Ritrovamenti pt 1

Serie: Li vuoi i biglietti?


I biglietti del circo hanno fatto la prima vittima, ma la vita va avanti

“BAMBINA BRUCIATA NELLA PROPRIA STANZA

La scorsa notte è andata in fiamme la camera da letto della piccola Luise, 5 anni. A quanto pare la bambina, dopo essere andata a letto, ha appiccato accidentalmente fuoco alla propria stanza, senza però trovarne poi via di fuga e morendo bruciata sul proprio letto.

La polizia indaga e non fornisce ulteriori informazioni, mentre i genitori della piccola sono ancora sotto shock. I vicini affermano di non aver sentito niente fino all’arrivo dei vigili del fuoco e della polizia, immediatamente seguiti da un’ambulanza”

Questo è quanto riporta il giornale del mattino subito dopo l’incendio. Non una nota di più: le informazioni sono davvero poche, e così devono essere, continua a pensare il vecchio.

La porta della roulotte viene aperta violentemente e praticamente tutti i circensi lo trascinano fuori a forza, continuando a ridere e a urlare di gioia.

“Forza Jobs, festeggia con noi!”

Un uomo alto, dai capelli scuri e ingellati, con folti baffi arricciati ed un’espressione furba, gli porge una piccola bottiglia di birra mentre tutti gli altri attorno a lui sollevano le proprie ed urlano, per poi bere tutto d’un fiato.

Jobs beve un sorso ma senza sentire niente, come al solito: si chiede perché ogni volta festeggino, bevano, pur sapendo che la loro vera sete non verrà mai placata.

Li guarda, uno ad uno, e dentro di sé sorride, vedendo quei volti che con gli anni si sono uniti a lui; quei volti maledetti come il suo, che devono stare insieme per poter sopravvivere ma sono più forti di un esercito intero.

“Adesso basta, se volete festeggiare fatelo nel tendone principale, ma in modo tale che non vi sentano. Per questa cittadina non è una bella notizia”

Gli altri si fermano e lo guardano, cominciando a spostarsi verso il tendone blu e giallo, su cui sventola una grande bandiera rossa con delle fauci sopra.

L’uomo che prima gli aveva dato la birra gli mette il braccio attorno alle spalle e Jobs viene investito dal suo profumo di alto rango: una delle poche cose che quel dannato si concede.

“Dimmi Fred, come stanno i tuoi coltelli?”

“Oh bene, bene, grazie! Sempre al sicuro e pronti”

Fred gli fa l’occhiolino e continua a condurlo verso il tendone. Ogni tanto Jobs sente come stanno le preziose creature di ogni componente del suo circo: per loro quegli oggetti particolari, che si scelgono, sono più importanti della vita stessa.

“Ti trovi bene qui con noi?”

“Benissimo! Anche perché non posso tornare indietro. E non voglio”

Il sorriso sparisce dal volto di entrambi e con il silenzio che ne segue si dichiara conclusa la conversazione.

“Nonno, nonno! Mi sento benissimo oggi!”

Il ragazzino corre verso il suo unico parente e gli sorride, con quel volto falso che porta davanti ai mortali. Fred lascia andare il vecchio e torna ad unirsi agli altri circensi, mentre Jobs osserva il nipote.

“Sei stato bravissimo ieri. Che ne diresti oggi di fare un altro giro in città? Tanto per far anche dimenticare quel brutto incidente avvenuto ieri sera”

Entrambi sghignazzano malignamente, mentre il bambino annuisce.

°°°°°

“Giornale del mattino! Giornale del mattino! Notizie di questa notte: bambina morta bruciata in casa propria. Comprate l’edizione del mattino!”

Lo strillone continua ad urlare le stesse parole, interrompendosi solo quando qualcuno gli si avvicina per posargli i soldi nel palmo sporco della mano.

Una giovane donna, con i capelli raccolti accuratamente dietro la testa in una treccia bionda, gli si avvicina e lo strillone smette di urlare.

“Un giornale, per favore”

Lo strillone posa a terra i giornali e cerca di pulirsi le mani lungo lo scuro cappotto leggermente logoro.

“Solo uno, signora?”

“Sì, solamente uno, grazie. Ed è signorina”

Gli sorride la donna. Lui si toglie il cappello e le fa un inchino, sorridendo. Si piega infine per estrarre il giornale quando lei interrompe brevemente i suoi movimenti.

“Anzi, faccia due. A scuola farà piacere averne una copia”

“Oh, lavora alla scuola? Non sarà mica lei la nuova insegnante di cui si parla?”

La donna si mette scherzosamente la mano davanti alla bocca mentre un risolino le esce da questa.

“Ma che paese è mai questo? Vi conoscete proprio tutti e ogni nuovo arrivo è schedato”

“Una rara novità è sempre ben gradita. Questa volta è anche bella”

Lui torna a prendere i due giornali e glieli porge, mentre lei finisce di estrarre la mano dalla tasca.

“Uno glielo regalo”

“Ma i suoi capi poi che le diranno?”

“Che sto facendo un buon lavoro!”

Lei gli sorride e lo ringrazia. Si salutano e lui torna ad urlare le sue parole, mentre la giovane insegnante si sistema i giornali sotto il braccio.

Il vento sventola pigramente gli angoli di questi e la treccia le ricade ogni tanto su di una spalla e poi sull’altra. Cammina senza pensieri lungo un viale, con il rumore dei suoi tacchi bassi ad annunciarla.

Si ferma a bordo di un marciapiede per poter salutare una propria collega, che proprio in quel momento sta passando su una delle poche macchine che si vedono in città.

Appena questa passa, la maestra riprende a camminare, ma si ferma poco dopo: alla sua destra vi è il vicolo dove il giorno prima un bambino le aveva lasciato un biglietto per il circo. Si ricorda qualcosa di strano, che l’aveva fatta esitare un momento: il particolare le sfugge, le ritorna solo quella sensazione, seppur breve, che le aveva dato i brividi ed una gran voglia di correre via, lontano da quel posto e da quel bambino.

Senza distogliere lo sguardo dal vicolo, adesso illuminato dal riflesso del sole, posa a terra i giornali e cerca nella borsetta appesa al braccio il biglietto. Lo trova praticamente subito e lo guarda: niente di strano, è solo uno dei soliti stravaganti biglietti delle carovane. Continua a fissarlo sperando che le torni in mente qualcosa, un perché di quella strana sensazione. ‘Che stupida idea’ pensa mentre sposta lo sguardo dal biglietto al vicolo: e se lei vi passasse con il biglietto in mano?

Si guarda attorno e in fretta recupera i propri giornali da terra ed entra: freme dallo scoprire qualcosa, anche se neppure lei sa cosa. Si ferma e si guarda attorno: non sente niente e nulla le torna in mente. Si ricorda solo quel bambino che le sorrideva, le dava il biglietto e lei che gli prometteva che sarebbe andata a vedere lo spettacolo. Eppure c’era qualcos’altro, lo sapeva.

Rimane lì per pochi altri minuti, poi sospirando scuote il capo e si avvia nuovamente verso la scuola.

‘Sapevo che era una cosa ridicola. Sarà stata solo una mia impressione; non devo pensarci più’

Serie: Li vuoi i biglietti?


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Horror

Discussioni