Santo Falò

Serie: Alaros #2


XIII.

Lo scoppio di cannone, il cinguettare di passeri a centinaia in mezzo agli alberi e lo scampanare a festa di rintocchi vicinissimi e audaci che aprono gli occhi al cuore di Domenica mattina.

Una polvere che sapeva di spari aromatici di mirra l’aveva chiuso nell’occhio del ciclone: tutto il mondo gli tremava fra le braccia di un Agosto ardente, nasceva un Sole dal primo raggio verde di un’alba esplosa in mezzo ai suoi occhi, chè l’anima gli scappò dal corpo e a voltarsi indietro c’era il suo cadavere rinchiuso nel sepolcro a farsi cenere, vecchissimo e dagli occhi di vetro.

Gli spruzzi di una fontana gli lavarono la faccia, le urla di una folla lontana festeggiava il Giubileo; si era alzato lo scirocco caldissimo venuto dalle Terre Desolate per farlo ritornare a respirare.

Le spinte dei bambini che giocavano a Campana disegnando numeri e quadri a terra con il gesso gli avevano aperto gli occhi, e lui ch’era pure bimbo, saltando oltre il nove con due piedi, s’ingoiava l’aria rovente fino a fargli lacrimare gli occhi alla vista dell’immenso Campanile.

Gli si era avvicinato l’Araldo, con le vesti rosse e verdi e sul capo una corona di fiori bianchi. Gli porgeva una fiammella che nascondeva con la mano, perché era un miracolo e bruciava senz’appoggiarsi a niente, e gli disse con un fiato a labbra chiuse:”Sei stato bravo”.

Un Santo, dall’alto del colonnato che sta appena sotto la Campana, si era girato a guardarlo col sorriso complice dei nonni, e lui per intimo pensiero prese la fiammella e se la infilò tra le costole nel cuore.

Ci furono vampe, per un attimo, un caldo atroce di spine e misteri svelati dall’altra parte dei suoi occhi, poi da quella parte del sole che non si riesce a guardare scese in picchiata una rondinella. Gli si era appena seduta sulla spalla e gli mordicchiava l’orecchio.

“Andiamo a casa, Hidelle” le disse, salutando con la manina il Santo e imboccando le strade larghe e bianche della Cittadella.

FINE

Serie: Alaros #2


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Discussioni

  1. Ottimo finale con descrizioni davvero intriganti. Ho sentito il cinguettare dei passeri e le risa dei bambini. Questa serie è una poesia in tredici capitoli