
SCREZI
Serie: COLOPHON - Script di una metasitcom
- Episodio 1: PROLOGO METALETTERARIO
- Episodio 2: SCREZI
- Episodio 3: EBBREZZA
- Episodio 4: CHIACCHIERE
- Episodio 5: INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 6: IDEE
- Episodio 7: INFEDELTÀ
- Episodio 8: VISITE
- Episodio 9: RIVALITÀ
- Episodio 10: MAGHEGGI
- Episodio 1: SECONDO INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 2: GELOSIA
- Episodio 3: LEGÀMI
- Episodio 4: CECITÀ
- Episodio 5: ADDII
- Episodio 6: TERZO INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 7: ACCORDI
- Episodio 8: SCELTE
- Episodio 9: ULTIMO INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 10: UNA CANZONE CHE FACCIA PIANGERE
- Episodio 1: LA VIA DI DAMASCO
- Episodio 2: EPILOGO (TANTO “META” QUANTO LETTERARIO)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Lunedì, ora di pranzo. Classico baretto nella periferia di Milano. Due uomini discutono al tavolo: Marco Ricci, redattore della Fiorani Edizioni, e Sergio Giordano, responsabile marketing.
«Sei proprio una testa di cazzo!»
«Grazie, Sergio: sapevo che avresti capito…»
«Non provarci neanche a prendermi per il culo, Ricci! Ti rendi conto di cos’hai fatto?»
«Ho dato una chance alla casa editrice più indebitata d’Europa?»
«No: hai definitivamente condannato a morte Fiorani! Quando lo verrà a sapere, le sue coronarie schizzeranno via come fuochi d’artificio. Tanto valeva entrare nel suo ufficio e spaccargli il cranio con un cric!»
«Perdio, Sergio: urla piano… se ci buttano fuori da qui andrà a finire che mi tocca mangiare per strada. O peggio ancora: in redazione…»
«Figùrati se il Max ci butta fuori! Ne ha sentite anche di peggio. E poi: ‘cazzo significa “urla piano”? O urlo o non urlo! Minchia: sembri mia moglie…»
«Che c’entra ora tua moglie?»
«Ma così… tutte queste manfrine sul contegno e su quello che possono pensare gli altri».
«Uuuh, le “manfrine”, potrei quasi chiederti di accompagnarmi in bagno…»
«Taci, coglione! Cristo: si sta discutendo! Che si fottano gli altri! E anche tu… sempre con quel sorrisetto del cazzo stampato sulla faccia… anche adesso, ve’! Mai una volta che ti incazzi! E così mi fai incazzare ancora di più, porcoddue!»
«Dovresti provare con la meditazione… su di me sta facendo miracoli. Soprattutto da quando la Tati mi ha chiesto il divorzio…»
«Mmm… sai dove te la puoi ficcare la meditazione?»
«Sempre nel solito posto: se seguissi i tuoi consigli ora starei seduto su un hangar.»
«Mi vuoi almeno dire come cazzo ti è venuta l’idea di fare una boiata del genere? No, perché sono curioso. Quale stupido pezzo di… escremento potrebbe pensare di fare quello che hai fatto tu? E come ci sei riuscito, soprattutto? Senza che nessuno di noi se ne accorgesse! Pace per quel rincoglionito di Fiorani, che ormai ha un barattolo di visciole sotto spirito al posto del cervello… ma gli altri?»
«Ma sai, la compartimentazione: io faccio il mio, tu fai il tuo… alla fine il libro è bell’e fatto e nessuno l’ha mai letto. A eccezione dell’editor…»
«Già… allora tanto vale che l’editor se lo inventi di sana pianta! Una quarta di copertina ad cazzum, un colophon inesistente, biografie fittizie di autori fittizi… e addirittura bibliografie immaginarie, con tanto di traduttori partoriti dalla tua meravigliosa testa di cazzo!»
«Guarda qui…»
«Che fai? Ti metti a giocare col telefono? Oh, mamma! Non dirmi che è quello che penso…»
«E invece è proprio quello che pensi… ta daaa! Le pagine Facebook dei “nostri” autori… alcuni hanno anche Instagram. Questo, per esempio, è Leka… vedi? Qui “il Dorian” vince un premio nazionale di collages, e qui è con la sua dolce metà…»
«Sai che rischiamo di finire tutti indagati per truffa… ti è chiara la situazione, no?»
«Maddai, Sergio! Per qualche immagine fatta con l’AI e per aver pubblicizzato tre o quattro libri mai stampati? Questi testi figurano come “fuori catalogo”… non abbiamo mai truffato nessuno!»
«Vallo a dire alla Martini, coglione! Se non fossimo nella merda non saresti venuto da me stamattina piagnucolando. “Ueee, Sergione, devo parlarti… no, non c’entra la Tati… è un guaio, Sergione, un guaio”… mo va a cagher, Ricci!»
«E ti pareva…»
«Ti stanno chiamando, rincoglionito! Non senti? La tua suoneria da diversamente etero la riconoscerei in mezzo a mille…»
«Ho sentito, Sergio. Ma non ho voglia di rispondere…»
«Capito: è ancora la Tati. Vuoi che ci parli io?»
«No, grazie Sergione. Basta che mi stringi forte forte con le tue grandi mani…»
«Fottiti, Ricci. Però non davanti a me.»
Serie: COLOPHON - Script di una metasitcom
- Episodio 1: PROLOGO METALETTERARIO
- Episodio 2: SCREZI
- Episodio 3: EBBREZZA
- Episodio 4: CHIACCHIERE
- Episodio 5: INTERMEZZO METALETTERARIO
- Episodio 6: IDEE
- Episodio 7: INFEDELTÀ
- Episodio 8: VISITE
- Episodio 9: RIVALITÀ
- Episodio 10: MAGHEGGI
Inizio scoppiettante. Un dialogo realistico, un gergo che forse disturba, sentire, non leggere. Mettere a parole ciò che è, diventa forte e penetrante. Forse ha ragione Loris, se il dialogo è anche peggio che sia, però non so se sia poi facilmente leggibile e digeribile una roba del genere. Le volgarità ci sono, ma non sono solo nel tuo episodio, ci sono in senso lato. È questo, secondo me, se l’intenzione dell’autore è raffigurare una realtà cruda e vera, arte, magari disturbante, ma efficace e potente.
Esatto, Nino. Ho voluto rendere i dialoghi più realistici possibile, rimanendo però nei limiti della decenza (la lingua parlata è comunque molto diversa, con i suoi troncamenti, le sospensioni, gli sproloqui e, molto spesso, le bestemmie. Ho pensato bene di non arrivare fino a quel punto😄)
Bellissimo dialogo! Molto realista e ben “interpretato”! Complimenti.
Grazie ancora, Giuseppe! Gentilissimo🙏🏻
Trovo assolutamente insensato l’uso delle parolacce messe lì a casaccio. Appoggio l’idea di usare il volgare come valore aggiunto al significato del messaggio, ma il modo in cui le usi e i momenti in cui le piazzi sono assolutamente ( secondo me ) fuori luogo. Non creando nessuna enfasi, aggiungono solo volgarità che senza motivo diviene più grottesca, maleducatamente gratuita. Per quanto riguarda la storia mi piace, mi incuriosisce. Ora leggerò il terzo episodio
Ciao Loris! Immaginavo che a qualcuno avrebbe urtato il linguaggio di questa serie. Ti spiego subito il motivo della scelta: Sergio è una persona molto sguaiata. Ho cercato, in questa serie, di rendere più attinente alla realtà (che mi circonda) il linguaggio dei personaggi – e ti garantisco che conosco anche di peggio. Per dimostrarti che questo registro non è il mio consueto, ti invito a leggere, se ti va, una qualunque delle cose che ho scritto in precedenza.
No, ti sbagli. Trovo il modo in cui utilizzi le parolacce molto banale, scontato. Trattenuto. Dal vivo è diverso, e son sicuro che avresti potuto fare di meglio. Ti sei trattenuto, cercando di riportare su carta una realtà che in un modo o nell’altro, hai sminuito. Avrei apprezzato decisamente quel “conosco anche di peggio” messo così, nero su bianco. Ricordiamoci una cosa, i miei commenti vogliono essere solo costruttivi, lungi da me giudicare e/o sentenziare nulla.
E ti ringrazio per la schiettezza🙏🏻 Sono qui per migliorare
Ciao Nicholas! Aspettavo questo racconto da quando me ne avevi parlato in un commento. Mi lascia impaziente di proseguire!
Ciao Roberto! Esatto! Era questa la serie di cui ti avevo parlato!😄 Grazie mille🙏🏻
Mi sono divertita tantissimo a leggere questi episodio, i dialoghi sono veramente spettacolari. Tantissimi complimenti!
Ciao Melania! Grazie mille per la lettura e per i bei commenti! Spero di non deluderti☺️
Anch’io, come Giancarlo, mi sono seduto e goduto lo spettacolo: scene da film, dialoghi realistici e ben articolati, atmosfera coinvolgente ed evocativa.
E siamo solo all’inizio! 😊👌
Grazie Giuseppe! In questo secondo episodio ho già voluto rivelare lo spirito della serie. Spero che arrivi nel modo più naturale possibile, come se ci abbandonasse alla visione di una sitcom o di una rappresentazione teatrale. Sono contento che abbia sortito quell’effetto☺️
Ho immediatamente smesso di analizzare il testo e mi sono seduto a godermi lo spettacolo, con i due protagonisti seduti ad un tavolo di ristorante in un angolo del palco. La luce ambiente era bassa ed un riflettore illuminava con un fascio stretto il tavolo e i visi dei due, che discutevano animatamente.
Molto bello. Peccato che il tizio accanto puzzasse un po’. Succede, a teatro.
😆 È esattamente questo lo spirito con cui ho scritto la serie: non voglio fare scervellare nessuno, stavolta. Se tutto andrà come spero, basterà abbandonarsi ai dialoghi (bisognerà solo farsi largo fra dialetti vari e storpiature linguistiche, tutto necessario per distinguere la caterva di personaggi che appariranno). Nel frattempo: grazie mille, Giancarlo🙏 Spero di non deluderti!
“«Maddai, Sergio! Per qualche immagine fatta con l’AI e per aver pubblicizzato tre o quattro libri mai stampati? Questi testi sono solo nel nostro catalogo… non abbiamo mai truffato nessuno!»”
Praticamente quello che oggi capita oramai all’ordine del giorno. Sarebbe un ottimo dibattito da aprire su Open.
Sì, Cristiana. Con lo svilupparsi della trama usciranno parecchie tematiche legate alla produzione letteraria e non. Alcune cose potranno sembrare provocazioni, spero non me ne vorrà nessuno: molte esagerazioni serviranno solo per arricchire le caratterizzazioni dei personaggi😬
Le iperboli sono una caratteristica del tuo stile che io, personalmente, amo molto. Quindi, esagera! 🙂
Complimenti Nicholas per questi dialoghi pazzeschi e adrenalinici dove le bocche dei due non si risparmiano niente. Una pièce teatrale con i fiocchi in cui non ti smentisci. Direi uno stile particolare e unico. Bravissimo
Grazie ancora! La tua attenzione e i tuoi commenti sono preziosissimi per me🙏🏻😊