
Spettro cremisi.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Fuoco.
- Episodio 2: Orialco.
- Episodio 3: Malia.
- Episodio 4: Riccioli di cruccio.
- Episodio 5: Rosso demone.
- Episodio 6: Purezza.
- Episodio 7: Porzioni.
- Episodio 8: Passaggio.
- Episodio 9: Poisy.
- Episodio 10: Nero assoluto.
- Episodio 1: Ombre.
- Episodio 2: Spettro cremisi.
- Episodio 3: Teschio piumato.
- Episodio 4: Rimembranze.
STAGIONE 1
STAGIONE 2
NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Evocazioni di antichi spiriti elementali scambiati per divinità, lasciavano gli astanti interdetti e allibiti.
La fauna spirituale si stava arricchendo di nuove figure inquietanti e letali.
Hizen aveva il braccio sinistro parzialmente fuori uso a causa della frattura alla clavicola, ma strinse i denti e colpì col suo coltello la testa, affondando con tutta la forza la lama, aiutandosi anche con la mano dell’arto ferito. Si udì il suono di pietra colpita dal metallo. La roccia che illuminava gli occhi della creatura si spezzò di netto, mandando una salva di scintille dorate dalle orbite e dalla bocca dell’animale fatto di terra, questi perse consistenza trasformandosi in un cumulo di argilla secca e lamine di ossidiana. Dalla mano sinistra del cacciatore numerose gocce di sangue cadevano formando dei circoletti scuri su quel terriccio grigio.
Hizen prese un profondo respiro per calmare i battiti del suo cuore e per concentrarsi sulla prossima mossa.
– Ottima caccia. – Neeve sussurrò il complimento direttamente nell’orecchio del segugio che ebbe solo il tempo di sgranare gli occhi per la sorpresa.
Un colpo violentissimo dato con il palmo avanzato della mano destra della qizil, prese in pieno il mento di Hizen, fratturandogli la mandibola e facendogli battere il cervello contro il cranio: spegnendolo letteralmente.
Il cacciatore cadde privo di sensi, con un rumore simile ad un grosso sacco di mele lasciato cadere dal contadino, accasciandosi scompostamente sul cumulo di terra che aveva combattuto poco prima, la sua bocca era spalancata in un “ah” di sorpresa.
Lo sguardo di Neeve si spostò repentinamente su Sarija, che nel frattempo aveva nuovamente ravvivato la sua fiamma interna. Phyto si allontanò da quel caminetto ardente avvicinandosi a Dalhia e Kinu: lei abbracciata al suo fedele guardiano e lui attentissimo allo svolgimento della lotta che stava virando rapidamente su un terreno nettamente più pericoloso.
Gli incanti stavano per diventare gli interpreti principali.
– Restate vicini. È probabile, anzi direi che è sicuro, che qui attorno tutto diventi rovente. – Prese un paio di pendagli della sua casacca, posizionandoli a terra uno davanti in direzione delle due combattenti e uno dietro alla ragazzina e al terion, per una frazione di secondo una cupola blu apparve sopra i due spettatori impauriti.
– Non uscite da questo cerchio magico per nessun motivo! – L’oracolo aveva un’espressione seria che metteva in guardia sul pericolo imminente.
– Non pensare che io mi trattenga per evitare di ferire gli altri… brucerò l’intera nazione se necessario! – Sarija non mentiva affatto. La serietà delle sue parole era avvalorata da due piccole sfere di un bianco accecante che erano apparse vicino alle mani aperte con i palmi rivolti verso la qizil.
– Sono secoli che non uso il fuoco! Mi sa che il mio spirito non si ricorderà neanche del patto. – Neeve, sorridendo, poggiò delicatamente la mano destra sulla fronte, chiuse gli occhi e rimase in quella posa immobile, senza badare alle movenze della sua avversaria.
Sarija fece avanzare una delle due sfere in direzione della ragazza dai capelli scarlatti, dapprima lentamente per poi accelerare repentinamente carbonizzando e fondendo ogni cosa si trovasse all’interno dell’area d’azione di quel piccolo sole.
Kinu e Dalhia sentirono il calore penetrare attraverso la barriera magica, era come se, durante la bella stagione, il cocente vento del Deserto d’Ossa soffiasse ferocemente sul viso dei due malcapitati, tirando la pelle e seccando gli occhi.
Il sole in miniatura prese velocità scagliandosi direttamente contro Neeve, intenta ancora a tenersi la fronte con la punta delle quattro dita e colpendola in pieno petto, esplodendo con un violento flash ed un fragoroso boato per poi dividersi in migliaia di piccole scintille liquide.
Sul corpetto di cuoio appariva un minuscolo foro con un alone di bruciatura attorno, nient’altro. Le scintille accesero mille altri fuocherelli tutt’intorno, Sarija sgranò gli occhi incredula. Concentrò maggiormente la sua attenzione sulla seconda stella che si restrinse per cambiare colore: dal giallo abbagliante virò ad un bianco azzurro abbacinante. La luce era tanto intensa che la foresta proiettava ombre danzanti a parecchi stadi di distanza in una vastissima area circolare.
La sfera di calore irradiata dalla stella in miniatura, polverizzava letteralmente ogni cosa. Sarija allungò la mano indicando la ragazza dai capelli rossi. Era impossibile osservare direttamente quella biglia luminosissima, se qualcuno dei presenti avesse avuto un vetro affumicato, avrebbe notato la piccola sfera modificare la sua forma, diventare oblunga e appuntita per poi partire come se fosse stata scoccata da un balestrone a difesa delle mura di un castello.
Il dardo lasciò una scia persistente negli occhi di Phyto, che contemporaneamente aveva posto una barriera protettiva anche attorno al corpo privo di sensi di Hizen.
– Amico, è finita. Non vedevo scagliare una stella del Fato dai tempi della lotta ai terion! – Lo disse qualche momento prima a se stesso, facendo finta di rivolgersi al cacciatore svenuto in terra con la bocca aperta che dimostrava il suo stupore inconsapevole con la mandibola totalmente dislocata.
Neeve non si mosse. Cio che si mosse fu, invece, una specie di alone rosso che pareva avvolgerla da quando Sarija aveva iniziato a modificare il dardo cambiandone la forma per renderlo più penetrante e veloce.
Nell’istante in cui il proiettile lucente venne scoccato con un suono come di una frustata, l’alone rosso si accese, si protese in avanti, diventando un’enorme testa scheletrica e piumata che azzannò il dardo ingoiandolo.
La luce bianco-azzurra si spense istantaneamente, la testa continuò ad avanzare materializzando anche gli arti di un corpo femminile possente. La figura illuminava di un rosso cremisi ogni cosa, le sue dimensioni erano quelle di due uomini imponenti messi uno sopra l’altro e la sua consistenza appariva immateriale, traslucida.
Il mastro del fuoco guardava atterrita quella figura spirituale di cui aveva letto solo nelle favole per bambini.
Phyto crollò per la seconda volta a sedere privato della forza nelle gambe. – Non è possibile! Xocotl! Quella è la dea delle stelle! –
Muovendosi lentamente, quella creatura immateriale sembrava emanare un aura di minaccia letale e un suono come di note basse suonate da molte arpe in un terribile concerto stonato per la morte di un grande re.
– È lei il sacrificio promesso? – Disse, rivolta a Neeve, indicando con il dito indice puntuto la regina delle fiamme che osservava ancora attonita la scena. La voce del dio cremisi faceva vibrare gli organi interni: era un verso irreale e allo stesso tempo terribile. L’elementale degli astri, eterea e celestiale, era adornata da piume o forse erano una semplificazione di lingue di fuoco, la testa aveva una specie di copricapo che ne avvolgeva anche il volto dandole i connotati di un teschio cornuto, la bocca era decisamente quella di una donna, con labbra carnose, ma con denti che somigliavano più a quelli di un pesce delle profondità marine: sottili, affilati, numerosi e disordinati. Indossava un sarape che copriva le spalle e scendeva fino alle cosce, stretto alla vita da una corda di grosse dimensioni con dietro un ornamento composto da piume di diverso tipo e grandezza, a simulare la coda di un enorme colibrì mirabile. Aveva un paio d’ali ripiegate che scendevano morbide come un mantello, ali di falena.
– Ti dono le sue gambe, ma lasciala in vita. Devo chiederle un paio di cose. – Neeve non esprimeva alcun sentimento di vendetta o di rabbia, anzi l’intera serata sembrava rientrare in una specie di passatempo divertente.
– Le gambe e le braccia! – Rilanciò la dea mostruosa.
Kinu strinse ancora più forte la bambina a lui affidata. Dalhia piangeva terrorizzata, non immaginava che al mondo esistessero simili poteri e simili mostri. Phyto era atterrito ed estasiato! Quella era una divinità, una vera divinità che poteva rivelargli come ripristinare il contatto con la propria dea! Con la mano destra strinse un lembo di stoffa della casacca proprio all’altezza del cuore.
– Le gambe e un solo braccio! Non ti concedo altro. – La voce della qizil non ammetteva repliche.
– E sia! – La gigante trasparente che irradiava quel particolare bagliore color del sangue, iniziò a brillare con una intesità maggiore: il rosso tendente al porpora si accese diventando di un fulgido cinabro.
Sarija inspirò profondamente, concentrando la propria fiamma in tre punti distinti. Un vento innaturale si sprigionò dall’anima della maestra degli incendi, allargandosi come un’onda di marea e trascinando con sé foglie, rami e sterpaglie.
Dalla fronte di Sarija e dalle mani si materializzarono tre astri, tre punti minuscoli, ma tanto brillanti da dover distogliere lo sguardo, il terreno sotto i piedi di Sarija aveva formato delle pozze di lava arancione fumanti e le pietre ancora integre avevano un lato incandescente.
Lo spettro che aveva ingoiato il proiettile scagliato contro Neeve, si mosse lentamente girandosi verso la qizil che intanto aveva aperto la bocca. Xocotl, lo spirito dei lampi, del fuoco e delle stelle, sorrise appena, si protese verso la ragazza dei capelli scarlatti e si tuffò all’interno della sua bocca, sparendo senza lasciare traccia.
Neeve si spostò appena quando l’ultimo scampolo del dio cremisi sparì dentro la sua bocca.
I tre vertici del triangolo creato dai punti luminosi del mastro del fuoco si unirono collegandosi con un filamento di luce ondeggiante e disegnando, davanti a Sarija, un triangolo equilatero perfetto e iridescente.
Neeve invece aveva abbassato la testa e un leggero tremito sembrava scuoterla dall’interno.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Ombre.
- Episodio 2: Spettro cremisi.
- Episodio 3: Teschio piumato.
- Episodio 4: Rimembranze.
Mi è piaciuta molto la battaglia, soprattutto il finale, quando compare lo scheletro di Xocotl. Appena avrai il nuovo tablet dovrai assolutamente disegnare quella scena, perché, ormai, ce l’ho impressa in mente! 😁
Tu non sai quanto mi “addanno” ( significherebbe tipo rodersi l’anima) a non poter illustrare le mie storielle! Comunque nel proseguo della battaglia ho scarabocchiato sul mio quaderno un paio di Neeve in versione invasata azteca… Forse ne trovi una su Instagram!
https://www.instagram.com/p/C6ZLXzOMkcO/
Spero si riesca a visualizzare! Comunque grazie infinite per la lettura ed il commento!
WooooooooW! 😯
So che non dovrei più sorprendermi dei tuoi disegni, ma ogni volta mi ritrovo con la stessa espressione sul volto!
Comunque, ti ho aggiunto ora su Instagram! 😊👍
Un ritorno mirabile, grandioso, che richiama immediatamente alla memoria, uno per uno, i personaggi della serie. Professionale e pieno d’anima. Bravissimo.
Ciao Giancarlo! Ma lo sai che in questo periodo mi pare di essere anche io bombardato dagli astri di Sarija? Solo che io non ho antiche divinità azteche a protezione… Ma dai che manca poco per tornare a disegnare e a vivere quasi normalmente! Grazie mille amico mio! Grazie sempre per il tuo tempo!