Rotazione Sincrona Sentimentale

Serie: Elementi di Fisica Sentimentale Quotidiana


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Piccolo prontuario (più pseudo che scientifico) per la sopravvivenza quotidiana a ogni costo

POSTULATO

L’azione di rotazione sincrona sentimentale, scaturita dall’incontro dei campi gravitazionali di due soggetti, rappresenta la condizione irrinunciabile per una completa conquista, ed è caratterizzata da un’assoluta, totale interazione tra l’uno e l’altro, di durata indeterminata. Essa si realizzerà solo dopo aver superato le inevitabili resistenze (inerzia, interferenze, materia oscura) che turbano il moto naturale scaturito dall’attrazione.

APPROFONDIMENTO

La gravità, tra le forze fondamentali in natura, è quella che accompagna ogni istante del nostro quotidiano: non c’è movimento sul globo terracqueo o nello spazio interstellare per cui, più o meno consciamente, non se ne debbano considerare gli effetti. Non è solo questione di «fisica»: la gravità modella la nostra stessa vita, dal bere al passeggiare, perfino i comportamenti più personali e intimi. Se a questo si aggiungono le sue peculiari caratteristiche, la possiamo a ragione fregiare del titolo di «impronta digitale» dell’Universo: il suo spaziare senza limiti la rende onnipresente; la reciprocità, interessante. Su quest’ultimo aspetto s’impernia il fenomeno trattato, qui analizzato nell’ottica di una tanto evidente quanto spontanea analogia con l’attrazione sentimentale, a partire dall’avvicinamento dei due individui, evento indispensabile per far scattare una interazione che, sovrastando le forze provenienti da direzioni diverse, inneschi l’aggancio «orbitale». Ma non tutto avviene in modo semplice e scontato.

CONSEGUENZA

Il movimento sarà ostacolato da vari fattori, a cominciare dall’inerzia. Una volta avvenuto il primo contatto, si verificheranno infatti resistenze e perturbazioni. I soggetti si fronteggeranno, ciascuno con le proprie caratteristiche, le personalità, l’insieme di differenti abitudini: la forza gravitazionale, alla lunga, l’avrà vinta e uno dei due capitolerà. Quest’ultimo, ormai catturato in un’orbita stabile ma ancora sotto il continuo influsso della potente attrazione, manifesterà un progressivo, impercettibile rallentamento, fino al raggiungimento della «rotazione sincrona», idillio dell’armonia universale, fase clou a seguito della quale volgerà definitivamente lo sguardo, l’attenzione, tutto il suo essere verso l’altro. Che, per ironia della sorte, non scamperà comunque alla legge di reciprocità, risentendo inevitabilmente degli effetti indotti dalla vicinanza del corpo satellite (c.d. maree sentimentali).

CURIOSITA

Il brano di A. Venditti “Alta Marea” (Benvenuti in Paradiso, 1991) riesce a evocare con efficacia, in questo contesto, il legame intuitivo che esiste tra effetti gravitazionali e attrazione sentimentale.

SVILUPPI RECENTI

Un gruppo di astrofisici, con slancio inaspettatamente poetico, ha paragonato le summenzionate dinamiche alle competizioni per la supremazia che sovente si osservano in natura, con l’unica eccezione che qui il perdente riuscirà comunque, nel lungo periodo, ad avere una sua «rivincita». L’esempio più bello e vicino è rappresentato, senza alcun dubbio, dal sistema Terra-Luna: il nostro satellite naturale che, come è noto, ci mostra sempre lo stesso lato, esercita una significativa influenza sia astronomica che biologica.

DERIVATA

L’Universo è un’arena silenziosa, ma non per questo meno cruenta.

ECCEZIONE

Al riguardo è doveroso evidenziare che alcuni studiosi, sostenuti da ideologi di stampo politico sbandieratori della verità assoluta, hanno sollevato dubbi sulla faccia nascosta della Luna sostenendo che in essa potrebbero annidarsi le poco nobili brame di anime tormentate, o forse perfino dei mostri, criticando implicitamente la validità della «rotazione sincrona sentimentale» poiché non mostrerebbe, in definitiva, l’interezza dell’essere.

A loro ha risposto il menzionato gruppo di fantasiosi astrofisici con le parole di un celebre brano musicale, Eclipse dei Pink Floyd (The Dark Side Of The Moon, 1973), utilizzando nello specifico un verso la cui interpretazione è tuttora dibattuta a livello globale: «There is no dark side in the moon, really. Matter of fact it’s all dark. The only thing that makes it look alight is the sun ».

Serie: Elementi di Fisica Sentimentale Quotidiana


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Amore

Discussioni

  1. Una gemmata oscurità che avvolge di musica il silenzio….di luce il buio…..attraverso l’intera gamma dei desideri….attraverso la dipendenza fino all’estasi……..

    L’incontro….il contatto….l’abbraccio…la stretta….la consumazione….il deliquio….

    L’estasi infinita, consumata….scura nella sua astrazione mentre emana una forte e intensa luminosità…..una sorta di radiosità….

    Superba nella sua impenetrabilità….l’altra metà….la faccia buia della luna….sconosciuto e sensuale serbatoio di delizie……

    Appassionata voluttà…..frenetico godimento…..il momento del silenzio fra luce e buio……..questo è tutto…..è ogni cosa…..il mistero unico……il culmine dell’eternità……è la tua luce….è il sole………

    ……but the sun is eclipsed by the moon…………

    1. … but the Sun is eclipsed by the Moon.

      Qualcosa ci parla lassù, Migeè. Come l’atomo è un Universo in miniatura, l’Universo è lo specchio, su scala enorme, dei nostri cuori: luci e ombre, attrazione, solitudine, comete, unioni cataclismiche. Eclissi.

      C’è un pezzo anno ’80 veramente splendido che, leggendo le tue righe, le parole che usi, le emozioni che riesci a evocare (non si evoca ciò che non è hai), ti si addice davvero molto: Total Eclipse of The Heart (Bonnie Tyler) . E se è vero che dedicare una canzone è facile, meno lo è scegliere un verso che, come hai fatto tu con Eclipse, dall’altra parte arrivi vero, reale, vissuto nello stesso modo, nello stesso momento:
      “We’re living in a powder keg and giving off sparks”.

      Grazie, Migeè.

    1. Sì, assolutamente. Il salto al pezzo di Venditti (cantante che qui a Roma è particolarmenente amato) è stato immediato.

      Mi sarebbe piaciuto parlare di più dei fenomeni mareali: buffo come un effetto tanto noto sia poco conosciuto nella sua dinamica.
      Per non parlare delle maree terrestri: ma inserirle in un contesto del genere sarebbe stato a dir poco fuorviante.

      Grazie Arianna.

  2. Ancora una volta bravo. Stavolta il carattere semiserio della narrazione sembra più accentuato, ma il legame così ben costruito tra astronomia e sentimento non è da tutti.
    Per i miei gusti Eclipse è la canzone meno bella dell’album (paradossalmente legata come traccia a brain damage che è la mia preferita) , ma quella frase è da sola leggenda della musica.

    1. Trovare un equilibrio tra sentimento e scienza non è stato facile in effetti, Francesco. Nelle prime versioni vedevo che predominava l’uno o l’altra, facendo affievolire il legame che volevo invece far risplendere. Il mio target era creare un parallelo indissolubile tra il movimento dei corpi celesti e quello dei cuori che, di celeste, ne hanno un pò meno.

      In questo mi è venuta in aiuto la musica… che dirti, Brain Damage è meravigliosa e, come dici tu, non la puoi svincolare da Eclipse. Quest’ultima mi ha dato però il riferimento diretto alla Luna, come del resto il titolo dell’album (forse questo ancora di più riferendosi a una conseguenza della rotazione sincrona, che lascia una faccia nascosta).

      Grazie dell’apprezzamento.