Sei un’immatura
Succede che se nella società di oggi non metti al primo posto gli altri, ti etichettano come l’egoista e superficiale di turno.
Questo lo dico perché, mentre una sera si discutevano tematiche relative al futuro, esordisco con la mia prospettiva di vita futura che vede una me realizzarsi in tutti gli ambiti della vita, aggiungendo poi anche una mia idea di famiglia che non necessariamente comprende dei figli. Per me famiglia, infatti, banalmente può essere anche solo il partner, i genitori, i fratelli, o quegli amici con cui hai un legame talmente profondo da poterli considerare tali.
Ecco, nel mio ipotetico futuro do importanza a questo genere di relazioni, che appunto non implicano obbligatoriamente la presenza di figli.
Questa mia idea viene subito contestata con tale spregevole commento, che mi ha ferito alquanto e mi ha portata a scrivere questo testo: “eh ma perché tu sei ancora immatura, devi crescere!”, detto da una persona che ha solamente un anno in più di me. E’ vero che non è l’età a fare la maturità, ma darmi dell’immatura per questo mio modo di vedere le cose non rende chi l’ha detto molto più superiore a parer mio; d’altro canto altro non sono che modi di vedere la vita completamente differenti, magari sì, influenzati dall’età, ma non dipendono solo ed esclusivamente da essa.
L’ira mi sale vorticosamente fino alla gola, scendo dalla macchina ed entro in casa prendendomi però le colpe di questa mia “impulsività”.
Non metto in dubbio la mia ipersensibilità, ma penso di essere una delle poche persone che si annullerebbero per dare agio agli altri, quindi sentirmi dare dell’immatura che ha una visione egoistica della vita solo perché ha come obiettivo la realizzazione di se stessa mi deprime ed angoscia.
Non metto al primo posto me stessa, è un discorso differente! “Pensare a me” in questo contesto non vuol dire altro che costruirsi il proprio futuro che possa sì vedere dei figli ma non forzatamente.
Il mio pensiero verte sul fatto che ormai dovremmo essere fuori da questo taboo dove le persone non sono complete senza figli o che peggio ancora queste siano egoiste ed egocentriche e non riescono a pensare ad altri oltre che loro stessi.
Ma ovviamente alla fine la colpa era mia perché “me la prendo troppo facilmente”.
Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Ho due certezze: per niente facile discutere di queste cose, e sicuramente sbagliato sentenziare.
Non è retorica diplomatica. Il sentimento è un concetto puro e come tale avulso dalla nostra volontà. Piuttosto, ciò che conta davvero è realizzare ciò che si vuole davvero e qui, fortunato chi ha le idee chiare sin da subito.
Del resto, di ‘cosa è giusto e quello che non è giusto fare’ sono piene le fosse.
Peraltro posso dirti, in tutta sincerità, che è vero, alcune cose le puoi capire solo a posteriori. Il che tradotto suonerebbe così: scelte giuste e un pizzico di fortuna non sono due cose incompatibili.
Infine, se mi consenti, vorrei consigliarti l’avvio di un diario, affinché tu possa raccontare e raccontarti nelle tue pagine e noi lettori immedesimarci. Ognuno poi si creerà le sue risposte. E magari le darà pure a quelli come me che ancora le stanno cercando!
A rileggerti.
Mi scuso fortemente per il ritardo con cui sto rispondendo al suo commento, posso però dire che l’ho apprezzato moltissimo e la ringrazio.
Le auguro una buona giornata 🙂
Il mondo è pieno di gente che genera figli senza prima aver smesso di esserlo, solo perchè così si fa. Farli è una cosa, prendersene cura è tutta un’altra storia. La “sacra famiglia” italiana dovrebbe cominciare a interrogarsi sul fatto che ci sono molti modi di vivere e interpretare l’unità e l’apertura familiare, anche senza procreazione, anche senza figli biologici, anche senza quello e quell’altro. La famiglia è ciò che teniamo nel cuore e non esiste altra verità.
Concordo a pieno!
Grazie del commento 🙂