Sfumature di rosa 

Serie: L'angolo di Sandra


“Mamma ciao..” 
“Che succede tesoro? Hai la voce triste..” 
Perché so che troverai il modo di farmi sentire in colpa per qualcosa.. “No è stata solo una lunga giornata, era il mio primo giorno nello studio nuovo.” 
“Ah bene! Ti ho chiamata per dirti che devi fare gli auguri a tua nonna.” 
Ma se tu neanche ci parli, perché tutti gli anni me lo ricordi? “L’ho chiamata in pausa pranzo..” 
“Ha chiamato tuo padre per lamentarsi che non l’hai ancora sentita.” 
“… Se mi lasciavi finire, stavo dicendo che era occupato, la chiamerò una volta a casa.” 
“Ricordati però!” 
“Ciao mamma.” 

Fatta scorta di libri rientro a casa, calciando le décolleté color cipria per terra, i tacchi non sono alti, non so portarli quelli alti, ma ho dovuto rassegnarmi a metterli per darmi un minimo di tono. Nives si è accorta del mio rientro perché batte un colpo sul muro, dell’appartamento affianco, per salutarmi. Non è neanche un mese che sono diventata la sua vicina di casa, ma lei è una forza della natura e nonostante io sia un po’ cauta nel far entrare nella mia vita le persone, lei ha sfondato la porta, e a volte penso voglia sfondare anche il muro, quando bussa così per salutarmi. Rispondo con due colpi vicini e uno solitario. Poi prendo due zucchine dal frigo, le taglio grossolanamente, le metto in una padella con poco olio, completerò la mia cena triste con una scatola di tonno.

In tv c’è lo chef di “Cuochi per caso” in primo piano, con quei suoi occhi intensi castani che mi fanno sempre venire i brividi. Mi verso un bicchiere di birra doppio malto e poi crollo sul divano col mio piatto zucchine – tonno sulle gambe. Monica, una mia amica, mi manda un messaggio. Vuole fare un giro per locali, ma in settimana non amo uscire, e poi non ho niente di decente da mettere: Monica e la sua compagnia non sono certo dei tipi casual e io ho anche il bucato da fare. Quindi no Monica non posso, mi spiace.

Finito di mangiare mi guardo attorno, e mi faccio un po’ tristezza da sola, così in ciabatte e bicchiere di birra in mano suono a Nives:

“Film e dolce sul divano?”
“Tesoro fra poco Andrea mi passa a prendere, usciamo..”
“Ah, ook… Che hai fatto ai capelli??”

Nives fa la parrucchiera, ma oggi ha superato se stessa, i capelli sembrano quasi rosa.

“Si chiama Stroberryred!”
“Mai nome di un colore fu più azzeccato,… vabbene divertiti”.

Mi chiudo la porta alle spalle, sono triste, così vado a prendere un tartufo gelato al lampone dal freezer e poi salto da un canale all’altro in tv alla ricerca di un film interessante, mi cade l’occhio sulla catasta di libri vicino alla porta, domani qualcosa da fare in ufficio ce l’ho!

Certo che avrei potuto rispondere che sono un essenzialista e non amo il superfluo, per quello non ho libri e attestati e quadri. Invece come sempre mi faccio schiacciare dalle critiche, chissà se la signora si accorgerà che ho comprato i libri in risposta a quello che mi ha detto? Ma in fondo chissà se ci avrebbe creduto alla storia dell’essenzialismo… magari lei è una filosofa e si sarebbe subito accorta che era un bluff, poi le chiedo che lavori fa. E vabbè, amen. Due libri in più comunque faranno arredamento.

Butto giù un sorso di birra e mi affido a Ghost, il gelato si è ammorbidito. 

“Cavoli la nonna!” esclamo guardando l’ora, sarà troppo tardi per chiamarla? 

Serie: L'angolo di Sandra


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