
Salsicce al barbecue
Serie: Tra le luci del cielo
- Episodio 1: Pensavo a te
- Episodio 2: Il giardino segreto
- Episodio 3: Il grande picchio nero
- Episodio 4: Ricorda di contare le dita!
- Episodio 5: Salsicce al barbecue
- Episodio 6: Avantouinti
- Episodio 7: Il messaggio (ultimo episodio)
STAGIONE 1
Sul tavolo, accanto al portatile, c’era ancora quel volantino, un po’ stropicciato, che aspettava di essere gettato via. Con in mano la tazzina di caffè fumante, lo osservavo in silenzio. Cosa mi aspettavo, che iniziasse a parlare da un momento all’altro, rivelandomi chissà quale mistero? L’unica cosa che la sera prima non avevo notato era un indirizzo email, riportato in basso a destra. Era a quell’indirizzo che bisognava inviare i messaggi che poi sarebbero stati spediti nello Spazio. Continuavo a pensare che fosse una cosa assurda e certamente costosa. Anzi, iniziavo ad essere davvero curiosa di scoprirne il prezzo. Chissà, magari avrei potuto chiedere così, a titolo informativo. Chiedere non costa nulla. Non avrei chiesto per me, sia chiaro! Io non sarei mai caduta in una trappola simile. L’avrei fatto solo per scoprire quanti soldi questi truffatori siano in grado di rubare alla brava gente. E avrei ottenuto un buon argomento di conversazione per la prossima riunione di famiglia.
Ma il prezzo di quel bizzarro servizio non era la mia unica curiosità. Da quando mi ero svegliata, non avevo fatto altro che pensare al mio sogno e a quei numeri scolpiti sulla montagna. Non riuscivo a ricordarli tutti, ma alcuni mi erano rimasti impressi: 15h e 19m, 26, 43 (il numero dei miei anni), poi 2029…O forse era 2209. Provavo a digitarli, man mano che mi tornavano in mente, ma i risultati erano deludenti.
Era solo un sogno, inutile cercarne la spiegazione. E sarebbe stato inutile anche chiedere informazioni a quell’indirizzo email.
Rassegnata e ancora un po’ intontita, date le poche ore di sonno, ho distolto lo sguardo dal monitor e mi sono soffermata ad ammirare i delicati colori dell’alba, attraverso la finestra. Dopo aver rifatto il letto, riempito la scodella di Bradipo e dopo aver messo i piatti sporchi in lavastoviglie, sarei uscita per una passeggiata. In realtà, l’intenzione era quella di fare a ritroso la strada della sera prima, cercando il punto esatto in cui avevo visto per l’ultima volta il picchio.
Erano circa le dieci e il sole splendeva: era una gioia vederlo lì, sempre più alto in cielo, dopo mesi quasi completamente bui. Aspettavo con ansia l’arrivo della primavera, ma le strade erano ancora ghiacciate e l’aria gelida.
Di giorno, tutto appariva diverso. Con molta facilità ho individuato quella strada, notando particolari che avevo ignorato la sera prima, come ad esempio diverse case abitate o un piccolo parco giochi per bambini.
Più mi avvicinavo alla mia meta, più si faceva intenso un profumo estasiante di salsicce alla griglia. Penso che non esista niente al mondo di più buono del cibo cotto al barbecue.
Voltato l’angolo, ho visto il fumo provenire dalla riva del lago. C’era un lago, infatti, lì dietro gli alberi, nel luogo in cui avevo visto il picchio la sera prima, ma solo alla luce del sole mi stavo accorgendo della sua esistenza.
Probabilmente sarà stata colpa del fumo, ma avevo di nuovo quei fastidiosi capogiri, come se mi fossi ubriacata.
Il braciere era situato a pochi metri dalla riva del lago e un po’ più in là, sotto gli alberi, c’era il capanno portalegna. La donna in accappatoio che stava arrostendo le salsicce, aveva un aspetto familiare. Dopo avermi accolta con un grosso sorriso, mi ha rivolto la parola:«Buongiorno! Allora, l’hai scritto poi quel messaggio?»
Era lei, la strana signora del volantino.
Non sapevo cosa dire:«Ehm..Veramente io stavo pensando che»
«Vieni qui, prendi una salsiccia!»
(Mai rifiutare una salsiccia)
«Va bene, grazie»
Il suo cane, senza guinzaglio, correva come un pazzo, avanti e indietro, abbaiando a qualsiasi cosa si muovesse.
Io, un po’ imbarazzata, mi ero seduta lì su una grossa pietra, con la mia salsiccia in mano. Quella donna era strana davvero. Che voleva da me? All’improvviso, un dubbio. Ho guardato la mia mano sinistra e cercando di non farmi notare, ho iniziato a contare le dita: uno, due, tre, quattro e cinque. No, stavolta non stavo sognando.
«Che stai facendo?»
E io:«No, niente. Pensavo di avere un insetto sulla mano»
«È inverno, tesoro. Non ci sono insetti».
Che figuraccia.
«Allora, dimmi, hai scritto o no quel messaggio?»
Come potevo dirle, educatamente e senza offenderla, che pensavo si trattasse di una sciocchezza o, peggio, di una truffa? Poi, incrociando il suo sguardo, ho capito che non sarebbe stato necessario spiegare nulla: lei sapeva perfettamente ciò che pensavo, era come se mi stesse leggendo nel pensiero.
«Credi che io sia una vecchia squilibrata, vero? Non saresti la prima persona a pensarlo»
Adesso mi sentivo in colpa.
Il cane aveva appena ricevuto un pezzo di salsiccia ed era fuori di sé dalla gioia. Altre persone stavano camminando verso il lago, così è stato necessario mettergli il guinzaglio e tenerlo lì vicino a noi, ma lui non dispiaceva! Sapeva che avrebbe ricevuto presto un altro premio.
Serie: Tra le luci del cielo
- Episodio 1: Pensavo a te
- Episodio 2: Il giardino segreto
- Episodio 3: Il grande picchio nero
- Episodio 4: Ricorda di contare le dita!
- Episodio 5: Salsicce al barbecue
- Episodio 6: Avantouinti
- Episodio 7: Il messaggio (ultimo episodio)
Molto scorrevole e piacevole. L’espediente del contare le dita continua a divertirmi tantissimo! Adesso sono curiosa di sapere se questa signora è una truffatrice oppure no…
Grazie, Dea 🤗
Mai rifiutare una salsiccia😂
Bello questo nuovo incontro con la signora del volantino e, in generale, tutto l’episodio.
Brava!
😅 Grazie 🤗
Comunque, l’episodio si lascia leggere tranquillamente, come sempre. La leggerezza del racconto è stupenda, complimenti Arianna!!
Grazie mille 🙂
“«Che stai facendo?»E io:«No, niente. Pensavo di avere un insetto sulla mano»«È inverno, tesoro. Non ci sono insetti».Che figuraccia.”
Che figuraccia veramente ahahah
🤣
“Ho guardato la mia mano sinistra e cercando di non farmi notare, ho iniziato a contare le dita: uno, due, tre, quattro e cinque. No, stavolta non stavo sognando.”
Il consiglio di contare le dita è sempre utile ahahah😂
Sempre! 😆
Mmmm… quella signora mi sembra una tipa losca 🤔
😅
“(Mai rifiutare una salsiccia)”
ineccepibile! E se poi ci fosse anche una birra… : )
🍻 😁
Il racconto è uscito, forse, dalla dimensione onirica per accomodarsi su una reale. Stai mescolando abilmente razionalità e quella tentazione che viene quando lo sconosciuto ci attira. L’espediente delle dita continua a piacermi molto.
Grazie, Cristiana 😊
Mi convince molto il mordente con cui stai articolando la storia e anche l’impostazione del personaggio protagonista e conduttore, con le sue dinamiche, la sua voce, gli stralci del suo mondo e della sua modalità di pensiero e di gestione di ciò che gli accade e ancora non gli accade. Lo avverto sempre più familiare. Il mistero del messaggio scritto continua ad appassionarmi, quanto il profumo estasiante di una salsiccia alla griglia.
Grazie, Luigi 😊