Scelte
Serie: Eyes
- Episodio 1: Droni
- Episodio 2: Sheila
- Episodio 3: Il coraggio di cambiare
- Episodio 4: Scelte
- Episodio 5: R U Human?
STAGIONE 1
Susan sedeva su una roccia, guardando di lontano la città. I suoi capelli biondi scintillavano alla luce del tramonto. Sollevò una gamba appoggiando il piede sul bordo del masso, le mani poggiate sul ginocchio. Indossava degli stivali neri di pelle fino a quasi al ginocchio, chiusi da fibbie di metallo. Non le mancava per niente la città, ora si chiedeva come avesse potuto viverci tanti anni. Aveva appena terminato il tour serale della serra e si godeva il tramonto. L’odore della terra che si inumidiva la faceva sentire viva. Si chiese se Steven ed Helen stessero bene, sperava dal profondo del suo cuore che fossero felici delle loro scelte, come lei delle sue. Le piaceva particolarmente quel momento della giornata, in cui i robot erano tutti rientrati in standby e poteva girare sola per la fattoria. Aveva sofferto così tanto per tutti quegli ‘occhi’ puntati addosso, aveva rischiato più volte di impazzire.
***
Tutte le porte della torre Gamma, e tutte le porte di Arcadia, silenziose ed ermetiche. Tutti gli schermi sintonizzati sulle figure del Governatore e del Direttore Medico di Arcadia. Dalla loro espressione tutti capirono subito che si entrava quarantena. Non era certo la prima volta, ma ogni volta era pesante allo stesso modo. Ancora una volta un virus, una forma di vita così semplice metteva il genere umano in ginocchio.
Helen e Steven sedevano sul letto e ascoltavano attentamente: «Ovviamente tutti i collegamenti con la Terra con equipaggio umano sono interrotti, come le attività di esplorazione e i collegamenti con gli avamposti. Il virus m4r…».
Helen sospirò profondamente, si alzò e andò verso la finestra. Guardando il cielo stellato, pensò alla vacanza sulla Terra che doveva essere rimandata. E con tutte le persone che stavano lottando per la vita, che stupida, si rimproverò.
«Steven, è passato il robot con i tamponi. Io l’ho già fatto, negativo.»
«Bene, lo faccio subito», rispose dallo studio.»
«Non è che stai lavorando troppo? Siamo in quarantena, dopotutto. Ma in generale, stai lavorando troppo ultimamente. Ora siamo soli, abbiamo tempo per parlare. Di quello che vogliamo.»
«Hai ragione, amore. Ti manca la Terra? Mi dispiace che dobbiamo rimandare il viaggio.»
«Più che altro, mi mancano Susan e John.»
Adorava quando lui azzeccava perfettamente l’argomento di cui voleva parlare.
«Hai sentito della provenienza del virus. Sembra che provenga da una fattoria sulla Terra. Non vorrei che…»
«Non è ancora sicuro che sia la fattoria di Susan. Comunque mi sto tenendo informato» la interruppe Steven.
«Ti ricordi l’ultimo video che ci ha mandato. Immagina come starà ora con la polizia nella fattoria. Non se lo merita questo, con quello che ha passato» Helen non riuscì a trattenere le lacrime.
***
«Per poter rispondere alle vostre domande, ho bisogno di un corpo.»
La voce, calda e umana, usciva dagli altoparlanti. Sullo schermo un volto maschile, con la fronte ampia e il naso leggermente pronunciato.
«Scusami, non capisco il motivo. Puoi estendere le tue percezioni ovunque arriva la rete. Dagli angoli più remoti della Terra, al centro ricerche di Titano. Il corpo, con i suoi bisogni di manutenzione e i suoi limiti, non è un impedimento?»
Lo sguardo di Platone lo fissò, come se volesse comunicargli qualcosa, ma senza dialogo.
«Per rispondere alle vostre richieste, ho bisogno di un corpo» ripeté.
«Lo avrai, non appena sarà possibile» disse Steven abbassando lo sguardo.
Disattivò l’audio e chiamò Mr. Jay che rispose immediatamente.
«Salve, la solita richiesta da parte di Platone… e se provassimo?»
«Non è possibile, è troppo instabile, sarebbe troppo pericoloso dargli un corpo.»
«Come procede l’indagine?»
«Troppo lentamente, e la tensione sta salendo» disse Jay, con tono dimesso.
«Non riesco a capire perché ultimamente chieda così spesso di avere un corpo. Questo problema, nello specifico, è una questione informatica e biotecnologica. È un sabotaggio, un attacco, o una mutazione naturale sfuggita a i controlli?»
«Non ho idea, l’unica cosa di cui sono sicuro è che Platone non è ancora pronto per poter essere di aiuto. I rapporti economici tra la Terra e Marte non sono affatto positivi, in questo momento. La Terra spinge molto per un’apertura su alcuni prodotti informatici, mentre il governo marziano mantiene posizioni più conservatrici, come nella legalizzazione delle relazioni tra umani e IA. Le indagini procedono regolarmente, stanno controllando base per base il genoma e secondo per secondo i log della fattoria. Qualche traccia devono aver lasciato, se è artificiale il virus.»
***
Susan aveva dato disposizione ai robot di ispezionare tutto il terreno della serra fino a dieci centimetri di profondità. Qualsiasi oggetto o materiale sospetto, doveva essere identificato. Li guardava lavorare e dentro di sé l’agitazione aumentava man mano che passano i minuti, e poi le ore. Ad un certo punto, non resistette, si mise a smuovere il terreno le mani, a qualche metro distanza dal robot più vicino. Scavava con sempre maggiore energia e dopo mezz’ora iniziò a sentire dolore alle mani. Le guardò e si accorse che non aveva indossato i guanti. Non si fermò e si rimise al lavoro, in ginocchio. A un certo punto, quando sentiva che avrebbe dovuto necessariamente fare una pausa e cercare dei guanti, sentì qualcosa tra le dita. Sollevò lo strano oggetto e lo guardò con attenzione, era una sfera di plastica di qualche centimetro di diametro, aperta quasi completamente a metà a seguito dell’impatto. La mise in tasca e ordinò ai robot di fermarsi.
***
«Il virus è artificiale. Un virus vegetale che attacca l’uomo è un evento poco probabile…»
Helen ascoltava il notiziario e guardava pensierosa il cielo stellato dalla finestra, Domani finisce la quarantena, e ci saranno pochi giorni per preparare la cerimonia della scuola per la Festa dell’Acqua. Ci sarà anche la commemorazione delle dodici vittime del virus. Helen guardava fuori dalla finestra, pensierosa. Non vedeva l’ora di riabbracciare i suoi alunni, e sapeva già cosa fargli disegnare per la Festa: fiocchi di neve d’acqua. Tra qualche anno li vedranno cadere, chissà.
Serie: Eyes
- Episodio 1: Droni
- Episodio 2: Sheila
- Episodio 3: Il coraggio di cambiare
- Episodio 4: Scelte
- Episodio 5: R U Human?
Ciao marco. Questo episodio è scritto particolarmente bene e mette insieme molti tasselli del puzzle, chiarendo situazioni che avevi lasciate sospese. Mi sembra proprio che la storia prenda una buona forma.