Snuff

Sparire. Ecco cosa desidera veramente Silvia nel profondo del suo cuore.

Anima candida, straziata dalla vita che non le dà spazio, la rinchiude tra le sue grinfie solitarie. Perché la vita è bella ma è anche un demone che si aggira e sbraita con bocca di leone, spaventando, deludendo, opponendosi al cielo e a ciò che è bello, raro, giusto.

Silvia ha 18 anni ed è bella anche se lei non se ne rende proprio conto. Fugge da quella ragazza che la guarda allo specchio con occhi tristi e scavati, malaticci.

I genitori assenti, la morte dei nonni, una famiglia disfunzionale, le promesse del suo ex ragazzo infrante e la paura di non essere mai abbastanza.

Silvia è tutto ciò che gli altri non sanno.

Ad esempio è una brava pittrice, è una poetessa ma ha il timore di mostrare le sue opere agli altri e quindi non pubblica mai e dipinge in solitudine, nascondendosi dietro la frangetta liscia color melanzana.

Le cuffiette sempre alle orecchie, la sua band del cuore che quasi nessuno della sua età sembra apprezzare, e via con il dolore che si riversa nei suoi versi più toccanti, nelle parole gentili che non riesce a comunicare e trasmettere per la paura di essere fraintesa, non capita.

A 18 anni Silvia vorrebbe mordere la vita, prendere un treno e fuggire via da tutti, tranne dalle sue passioni, ma Silvia a malapena si regge in piedi.

Le sue costole sono talmente evidenti che sua madre nemmeno se ne cura, presa dagli impegni, dalle amiche, dall’Avon, dall’ansia di essere perfettamente in ordine.

Suo padre invece passa i giorni incollato al telefono, sta su facebook a giocare con gli pseudo amici, a sfidarli senza senso.

Sembra che la sensibilità di Silvia sia un peccato, sembra che il mondo la stia escludendo da tutto ciò che è bello.

Forse è più facile lasciarsi morire quando si è giovani, ma l’iperattività di Silvia, e quel credere negli angeli, così come la musica degli Slipknot che la tiene di buonumore e a volte la fa commuovere, sperare e sorridere, la salveranno forse…

D’altronde, ha solo diciotto anni e tutta una vita davanti. 

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Discussioni

  1. Ho una figlia adolescente, anche se le condizioni di partenza sono diverse, per fortuna, conosco Silvia. Tante domande, poche risposte, un’estenuante ricerca di sè. La sensazione di perdere tempo, gli anni migliori della vita, senza rendersi conto che la vita è tutta davanti. C’era un detto che ora non ricordo, qualcosa su come sarebbe bello avere l’esperienza di un cinquantenne a vent’anni per rendersi conto che si è perfetti così. Sottoscrivo

  2. “Perché la vita è bella ma è anche un demone che si aggira e sbraita con bocca di leone, spaventando, deludendo, opponendosi al cielo e a ciò che è bello, raro, giusto.”
    Questo passaggio mi è piaciuto

  3. Molto bene Roberta! Ecco, è proprio quello che chiederei a un’autore: trasporre. Mi ricollego ovviamente al mio primo commento su un altro tuo testo.
    Mi chiedo chi sia questa ragazza diciottenne che hai saputo rendere comunicativa suo malgrado. Silvia, mi sembra si chiami così: dietro la frangetta liscia color melanzana (…!) un mondo sconfinato. L’attimo fuggente? Ricorderai del celebre film con Robin Williams.
    Sprazzi a volte poetici. E gli Slipknot: particolari, non potei giurarti che è il mio genere. Eppure ho ascoltato “A liar’s funeral”: wow! La musica è sempre una via dove ci si incontra.
    A presto.