Scacco Matto

Ma non ero forse solo, sulla cima di quel palazzo? Non ero forse sempre stato solo? Cos’era cambiato? Perché ora la gente iniziava a notarmi? Sentivo le urla delle donne e le imprecazioni degli uomini salire dalla strada. Perché serve spingersi ad un gesto tanto estremo per guadagnare quel minimo di attenzione di cui abbiamo bisogno per non sentirci superflui? 

Ora le macchine sono immobili, a 50 metri dalla suola delle mie scarpe. Tutta la città sembra essersi fermata ad ammirare come un pazzo sistemerà tutti gli errori della sua vita nel giro di qualche secondo. Ma io non sono nato pazzo. Io pazzo ci sono diventato. Sono pazzo per colpa vostra, di voi formiche che ora tanto ansimate ad ogni mio spostamento. Bastava questo a farvi aprire gli occhi? Un uomo in lacrime sul cordolo di una palazzina? Vi disprezzo. Mi disprezzo. Perché lo sto facendo? Realmente perché sono qui? Non può essere realmente per mancanza di attenzioni. No. Di quello non mi era mai interessato. A cosa devo questo profondo dolore che mi squarcia ogni mattina, ogni sera. 

Una telefonata. È mia madre. Sono contento di risentirla, sono anni che si è scordata di avermi come figlio. A quanto pare stanno trasmettendo in diretta nazionale la notizia di un pazzo in cima ad un condominio pronto a buttarsi. O almeno questo è ciò che credo mi abbia detto, fra un singhiozzo e l’altro. “Era tanto tempo che non parlavamo, mamma. Avevo quasi dimenticato la tua voce.” Lancio il telefono in un tuffo sull’asfalto. Ora proprio non avevo tempo per parlarle. Dopo 3 anni era riuscita a prendere proprio l’unico momento in cui ero realmente occupato. 

Un elicottero ora sorvola tutto l’edificio. Anche questa volta i giornalisti hanno raggiunto il luogo di un futuro suicidio prima degli enti sanitari. Una morte come la mia fa notizia ed aiuta la società, non è forse questo il messaggio che mi state mandando? Bene. Questa è la mia risposta.

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Riccardo, il tuo è un racconto particolare che ho letto tutto d’un fiato. Sai una cosa? Voglio profittare del finale aperto per pensare che il tuo protagonista abbia fatto ritorno a casa mostrando a tutti il dito medio.

  2. Racconto molto particolare ma narrato bene, con ritmo e lasciando il lettore con un sacco di dubbi per far correre la sua fantasia.
    Ho letto volentieri questa storia che per qualche minuto, mi ha portato a 50 metri da terra!
    Alla prossima lettura…