Sogno infranto
Serie: Sogno infranto
- Episodio 1: Sogno infranto
STAGIONE 1
La lana grezza della coperta gli bruciava le spalle nude e sudate. Doveva sistemare quel letto una volta per tutte e poi andare a prendere il tavolo e le panche. All’interno della casedda strinse gli occhi, la polvere vorticava nelle lame di luce che entravano dalle finestre sottili.
Sopra di lui i colpi secchi della pesante mazza, metallo contro pietra, un rumore sicuro e monotono. Posò la coperta sul tavolaccio coperto dalla paglia e sorrise. Nel sistemarla qualcosa di duro e acuminato gli punse un dito, una scheggia di pietra irregolare. La guardò alla luce, era un pezzo di chiancarella che si era staccata, una venatura azzurra risaltava sul bianco della pietra.
«Quanto ti manca?» chiese ad alta voce per farsi sentire da suo padre all’esterno sul tetto.
Come risposta un tonfo secco, diverso dagli altri. Alzò lo sguardo, il buco luminoso sulla sommità del tetto era scomparso. Un piacevole calore gli salì dalla pancia e si diffuse in tutto il corpo. Si chinò verso il letto, sistemò con cura la paglia e poi ci stese sopra la coperta.
I colpi sul tetto erano cessati, adesso c’erano i passi e i rumori di suo padre che si stava calando dal tetto. Nicola uscì mentre Vito metteva i piedi a terra. Era lucido di sudore con la pesante mazza appesa ad una cinta in vita.
«Quindi è finito?»
«Sì, dove hai messo l’acqua? Si muore lassù».
Nicola rientrò nella casedda e prese la brocca di terracotta che aveva sistemato nel fresco della penombra. La porse al padre.
«Vado da Antonio a prendere il tavolo e le panche. C’è altro da fare qui?»
«Vai. Do ancora un’occhiata alle chiancarelle e poi una sistemata qui fuori».
«Sì, va bene, poi ti aiuterò anch’io. Deve essere tutto pulito dove lei passerà, magari anche una sfalciata all’erba».
Si fermò, suo padre lo guardava con le labbra atteggiate in un leggero sorriso. Un improvviso fuoco gli scaldò le guance.
«Meglio che vada».
Camminava a fianco di Antonio, la punta della sua nuova casedda già si intravedeva sopra gli ulivi. Il passo era adeguato a quello dell’asinello a cui avevano agganciato il carretto su cui erano legati il tavolo e le due panche. La polvere che sollevavano gli entrava nel naso bruciando gli occhi. Forse per l’indomani bisognava anche bagnare la strada.
Antonio si fermò di colpo. L’asino quasi gli andò addosso.
«E quello?»
Nicola guardò in direzione della casedda. Un uomo a cavallo era fermo davanti all’ingresso e stava parlando con suo padre. Il manto rossastro del cavallo era lucido di sudore. Vito stava muovendo le braccia e indicava il tetto. Poi si fermò e abbassò le spalle. L’uomo disse ancora qualcosa, poi diede un colpo di speroni al ventre del cavallo e ripartì. Venne nella loro direzione e in un attimo li affiancò per passar loro accanto senza guardarli.
«Il Guercio, brutta storia» disse Antonio quasi sputando le parole.
Serie: Sogno infranto
- Episodio 1: Sogno infranto
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