Saluto
Serie: Nova Imperia
“Sono Marie. Posso entrare?” disse bussando alla porta.
“Avanti, avanti!” rispose una voce dall’interno.
Marie aprì la porta di legno e entrò nella stanza. Come sempre, il disordine regnava sovrano: il piccolo divano contro la parete era quasi sepolto da rotoli di pergamena, mentre pile di libri erano sparsi ovunque, come se dovessero sorreggere il peso della stanza. Dietro la grossa scrivania in legno scuro, il suo maestro stava armeggiando con una bilancia argentata, mentre sbuffi di fumo si levavano dalla pipa che teneva tra i denti.
“Sono passata a salutare prima di partire, non volevo disturbare,” disse Marie con un sorriso.
“Sciocchezze!” rispose il vecchio maestro, ridendo. “Stavo solo provando a pesare questi rotoli. Me ne ha parlato un docente dell’Accademia tempo fa; secondo lui, a parità di dimensione, un rotolo che parla di qualcosa inerente alla magia peserebbe di più rispetto a un rotolo che parla di altro. Sostiene che le parole abbiano pesi differenti in base al contesto.”
“Oppure potrebbe semplicemente variare lo spessore della pergamena” fece spallucce Marie. “La vera domanda è perché i maghi siano così fissati con le pergamene quando si potrebbe usare un semplice foglio di carta.”
Scoppiò a ridere, posando la bilancia e alzandosi per salutarla. “Quindi domani partirai? Che dire, sono passati parecchi anni da quando sei arrivata qui. Mi sembra quasi ieri!” Sospirò, la tristezza velata nel suo sguardo. “Immagino che sentirò la tua mancanza. Verrai ancora a trovarmi?”
Marie si avvicinò per abbracciarlo un momento. “Prima o poi tornerò da queste parti” promise.
“Bene! E cosa farai ora?” chiese lui, curioso.
“Ho voglia di tornare a casa. Sono passati otto mesi da quando ci sono stata l’ultima volta. Ma devo anche passare dalla capitale; ne approfitterò per sbrigare delle faccende. Ah, ho deciso che mi registrerò come avventuriera, così potrò girare un po’ il paese senza dare troppo nell’occhio mentre porto avanti le mie ricerche.”
Il maestro sospirò, un’espressione triste gli attraversò il volto. “Dunque hai intenzione di proseguire con quella ricerca?”
“Si.”
“Capisco… beh, non proverò più a dissuaderti. Ormai ci ho rinunciato. Voglio solo che tu faccia attenzione e che non utilizzi mezzi sbagliati. Me lo rimetti?”
“Sono sempre attenta” disse lei, l’aria mesta.
“Comunque è ora di andare. Ti scriverò di tanto in tanto” aggiunse Marie, dirigendosi verso la porta e cercando di non far cadere li libri come l’ultima volta.
Era già nel corridoio quando, dalla stanza, la voce malinconica del vecchio maestro la fermò un attimo. “Ricorda, Marie, le parole a volte hanno davvero un peso differente.”
“Lo so” rispose piano, mentre chiudeva la porta alle sue spalle.
Percorse il corridoio fino a sbucare sulle mura. Il sole stava quasi per tramontare e l’aria era fredda. Marie guardò la cittadina di sotto, le vie illuminate dai lampioni percorse dai lavoratori di ritorno alle loro case. Più in basso ancora, le navi ancorate al porto ondeggiavano placide.
Alla fine mi mancherà stare qui.
Serie: Nova Imperia
Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Discussioni