai il mio permesso.” Ridacchiò lui.
Arrivati all’ingresso, trovarono ad aspettarli il cugino, i servi incuriositi e allarmati dalla notizia repentina e le concubine. Kiyo andò ad abbracciare il ragazzo che fino a quel momento era stato il suo signore, ringraziandolo per averla lasciata andare; salutò Akemi augurandole ogni bene possibile; rassicurò Tadashiko che quel posto l’avrebbe resa felice perché era pieno di persone meravigliose; infine abbracciò la cuoca che era arrivata in gran fretta dalle cucine a salutarla. Le diede la scatola con i gioielli prima del commiato.
Era arrivato il momento di lasciare quella casa per salire sulla carrozza del daimyo, dove ad attenderli c’erano i servitori e la scorta.
“Avevo paura a scrivervi,” disse Kiyo una volta rimasti di nuovo da soli “ma volevo che sapeste che vi amo, che non vi avevo dimenticato e che non vi avrei mai dimenticato. Non mi aspettavo questo, sarei stata felice anche solo di ricevere una vostra risposta.”
“Io no, non lo sarei stato senza di te. Ti avevo detto che non ti avrei dimenticata e questi giorni ho sentito molto la tua assenza. Non potevo permettere che le cose finissero in quel modo, sapendo che era stato tutto un malinteso, non credi?”
“Quindi posso illudermi di essere un po’ speciale per voi, mio signore?”
Nagatsuna si ritrovò a pensarci per la prima volta. Era vero, anche se non se n’era reso conto né avrebbe saputo dire come fosse successo. Per un’altra non l’avrebbe fatto, sua madre aveva ragione. Le sollevò il viso per darle un bacio prima di rispondere.
“Penso che tu lo sia… e molto.”
“È bello esserlo. Il mio cuore si riempie di gioia, voglio farle un regalo. La prego, chiedete di fermare la carrozza.” Corse giù per raccogliere dei fiori, poi tornò da lui. “Non sono belli come voi, ma vi sono grata e non so come altro esprimerlo.”
Il ragazzo prese il regalo e glielo intrecciò tra i capelli. Gli venne naturale pensare che una cosa bella dovesse stare su di lei. “Ecco, adesso possono adornare la vostra persona e sono ancora più incantevoli.”
“Posso cantarvi una canzone? L’altra volta l’avete fatto voi per me.”
“Ne sarei lieto, mia signora.”
“Mi prenderò cura di voi, amore mio.”
Detto ciò si mise dritta, lo guidò perché le si appoggiasse addosso e gli baciò la tempia prima di iniziare a cantare.
~・~
Aoi e la madre erano uscite dal castello appena ricevuta la notizia che la carrozza del daimyo stava rientrando. Avrebbero accolto il ragazzo e la sua concubina. Se non altro la giovane aveva quell’intenzione, la donna più che lamentarsi di quella ragazza non aveva fatto. Il disappunto crebbe quando Kiyo scese mano nella mano con Nagatsuna, annunciando con troppa allegria di essere a casa.
Il signore del castello le fu dietro e i portantini insieme alla scorta poté iniziare a organizzare il riposo dei cavalli e lo scarico dei bagagli. Altri servitori si avvicinarono a prendere le valigie di Kiyo.
“Bentornati.” Li salutò Aoi con un sorriso, avvicinandosi.
“Aoi, cosa ti è successo?” Nagatsuna assottigliò lo sguardo. Era impossibile non notare le ferite sul viso della sorella.
Si era fatta curare a corte, ma i lividi erano visibili e sapeva che quella domanda le sarebbe stata rivolta. “Sono caduta.”
“Continua a dire così, ma potresti crederle?” Si intromise la madre. “Una donna non dovrebbe mai presentarsi in queste condizioni.”
“Signora, dovreste provare con un cuscino di noccioli di ciliegie, fate degli impacchi e li lasciate raffreddare e poggiate il composto sulla ferita, spalmate sui segni dell’estratto di karitè e vedrete che…” Kiyo era molto preoccupata, ma a quel punto si bloccò e guardò il daimyo. “Perdonatemi, sono certa che il medico di corte vi ha già detto come comportarvi.”
La concubina si inchinò e Aoi le sorrise.
“L’ho fatto, ma seguirò anche i vostri consigli.”
La gentilezza che le aveva mostrato fece scoccare la lingua della madre. Aoi sorrise, quella reazione le dava uno strano piacere.
“Bentornati.” In giardino li raggiunse Momoe, sorridendo.
Quanto fosse vero quel sorriso Aoi non lo sapeva. Era chiaro che per la concubina gli ultimi eventi non erano stati rassicuranti. Nagatsuna le aveva portato via l’amica più intima, quella a cui confidava i suoi segreti la sera. Le aveva sempre viste molto unite e l’arrivo di Kiyo aveva cambiato più di una cosa. Eppure Kiyo non sembrava essersi accorta di nulla e ricambiò il saluto con un inchino prima che il daimyo la spingesse dolcemente verso il castello mettendole una mano attorno alle spalle.
“Ora mi riposo dal viaggio,” disse lui mentre rientravano “ma poi parleremo Aoi. Voglio sapere cosa ti è successo davvero.”
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