
Situazione attuale= stato fondamentale
Serie: L'ombra del Sole
- Episodio 1: Il mondo senza luce
- Episodio 2: Situazione attuale= stato fondamentale
STAGIONE 1
Un corridoio lunghissimo, una serie di scivolose scale che portano sottoterra e… questo.
Non saprei se definirla una stanza, perché non ha esattamente un soffitto, i muri non sono di certo normali.
Mi avvicino a queste pareti composte da bolle di sapone e schiuma, faccio per toccarle, ma Eike mi blocca prendendomi il polso.
“Ma sei cretino!?” urla, spingendomi via dal muro.
Mi volto verso Tauta, ma mi rendo conto che lei non ci ha seguiti.
“Ogni bolla è un’anima intrappolata ad Aleria. Se le tocchi scoppiano, coglione! Non penso tu voglia avere un omicidio sulla coscienza” mi spiega irritato Eike, scuotendo la tesa come se avesse a che fare con un bambino.
Ritraggo la mano. E io che cazzo ne sapevo? Però ora mi sento parecchio in colpa. Cerco di distrarmi studiando ciò che mi sta sopra la testa, ovvero un insieme di fogli bianchi fluttuanti. Sono tantissimi, ondeggiano lievemente ma non si spostano. Sto per allungare la mano per sfiorarli, ma mi ricordo dell’incidente di due secondi fa e mi dico che non è una grande idea.
“Vieni.”
Eike mi fa segno con la mano di seguirlo al centro, accanto a un gigantesco masso verde pieno di scritte e segni dorati.
Lo raggiungo titubante, non ho idea di cosa io debba fare. Istintivamente punto gli occhi a terra, sul pavimento di piastrelle bianche che mi sembra l’unica cosa normale di tutta questa storia.
Eike mi prede il polso e me lo appoggia sulla pietra.
Lo lascio fare, tanto comunque non avrebbe senso opporsi.
“Tranquillo, ci vorrà solo una decina di secondi” sussurra con voce calma. Io invece di calmo non ho proprio nulla; sudo da fare schifo.
Mi sembra che passi un’eternità, Eike mi tiene ancora il polso e sento il suo battito lento.
All’improvviso, un foglio cade dal soffitto, atterrando ai miei piedi.
Eike si china e lo raccoglie, dandogli una rapida occhiata. Aggrotta le sopracciglia, sorride e poi per un istante sembra avere un’espressione triste. Mi guarda e annuisce tra sé e sé.
“Bene. Abbiamo i risultati.”
Mi sta prendendo in giro!? I risultati sono letteralmente caduti dal soffitto!?
Il fatto è che mi sembra tutto una stupidaggine enorme, una specie di scherzo, un gioco.
Chi ha inventato questo test?
Chi decide che è affidabile?
Io ho deciso che non è affidabile.
Io ho deciso che è falso, finto, che non ha un cazzo di senso e che non dovrei credere a questa stronzata nemmeno per un secondo.
Eike mi passa il foglio per farmelo leggere.
Z=70
A=70
Situazione attuale= stato fondamentale
N=6
L=7
M=Erchomai
Ms=0
Ok, non ho capito nulla. Niente, proprio. Neanche una parola di quello che ho appena letto.
Sono buoni risultati? Sono stato bravo? Ho fatto schifo?
“Non sto capendo…” sussurro.
Eike mi sorride debolmente, con una compassione che mi agita. Mi dà una lieve pacca sulla spalla e scuote la testa.
“Capirai man mano, ti spiegherò tutti i risultati con calma. Ora però dobbiamo andare da Erchomai.”
“Erchomai… Ah, sì, c’è scritto qui: cos’è?”
“Chi è. Una personcina molto simpatica.”
“Grazie al cazzo. Intendevo: perché dobbiamo andare proprio da lui?”
Eike mi indica il foglio, come se fosse tutto ovvio e io fossi l’unico deficiente a non capire.
Guardo la carta come se dovesse arrivarmi un’illuminazione all’improvviso, ma ovviamente resto a brancolare nell’oscurità dell’ignoranza.
“Eike, Cristo, puoi spiegarti!? Cosa vuol dire tutta ‘sta roba!?”
Lui mi sorride di nuovo in un modo che mi dà sui nervi.
Mi guarda come se mi fosse stato appena comunicato che ho una malattia incurabile e morirò a breve.
“Erchomai è il tuo Corrisposto. Siete legati l’uno all’altro, ciò significa che le vostre sequenze si completano a vicenda. Ciò significa che siete indispensabili l’uno all’altro.”
Parla lentamente, esattamente come si farebbe con una persona non particolarmente intelligente.
Il problema è che io ho capito ancora meno.
“E cosa me ne dovrei fare di una sequenza?” chiedo perplesso.
Giuro, mi sta esplodendo la testa.
Ed Eike non è di certo d’aiuto.
“Grazie alla sequenza potrai scoprire il tuo nuovo nome. E grazie al tuo nuovo nome potrai aiutarci ad uscire da qui: è tutto collegato, è un gioco di numeri e lettere, se riusciamo ad ottenere le sequenze corrette potremo finalmente uscire da questo inferno. Non è così complicato.”
Mi reggo la testa con la mano. Possibile che io non stia capendo assolutamente nulla? Sequenze, numeri, nomi… Io non voglio fare parte di ‘sta roba. Io voglio tornare a casa. E questo Erchomai non lo voglio conoscere.
Un uomo sui trent’anni dall’aria minacciosa mi fissa privo di espressione. I suoi occhi scuri vagano inquieti da un punto all’altro del mio volto, non si fermano neanche un attimo.
Non mi dà l’impressione di essere esattamente felice della nostra inaspettata visita.
Se questo è Erchomai, posso considerarmi morto.
“Vattene via” dice, calmo.
Incrocia al petto le grandi braccia muscolose e ricaccia indietro un ciuffo di capelli ribelle cadutogli sulla fronte. Lancio un’occhiata alle mie spalle, a Eike, ma lui sembra piuttosto sereno.
“Devo conoscere Erchomai” dico, cercando di sembrare determinato. Dentro sto tremando. Sento come un peso che mi schiaccia la trachea, devo assolutamente andarmene. Prego che da fuori non si veda quanto sono agitato dentro.
“Perché?” mormora un bambino, facendo capolino da dietro la figura mastodontica dell’uomo. Vedo solo il suo ciuffo di capelli castano dorato.
“Devi andare via” mi ripete l’uomo.
“Temno, ti prego.”
Ha parlato Eike, da dietro di me, con una voce piatta.
Ok ,una cosa l’abbiamo capita: grazie a Dio questo non è Erchomai.
L’uomo ricaccia il bambino dietro di sé; gli sussurra qualcosa di incomprensibile, rifocalizza la sua attenzione su di me e scuote la testa contrariato. Sul suo polso intravedo ‘Temno’, una scritta scura e sanguinante, formata da pelle che sembra incisa. Sento un brivido gelato percorrermi la schiena, distolgo lo sguardo e rivolgo la mia attenzione ad Eike.
“Temno, lascia che ti spieghi la situazione: il qui presente Federico è il Corrisposto di Erchomai. Abbiamo bisogno di completare la sequenza. Quindi adesso fammi il piacere di lasciarci parlare per un attimo con Erchomai.”
Il bambino si fa avanti, scrutandomi con sguardo diffidente ma curioso. Se ne sta in piedi di fronte a me, gli occhi chiari illuminati di una luce di speranza.
“Davvero? Completeremo la sequenza?” chiede agitando le mani eccitato.
Eike gli sorride con aria buona e annuisce.
“Avanti, Erchomai, è il momento di conoscere il tuo fortunatissimo Corrisposto.”
Serie: L'ombra del Sole
- Episodio 1: Il mondo senza luce
- Episodio 2: Situazione attuale= stato fondamentale
È una storia strana, è vero, ma è anche incredibilmente coinvolgente, che spinge alla lettura per poter riuscire a scoprire cosa si cela dietro tutta questa apparente insensatezza.
@joe8Zeta7 Ti ringrazio moltissimo! Questa serie va avanti da ormai quattro anni, e ha raccolto tutte le idee improponibili venute al mondo nelle ore più noiose del liceo, condensandole in un racconto che, almeno all’inizio, appare effettivamente insensato. Ma non preoccuparti, quattro anni di costruzione di schemi non sono stati vani: aspetta ancora qualche capitolo e le cose inizieranno a chiarirsi 🙂