Solo l’ombra conosce la verità

Serie: Il silenzio del custode


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Marta continua nelle sue indagini sull'ombra.

Le scale cigolavano sotto i suoi passi, strette e umide, come se nessuno le avesse calpestate da anni. L’aria si faceva più pesante e fredda man mano che Marta scendeva, e un lieve odore di muffa e polvere le riempiva le narici. La luce della torcia illuminava solo pochi metri davanti a lei, rivelando pareti di pietra grezza, consumate dal tempo.

Alla fine della scala, Marta si ritrovò in un corridoio basso e angusto, quasi soffocante. L’architettura non corrispondeva al resto della villa, come se quella parte fosse stata costruita secoli prima. Le venne il pensiero che quel passaggio non fosse conosciuto da molti. O forse nessuno lo conosceva, eccetto pochi eletti, persone come Carlo o De Santis, che forse sapevano molto di più di quanto volessero ammettere.

Marta proseguì lungo il corridoio, seguendo l’intuito. Alla fine, arrivò a una porta di legno massiccio, più antica delle altre. Sembrava chiusa da anni, ma non c’era serratura visibile. Marta si accovacciò e cercò di capire come aprirla. Notò una piccola fenditura quasi invisibile sulla superficie della porta, una fessura dove forse poteva inserire la chiave che aveva trovato.

Con mani tremanti, inserì la chiave nella fessura e girò. Sentì un lieve scatto e la porta si aprì con un cigolio stridente. Marta trattenne il respiro mentre spingeva la porta, rivelando una stanza piccola e soffocante, illuminata solo dalla luce della sua torcia.

All’interno, c’era una scatola di legno, intagliata con motivi intricati, posta su un piccolo piedistallo al centro della stanza. Marta si avvicinò con cautela. La scatola sembrava antica, forse tanto quanto la villa stessa. Mentre si chinava per osservare meglio, notò che sulla parte superiore della scatola era incisa la stessa parola che aveva trovato sul biglietto accanto al corpo di De Santis: “Ombra”.

Il cuore di Marta batté forte. Sapeva che quella scatola conteneva qualcosa di importante, qualcosa che poteva svelare il mistero che avvolgeva la morte di De Santis e forse anche la leggenda della donna scomparsa. Con un respiro profondo, allungò la mano e aprì lentamente la scatola.

All’interno c’era una piccola scultura di pietra, raffinata e inquietante. Rappresentava una figura umana contorta, avvolta in ombre scolpite con una tale maestria che sembrava quasi prendere vita. Ma non era solo la scultura a colpire Marta. Accanto alla statua, c’era un altro biglietto, scritto a mano, che sembrava recente.

Lo prese con cura e lesse le parole, scritte con la stessa grafia che aveva trovato sul biglietto nella stanza di De Santis: “Solo l’Ombra conosce la verità. Proteggi ciò che è nascosto.”

Marta si accasciò sulla sedia polverosa al centro della stanza, la mente in tumulto. La scultura era chiaramente il pezzo mancante, il motivo per cui De Santis era venuto alla villa. Ma chi l’aveva nascosta lì? E cosa significavano quelle parole? Proteggere cosa?

Proprio in quel momento, sentì un rumore alle sue spalle. Si girò bruscamente, la torcia tremante nella mano. Qualcuno stava scendendo le scale. Sentì il passo pesante e regolare di Carlo. Era stato lui a seguirla fin lì? O sapeva che avrebbe trovato la stanza segreta?

Carlo apparve nell’ombra, la sua figura alta e imponente si stagliava contro la debole luce della torcia. Rimase sulla soglia della porta, silenzioso, con lo sguardo fisso sulla scultura nelle mani di Marta.

“L’ha trovata,” disse con un tono piatto. Non era una domanda, era una constatazione.

Marta si alzò lentamente, tenendo la scultura nella mano destra e il biglietto nella sinistra. “Cosa significa tutto questo, Carlo? Cosa volevano proteggere? E perché De Santis è morto?”

Carlo la fissò a lungo, il viso scavato dall’età e dalla stanchezza. Sembrava combattuto, come se fosse giunto al punto in cui non poteva più tacere. Alla fine, sospirò profondamente.

“La scultura” disse con voce bassa “è maledetta. È ciò che chiamiamo ‘l’Ombra’. È stata nascosta qui per secoli. De Santis l’ha scoperta e voleva venderla, ma non sapeva cosa stava portando alla luce. Nessuno può possedere l’Ombra senza pagare un prezzo.”

Marta lo guardò incredula. “Maledetta? Vuoi dirmi che questa cosa ha ucciso De Santis?”

“Non è la scultura ad uccidere” rispose Carlo con un sussurro. “Ma chi cerca di prenderla… chi si avvicina troppo alla verità. L’Ombra è una parte di questa villa, una parte che non può essere portata via.”

Marta sentì un nodo stringerle lo stomaco. Era come se si trovasse di fronte a un enigma senza soluzione, un mistero antico che avrebbe continuato a tormentare chiunque si avvicinasse troppo. Guardò di nuovo la scultura, ora consapevole del potere che poteva avere.

“De Santis pensava di essere al sicuro” continuò Carlo. “Ma nessuno lo è quando si tratta dell’Ombra.”

Marta restò immobile per un momento, poi si fece avanti, lo sguardo determinato. “E ora? Cosa succede a chi l’ha trovata?”

Carlo rimase in silenzio per un istante, poi pronunciò parole che sembravano scolpite nel tempo.

“È troppo tardi. L’Ombra ha scelto anche te.”

Serie: Il silenzio del custode


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Il cliffhanger finale lascia un’incredibile curiosità di scoprire cosa accadrà nel prossimo episodio.
    Un mistero che si sta dipanando pian piano e una storia che coinvolge ad ogni capitolo.
    Bello anche quest’episodio.

  2. Complimenti ancora una volta. Questo tuo racconto mi piace veramente tanto, sia nell’idea che per la tua scrittura ‘ordinata’ che aiuta a tenere il filo dell’intrigo. Anche io come @cedrina ho notato il passaggio dal ‘lei’ al ‘tu’. Un brutto segno…

  3. Le descrizioni degli ambienti rendono bene l’idea dell’atmosfera cupa e misteriosa che aleggia nella villa. Sembrerebbe che anche Marta, ora, sia in pericolo. Inoltre appare strano il passaggio improvviso dal lei al tu, usato da Carlo, nel rivolgersi all’ispettrice.
    Al prossimo episodio.