Ritrovarsi
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
La carrozza si fermò davanti al palazzo di Yuri con grande stupore di tutti, primo tra tutti il signore del castello, che corse verso di loro poco dopo l’arrivo.
“Tsuna… che ci fai qui?”
“Scusa se non ho avvisato, ma ho deciso all’ultimo. Non è successo niente di cui preoccuparsi.” In certi casi è la prima cosa da dire. “Ma non potevo esimermi dall’essere qui. Ho saputo che Kiyo non è incinta.”
Yuri allora lo guardò ancora più allibito. “Sei qui per lei?”
“Esattamente. Questo dovrebbe farti capire quanto io ci tenga… Tu puoi dire lo stesso?”
“È la cosa più folle che abbia mai visto fare a un uomo. Entriamo dentro a parlarne, da soli.” Una volta appartati, riprese a parlare. “Onestamente, questa faccenda è diventata imbarazzante.”
“Ti ho riportato i soldi. Non me li avresti ridati se non ci fosse stato di mezzo quel malinteso e adesso avremmo tutti quello che volevamo. Sono qui per mettere rimedio.”
Il ragazzo guardò Nagatsuna, accigliato. “Stavolta i soldi non bastano. Devi mettere sulla bilancia qualcosa in più.”
“Buon per me che sono venuto fin qui preparato allora…”
~・~
La partenza del fratello era stata una fortuna per Aoi. Approfittando di quel momento di trambusto, era riuscita a scappare conquistando un enorme vantaggio rispetto a chi l’avrebbe seguita quando se ne sarebbero accorti.
Non era stato un piano geniale fin dall’inizio, l’unica informazione che aveva su Kyoudai era che la sua casa si trovava a sud, ma non era sicura ci fosse tornato. Non conosceva la direzione giusta da prendere, non aveva nemmeno preso un cavallo. Ecco perché l’arrivo dei briganti non fu che l’apoteosi di quel fallimento. La accerchiarono appena messo piede fuori città e fu facile per loro aggredirla e soggiogarla. Stavolta essere legata non lo trovò per niente piacevole.
“Perché adesso non ci dici da dove vieni, così ti riportiamo a casa?”
Aoi sapeva bene che il loro solo intento era sapere a chi chiedere il riscatto. Per di più non voleva tornare a casa, anche se in quel momento sarebbe stato meglio essere al castello piuttosto che bendata e legata in mezzo a un branco di bruti che continuavano a farle domande in modo violento.
Disse di chiamarsi Kawa, ma tra i nobili della capitale nessuno portava quel nome e lei era chiaramente di buona famiglia. Le risposte evasive unite ai silenzi ostinati stavano facendo innervosire i briganti, che decisero di passare alle maniere forti e la legarono a uno dei cavalli per trascinarla.
Quel trattamento avrebbe di certo spezzato il suo animo e l’avrebbe fatta cedere, se la sua corsa non fosse stata bruscamente fermata. Attorno a lei rumori di lotta e urla strazianti. Poi il silenzio. Qualcuno le si avvicinò e prima ancora che le venisse tolta la benda sapeva cosa aspettarsi. Aveva riconosciuto l’odore e il suo cuore aveva iniziato a battere forte.
“Kyou….” Il nome del ragazzo fu un sospiro adornato da lacrime di gioia.
“Kawa…”
La prese in braccio e l’attimo dopo i due si ritrovarono a baciarsi stretti l’uno all’altra. La felicità era piena per entrambi. Aoi si asciugò gli occhi per guardare meglio il viso di lui. Era come se lo ricordava, se non fosse che quella volta il sangue che aveva addosso fosse chiaramente umano.
“Sei tutto sporco… Mi sei mancato così tanto… Ho avuto paura… Mi hai salvata!” Non sapendo bene cosa dire, disse tutto.
Kyoudai le sorrise. “Mi sei mancata tanto, Kawa. E ho una sorpresa per te, vieni.”
Il posto in cui Kyoudai portò la sua donna era un accampamento a sud della capitale, dove si era stanziato con i suoi uomini. Le baracche erano spartane ed era chiaro che la sistemazione fosse provvisoria. Anche l’interno era essenziale, pochi averi e un futon per dormire. Il guerriero mise Kawa a terra e, dopo essersi dato una pulita al viso con uno straccio, tirò fuori una scatola.
“Questi sono mochi.” Le disse con entusiasmo. “Non li ho ancora assaggiati, aspettavo te.” Ne prese uno mettendolo in bocca, facendo subito una smorfia. “Non sono tanto buoni.”
“Se non li mangi subito è così che diventano.” Anche lei mangiò. “Non ne avevo mai assaggiato uno così orribile.” Scoppiò a ridere divertita, ma smise subito dolorante per i lividi che le avevano causato i briganti.
Nella tana del guerriero non potevano mancare unguenti e medicine per curarsi le ferite delle battaglie. Prese un balsamo da spalmare sul viso di Aoi.
“Sei così delicato…” Sospirò lei. “Mi erano mancati il tuo tocco e la tua gentilezza. Grazie per i mochi.”
“Ho anche un’altra cosa.”
“Sei pieno di sorprese Kyou!” Era stupita.
Le andò a prendere una stola di seta blu. “Non conosco il tuo colore preferito.”
La ragazza guardò la stoffa, poi lui e infine si mise a piangere. “Ora mi manca solo una cosa.” Strinse la stola tra le mani per poi stringere lui. “Io non ho con me né il cervo né il vino. Sei ingiusto.”
“È strano che tu non vada in giro con un cervo.” La prese in giro, accarezzandole i capelli.
“Hai avuto un pensiero bellissimo. Come sapevi che ci saremmo rivisti?”
“Non lo sapevo, ma lo speravo.”
“Anch’io lo speravo. Mi hanno riportata a casa, ma non è passato un secondo senza che io pensassi a te. Non posso più essere felice, tu mi hai fatto qualcosa.”
Il ragazzo rise, le parole della sua amata avevano un sapore diverso ora che la conosceva. “A proposito… come va con il matrimonio?”
“È stato annullato. Nessun uomo mi vorrà più.”
Kyoudai si ricordò che adesso era lui a doversi sposare, ma avrebbe parlato con il daimyo per sistemare la faccenda. “Non importa, ora sei qui. Siamo qui.”
“Ho deciso di scappare per stare con te.”
“Se nessun uomo ti vorrà più allora a noi non servirà più scappare, non credi?”
Lo guardò sorridendo. “Non dovrò scegliere. Sei davvero intelligente, Kyoudai! Ti troverò sempre qui? Come faccio a sapere se vai via? Come facciamo a tenerci informati?”
“Per adesso resto qui, ma se mi dici dove posso trovarti verrò da te.” La titubanza della ragazza lo portò a continuare. “Oppure dovremmo cercare un luogo che ci appartenga, una specie di rifugio segreto.”
“Mi piace! Un posto dove possiamo stare da soli io e te a fare le cose che facevamo prima. Tipo una caverna nelle montagne?”
“Preferirei qualcosa di meno pericoloso e facile da raggiungere. Non voglio che tu corra dei rischi.” Le accarezzò il viso con dolcezza.
“In città ci sono le rovine del vecchio castello, lì non ci va quasi nessuno…”
“Rovine…” Ci pensò. “Rovine siano! Domani all’ora di cena?”
“Mi sembra un buon programma. Sarò lì prima del tramonto.”
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