Sapone alla vaniglia
Serie: L'Ultimo Desiderio
- Episodio 1: La Prima Pietra
- Episodio 2: Lo Scrigno
- Episodio 3: Leia
- Episodio 4: Il primo principe
- Episodio 5: Una coperta di lana
- Episodio 6: Sapone alla vaniglia
STAGIONE 1
Leia insistette per assolvere al suo compito da solo; lasciò che Roter gli spiegasse il modo migliore per fare quanto andava fatto, senza sprecare energie inutili.
Di tanto in tanto l’uomo tentava di afferrare qualche attrezzo, ma Leia lo pregava di riporlo. Riuscì a farlo desistere dopo vari tentativi di intromissione; dovendo ammetterlo, almeno a se stesso, la cosa lo divertiva e gli faceva provare una sensazione strana. Roter si convinse a lasciarlo fare solo dopo aver constatato che, nonostante fosse minuto, era piuttosto forte. Era stata proprio quella resistenza ostinata a permettergli di sopravvivere così a lungo… almeno fino a quando qualcuno aveva posto fine alla sua vita con una lama tagliente.
Una volta terminate le pulizie, Roter si guardò attorno, evidentemente soddisfatto.
«Hai fatto davvero un buon lavoro, ragazzino.»
«Grazie.» Leia provò autentica felicità nell’essere riuscito a portare a termine il suo compito entro il mattino. I pardi se n’erano andati per seguire il primo principe all’orario stabilito, uscendo dalla porta che conduceva alla terrazza.
Leia aveva sbirciato fuori dalla finestra; il primo principe si era diretto verso un’increspatura comparsa all’improvviso, in compagnia delle belve e di un uomo in uniforme.
Pochi istanti dopo, l’intera compagnia era scomparsa dalla sua vista.
Ora che aveva visto il famoso portale magico, fu felice di aver scelto di recarsi allo Scrigno piuttosto che gettarsi in una caccia al tesoro impossibile da portare a termine.
Gli rimaneva un’ultima cosa da fare. Lanciò uno sguardo ai sacchi pieni di scaglie di sapone, indicandoli all’istruttore. «Mastro Roter, posso usarne qualcuna per pulirmi?» Dopo aver terminato il lavoro si era lavato piedi e polpacci, per non sporcare il pavimento; anche il resto aveva bisogno di una bella rinfrescata.
«Vuoi farlo qui?» L’uomo gli restituì uno sguardo sorpreso. Quando Leia annuì, scosse vigorosamente la testa. «Ti porto ai bagni riservati alla servitù; a quest’ora sono deserti. Recupereremo una delle tuniche che ho portato in sartoria.»
«In sartoria?» Leia non aveva la minima idea di come funzionassero le cose a Palazzo Reale. Il complesso era costituito da tre ali, ma era quella centrale a potersi fregiare pienamente di quel titolo: era lì che dimoravano i reali e le loro corti.
Roter gli fece cenno di seguirlo. «A quest’ora, una delle sarte avrà applicato un tassello di stoffa all’interno, con scritto il tuo nome. Le vesti della servitù comune vengono lavate assieme. Una volta pronte, ognuno riprende le proprie. I teli sono già nei bagni, a disposizione di tutti; dopo averli utilizzati basta metterli nel cesto della biancheria sporca.»
«D’accordo.» Leia era grato di ricevere quelle informazioni: le cose che doveva imparare erano molte.
Infilò gli zoccoli e seguì Mastro Roter. Si diressero al piano terra, nella zona in cui la servitù si muoveva fra magazzini e cucine di servizio; anche lì, notò Leia, regnavano ordine e tranquillità. Recuperato un cambio di vesti dalla sarta, si diressero verso un mezzanino.
I bagni comuni si trovavano nella zona adibita ai dormitori maschili: lì, secondo quanto gli spiegò Roter, alloggiavano i servitori celibi. Il locale era ampio e pulito; gli orinatoi erano ubicati dietro un paravento, poco distanti dai lavabi. Roter lo condusse oltre un secondo paravento. Leia scoprì che il pavimento scendeva verso una conca dotata di grate per lo scolo dell’acqua. Dalla parete sporgeva un beccuccio simile a quello che offriva acqua fresca ai pardi; era posto a un’altezza raggiungibile da un uomo adulto e sotto di esso era stato posizionato un secchio. Leia ne comprese subito l’utilizzo.
«Posso lavarmi qui?»
Roter annuì, spingendo la leva sopra il beccuccio per far scendere l’acqua nel secchio. Leia, con sorpresa, si accorse che era calda: si era chinato per guardare e da quella distanza riusciva ad avvertirne il piacevole tepore.
«All’interno del rubinetto è stato inserito un cristallo magico. Riscalda l’acqua senza bisogno di metterla sul fuoco.»
Leia non riuscì a trattenere una risata; tutte quelle novità lo facevano sentire un sempliciotto, probabilmente la sua espressione lo confermava, ma non riusciva a trattenersi dallo stupirsi come un bambino. Ricordò che era un bambino, e la sua risata si fece più squillante.
Roter rise con lui. Una volta esaurita l’ilarità, gli indicò il secchio.
«Fai da solo? Riesci a sollevarlo?»
Leia annuì.
«Aspetta qualche istante, vado a prendere una barra di sapone.» Roter scomparve oltre il paravento.
Leia sentì il rumore dell’anta di un armadio che si apriva e chiudeva.
«Fra le altre cose, mi sono dimenticato di una cosa importantissima.» Roter ricomparve, porgendogli un piccolo sapone che emanava un piacevole aroma di vaniglia. «Jarda, una delle mie mogli, mi tirerebbe un mestolo addosso se lo sapesse. Stamattina non hai fatto colazione. Appena sei pronto ti porto da chi di dovere, così riesci a mettere qualcosa nello stomaco.»
Leia prese il sapone, grato. «Non importa. Non ho fame, grazie.»
«Non so come sei abituato a fare, ma qui dovrai adattarti se non vuoi attirare l’ira di Lady AnaMera. Tre pasti al giorno, allo scandire di precisi tocchi.»
«Lady AnaMera?» Leia strinse il sapone, in un gesto istintivo, consapevole di essere impallidito.
L’espressione di Roter gli restituì genuina preoccupazione. «Qualcosa non va?»
Leia scosse subito il capo, spaventato all’idea di aver recato offesa. «No. Ti chiedo scusa, Mastro Roter. Io… spero solo di comportarmi come si conviene. Non sono… abituato a… stare con la nobiltà.»
Dalle labbra di Roter sfuggì uno sbuffo. «Da quanto ho visto, ragazzino, hai la stoffa giusta per cavartela alla grande. Sii onesto e sincero e tutto andrà bene.»
Prima di lasciarlo solo, Roter gli lanciò un ultimo sguardo, strizzando un occhio. «Lavati bene, anche sotto le unghie. Partirai con il piede giusto.»
Leia sorrise di rimando, sperando di sembrare sicuro di sé. Una volta solo si permise un respiro profondo; aveva la sensazione che, per piacere alla cagapepite, non bastassero delle unghie pulite.
Serie: L'Ultimo Desiderio
- Episodio 1: La Prima Pietra
- Episodio 2: Lo Scrigno
- Episodio 3: Leia
- Episodio 4: Il primo principe
- Episodio 5: Una coperta di lana
- Episodio 6: Sapone alla vaniglia
C’è molta cura nei dettagli, ogni episodio si sta prendendo tutto il tempo che gli serve, muovendo la trama un poco per volta, senza rinunciare a nessun particolare. Se non ho capito male qualche giorno fa eri già a lavoro sulla quinta stagione, non faccio fatica a immaginare quanti caratteri si stia prendendo questa bellissima storia.
Il world building è ben dosato, senza spiegoni, ma introdotto gradualmente. Alcuni dettagli non sono chiari e dobbiamo attendere per capire di cosa parliamo (la cosa per ora è stata leggermente ostica solo nei primissimi episodi), ma è tutto giusto perché Laia/Bouchin sa già di cosa si tratta e non ha bisogno di rispiegarselo, as you know Bob. Ovviamente con l’artificio di trovarsi in un ambiente nuovo, potrai spiegare a lui e a noi tutto questo fantastico mondo che stai costruendo.
E quindi ora vediamo all’opera i portali di cui abbiamo sentito parlare in precedenza, si fa di nuovo riferimento allo scrigno e scopriamo l’acqua calda 😀 (scusa, non potevo non fare questa battuta).
Leggendo questa serie sto provando sensazioni simili a Tehanu di Le Guin.
” Ricordò che era un bambino”
😃 che contrasto tra il suo animo e l’aspetto. Mi domando se si tratta di un isekai o semplicemente un loop che avviene dopo la sua morte
La storia ha inizio con un salto temporale. Buochin, un uomo di circa 40 anni, viene giustiziato sul patibolo ed esprime come ultimo desiderio quello di salvare il “suo amore”. Ritorna nel giorno in cui la sua vita precipiterà definitivamente (la “festa” a cui verrà portato quando ha 10 anni). Decide di evitare la sorte che lo aspetta e di rifugiarsi nello Scrigno: facendo così, inizia una nuova vita come Leia (completamente diversa dalla precedente) ma tiene fermo il suo proposito. Salvare Every, con cui ha trascorso, in prigione, gli ultimi 15 anni della linea temporale precedente.
sono andata a rileggere il primo capitolo, perché ricordavo la madre che lo lavava nella vasca, ma avevo rimosso le prime righe della morte. Ricordavo il desiderio di tornare per amore, ma non per chi esattamente 😅. Ora è tutto molto più chiaro, grazie!
Di nulla ❤