
Spiragli
Serie: Quello che chiamate perdono
- Episodio 1: Sulla strada di casa
- Episodio 2: Madri, padri e figli
- Episodio 3: Spiragli
- Episodio 4: Buco nero
- Episodio 5: Occhi verdi
- Episodio 6: Domenica mattina
- Episodio 7: Margherita
- Episodio 8: Anna
- Episodio 9: Pensieri sbagliati e parole giuste
- Episodio 10: Amore mio
- Episodio 1: Inevitabile come il respiro
- Episodio 2: Il senso dei ricordi
STAGIONE 1
STAGIONE 2
“È più facile prendersela con i vivi che con i morti.” Ripenso alle parole di Paola prima di salutarmi stasera, cerco un sollievo mentre mi rigiro tra le lenzuola. Non riuscirò ad addormentarmi, non solo per l’incontro con Federico. Finché Giorgia non tornerà a casa non starò tranquilla. Se tornerà. Scaccio il pensiero, non è mai arrivata a tanto. Dovrei impormi di più come madre, pretendere rispetto. Non è colpa mia se suo padre non c’è più. C’è sempre una voce dentro di me che mi dà torto. Sono stata io a sbatterlo fuori di casa, a non voler ascoltare le sue spiegazioni, a rifiutare i tentativi di riconciliazione. Giorgia ha provato a mediare tra di noi, a volte con gli occhi lucidi e la voce supplichevole, altre con rabbia. Non so perché non l’ho ascoltata. Almeno davanti alle sue preghiere avrei dovuto cedere.
La lista delle mie colpe si allunga.
Tendo l’orecchio, ho sentito il rumore dell’ascensore. Poco dopo, una chiave gira nella toppa e la porta si apre. Tiro un sospiro di sollievo e guardo l’ora. È da poco passata mezzanotte. Giorgia si muove con passo felpato, spera di riuscire a evitarmi. Mi alzo e la raggiungo in corridoio. Indossa una maglietta nera che lascia scoperto l’ombelico e il relativo percing. È stata una delle ultime concessioni di suo padre e io, dopo quello che è successo, non ho avuto il coraggio di farglielo togliere.
Il trucco la fa sembrare più grande dei suoi quindici anni, è una maschera per sentirsi sicura. Il suo sguardo si fa duro, è già sulla difensiva. Mi mancano così tanto i suoi abbracci, quando mi arrivava alle spalle e mi stringeva dicendo: “Ti voglio un mondo di bene, lo sai mamma?” Allora lo sapevo, non c’erano dubbi. Così come non dubitavo di suo padre.
Mi chiedo se quella frase valga ancora, darei un anno di vita per poterla risentire. Senza Luigi non potremo più essere una famiglia? L’ho chiesto tra le lacrime anche a Paola e lei mi ha risposto con un lungo abbraccio. Senza Luigi non potremo più essere felici?
“Mi stavo preoccupando. Tutto bene?”
“Si, certo. Ero con la zia” replica lei con voce fredda e prosegue verso la sua camera. Mi fa capire che non vuole parlarmi. Ci sono abituata, ma ci provo lo stesso.
“Hai passato una buona giornata?”
“Ho sonno e dovresti dormire pure tu.” La sua voce è una secchiata di acqua gelida.
“Ho incontrato Federico stasera.” Si ferma, sono riuscita a catturare la sua attenzione. “Era al sushi con la sua compagna.”
“Vi siete parlati?” Ho l’impressione che trattenga il fiato nell’attesa della risposta.
“Sì, mi ha chiesto di te.”
“Come ti è sembrato?”
Arrabbiato, proprio come te. Mi limito a pensarlo e scelgo un innocuo: “Normale.”
Esita un attimo, poi si richiude. “Ok. Notte.”
Mi mordo le labbra, non voglio perdere questo piccolo spiraglio nella sua corazza. Era da un po’ che non avevamo una conversazione così lunga.
“Ti va se domani sera ci mangiamo un pizza insieme? Andiamo da ‘Vittorio’, se vuoi.”
Lei mi guarda come se avessi parlato in una lingua morta. Forse, è stupita che abbia osato tanto.
“Mi vedo con il mio ragazzo.”
Non mi arrendo, sorrido. “Può venire con noi. Così me lo fai conoscere.”
Stavolta ho esagerato, vedo il suo sguardo tornare duro, mentre mi dice: “Vai a letto, è meglio.”
L’attimo dopo sto guardando la porta chiusa di camera sua.
“Non hai una bella faccia, cara. Scommetto che non hai chiuso occhio. Questo caldo è insopportabile! Senza condizionatore, io impazzirei.” Sorrido al riflesso della signora Tiscornia e fingo che abbia ragione, che sia colpa dell’estate se ho una brutta cera. Muovo la spazzola e il phon con gesti automatici, spero che la mia cliente mi lasci stare e si metta a leggere la rivista che ha sulle gambe.
“La tua bimba come sta? Chissà come si è fatta bella!”
Un altro sorriso di circostanza che mi auguro nasconda il dolore.
“Sì, è bellissima. Vabbè, io sono di parte.”
La signora Tiscornia ride rumorosamente, poi inizia a parlarmi dei suoi nipoti. Anche lei ha una ragazza di 15 anni, un vero tesoro, una studentessa talentuosa, suona pure il violino!
Mi perdo nel fiume di parole e continuo a sorridere, mi limito a sporadici commenti, giusto per tenere a bada la mia cliente. Conosco già la vita della signora Tiscornia, so quanto ama ascoltarsi e tessere le lodi dei figli e dei nipoti. Non mi annoia, questo copione già sentito mi tiene al sicuro da nuove domande personali e anestetizza i miei pensieri.
Attraverso lo specchio, percepisco su di me lo sguardo intenso di Roberto. Mi sento esposta sotto i suoi occhi, la mia maschera non regge.
Quando riesco a concedermi una pausa è quasi mezzogiorno. Mi infilo dietro la tenda gialla che divide il negozio dal retro. Accendo la macchinetta del caffè e dò un’occhiata al telefono. Speravo di trovare un messaggio di Giorgia, ma c’è solo una notifica di Paola.
“Come stai tesoro?”
“Benino.” Non mi crederà, fiuta le mie bugie anche senza vedermi.
“Mattinata pesante, eh?”
Mi irrigidisco sentendo dietro di me Roberto, mi pare troppo vicino.
“Non più di un altro sabato.” Lo guardo da sopra una spalla. “Vuoi un caffè?”
“No, no, è quasi ora di pranzo. Non hai fame?”
Sono fin troppo consapevole del suo profumo, è uno dei miei preferiti.
Gli mostro il pacchetto di sigarette. Ho bisogno di una boccata d’aria e di fumo. Ho perso il conto di quante volte ho smesso di fumare, a Luigi non piaceva l’odore. Ho ricominciato il giorno stesso in cui è andato via di casa.
“Ho un’insalata, ma la mangerò più tardi. Prima voglio finire la permanente. La puzza dell’acido mi chiude lo stomaco.” Ho altri motivi per perdere l’appetito, ma non è il caso di dirglielo.
“Stasera che fai?”
Sono già a un passo dalla tenda, pronta a scappare dagli occhi verdi del mio collega e dal suo profumo.
“Mangio una pizza con mia figlia e il suo ragazzo. Finalmente ha deciso di farmelo conoscere.”
Non mi piace mentire, ma devo pur salvaguardarmi. Roberto non mi è indifferente, per quanto fatico ad ammetterlo anche a me stessa.
“Peccato, c’è un concerto in piazza Roma, una band tributo dei Queen. So che ti piacciono.”
“Non più di tanto.” Peccato che la suoneria del mio telefono sia ‘I want to break free’.
“Comunque, non posso. Mia figlia ha sempre la precedenza” aggiungo subito dopo per togliermi dall’imbarazzo.
Lui annuisce e mi sorride. “Certo, ci mancherebbe. Ci saranno altre occasioni.”
Vorrei dirgli di no, bloccare le sue speranze. Non avrà una possibilità da me. Giorgia non potrebbe mai accettare un altro uomo. Forse, neppure io sarò mai in grado di accettare un’alternativa a Luigi.
“Se il tempo non guarisce, ce la fa l’amore.” Non so perché, ma mi torna alla mente una frase di Anna. Qualcosa si muove dentro di me, potrebbero anche far capolino le lacrime. In questi dieci anni, il suo ricordo si era un po’ sbiadito, come certi ricordi dell’infanzia i cui contorni tendono a sfumare. Da quando l’ho rivista, però, o mi è sembrato di vederla, penso spessissimo a lei, sento risuonare nitidamente la sua voce nei miei pensieri. Lei mi direbbe di andare avanti, di concedere una possibilità a Roberto, o a chiunque altro fosse in grado di accendere il mio interesse. Mi direbbe di lasciare andare Luigi, di non sacrificarmi. Ha sempre avuto ragione in passato.
Rivolgo un sorriso triste a Roberto, è tutto ciò che posso offrirgli al momento.
“Vado a fumare.” Fuggire è sempre più facile.
Serie: Quello che chiamate perdono
- Episodio 1: Sulla strada di casa
- Episodio 2: Madri, padri e figli
- Episodio 3: Spiragli
- Episodio 4: Buco nero
- Episodio 5: Occhi verdi
- Episodio 6: Domenica mattina
- Episodio 7: Margherita
- Episodio 8: Anna
- Episodio 9: Pensieri sbagliati e parole giuste
- Episodio 10: Amore mio
Ciao Melania! Questo terzo episodio mi ha fatto entrare meglio nella quotidianità di Sveva. La storia che pian piano si delinea è molto intima. La protagonista sembra analizzare la propria interiorità usando la realtà come specchio (non so se il suo nome sia un caso oppure no, ma mi sembra molto azzeccato per il richiamo al grande Italo😊 – poi magari è alla Modignani: va bene lo stesso😂)
Ciao Nicholas, i tuoi commenti sono sempre graditi. Grazie mille!
P.S. Il nome è assolutamente un caso😂
Ho cominciato adesso a leggere questa serie e ne sono già entusiasmato. Questi primi tre episodi sono scritti in maniera dinamica ma non banale, con attenzione alla forma. C’è una vicenda familiare ingarbugliata e dolorosa che sembra abbastanza chiara nelle sue linee di base. Però tutto è cominciato con dei “fantasmi”… Viene già voglia di continuare a leggere 🙂
Ti ringrazio Francesco, mi fa davvero piacere che tu abbia iniziato questa serie e che ti stia piacendo:)
Si riesce quasi a toccare con mano il dolore della protagonista: sembra di essere lì con lei e di vivere ciò che lei vive. Sei bravissima nel trasmettere queste sensazioni.
Molto bella la storia, che si srotola lentamente, coinvolgendo sempre di più ad ogni capitolo.
Ciao Giuseppe, che gioia leggere questo commento! Ti ringrazio tantissimo!
‘Non mi annoia, questo copione già sentito mi tiene al sicuro da nuove domande personali e anestetizza i miei pensieri.’ Sento dentro tanta tristezza mentre ti leggo e provo molta empatia per questo personaggio che sai tratteggiare così bene, con pennellate delicate come se lei si spezzasse da un momento all’altro. La stai portando sul palmo della mano e decidi tu per lei. Questa storia è veramente bella quanto malinconica, a tratti disperata. Attendo di vedere dove porta. Molto brava
Grazie di cuore Cristiana, per questo commento così delicato e prezioso.
Sempre più avvolgente questa serie. E pur non essendo padre, e non potendo comprendere certe dinamiche, empatizzo con Sveva anche se non sempre sono sulla sua stessa linea. Ma ciò significa che mi coinvolge. Molto bella.
Grazie di cuore Roberto! Mi fa veramente piacere sapere di essere sulla strada giusta!