Sprazzi di ordine nel caos

Serie: Quelli dall'anima trasparente


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Marrone e Magenta si preparano ad agire, mentre qualcuno inizia ad avere sentimenti contrastanti nei confronti del Consiglio

E così lo avevano nominato ispettore.

Ispettore di cosa, ancora non si era capito.

Ma Asor ne era più o meno felice.

Non era una persona seria, e fin qui ci era arrivato da solo.

Però evidentemente Verde aveva visto in lui qualcosa di più, qualcosa che lo rendesse degno di quel ruolo.

E, a quanto pareva, ora Asor si ritrovava ispettore.

Boh, bello.

Ormai tutti nel Consiglio avevano un preciso ruolo, anche se molti al fantasma apparivano semplicemente inutili, almeno per il momento.

Ma Asor poteva dirsi contento. Se ne stava sulla sua sedia girevole, seduto alla scrivania, a disegnare gatti su documenti a caso che si era ritrovato nell’ufficio.

Sì, perchè ora aveva pure un ufficio. Gli piaceva un sacco; c’erano una finestra enorme, un piccolo cactus… e una lavagna.

Una meravigliosa lavagna bianca appesa al muro. Ogni tanto Asor si fermava ad ammirarla, a guardare con orgoglio la miriade di animali che ci aveva disegnato sopra. Sapeva che non avrebbe potuto cazzeggiare per sempre, però, che prima o poi Verde gli avrebbe assegnato qualche incarico che non avrebbe potuto ignorare.

Comunque, finché lo pagavano, a lui sarebbe andato bene tutto. Sì, Verde aveva iniziato a pagare i membri del Consiglio. Forse qualcuno si era lamentato, boh, tanto ad Asor non importava più di tanto.

Il sole che sorgeva, inondando l’ufficio di luce, lo metteva di buon umore; sì, sarebbe stata un’ottima giornata.

Bussarono alla porta.

“Ecco, ti pareva, già a disturbarmi…” mormorò, poco prima di pronunciare un avanti non molto convinto.

Malva entrò nell’ufficio, sedendosi con noncuranza sulla scrivania.

“Ho saputo che ti hanno fatto ispettore” disse, quasi come una presa in giro.

Asor lo fissò, chiedendosi dove volesse andare a parare. A lui interessava soltanto che se ne andasse.

“Io devo trovare Marrone” proseguì Malva, dondolandosi.

“Bravo” gli rispose asciutto l’altro, a cui il fantasma non andava particolarmente a genio.

“Sai, è bello essere apprezzati per le proprie capacità. Verde è spaventatissimo, è terrorizzato all’idea che Marrone trovi un modo per far crollare il Consiglio, o peggio…”

Asor continuò a guardarlo, ora con più sospetto.

“Si conoscono da un po’, loro due, e mi sa che Marrone non è proprio tranquillino, deve essere un tipetto bello vendicativo” continuò Malva, concludendo la frase ridendo.

Asor si chiese cosa ci fosse da ridere, ma subito dopo fu travolto da una domanda: a cosa serviva Malva?

“E che ci devi fare, con Marrone?” chiese.

Malva rise, e già quello fu una risposta.

“Davvero, cosa devi fare?”

“Cosa pensi che debba fare? Non ci vuole un genio!”

“Malva…”

“Ehi, io sto solo eseguendo gli ordini, se hai qualcosa in contrario vai da Verde!”

Asor si alzò, preoccupato e confuso.

“Marrone non può morire: è già morto” affermò, appoggiandosi con le mani alla scrivania.

Malva continuava a sorridere, immune allo sguardo freddo dell’ispettore.

“Lo so, mica siamo tutti cretini! Non devo ammazzarlo, stai tranquillo. Solo accertarmi che se ne stia lontano dal Consiglio e non faccia stronzate.”

“Non siamo un’associazione a delinquere, tu a Marrone non fai niente.”

“E tu saresti…? Dai, non hai nessun potere, Asor! E poi perchè ti lamenti con me? Mica è stata mia l’idea!”

“Malva, devi capire che non possiamo andare in giro a fare del male alla gente.”

Malva inclinò la testa, un mezzo sorriso sulle labbra screpolate.

“No, eh? Vuoi scommettere? Secondo me ci riesco.”

Asor sospirò, guardando la nebbia fuori dalla finestra.

“Non è un gioco.”

“E grazie al cazzo.”

“Sono serio. Tu la prendi come una sfida, hai riso fino ad ora. Ma non puoi prendere queste cose alla leggera.”

“Oh, zitti tutti, ha parlato Dio! Ma ti senti? Non puoi. E chi sei tu per deciderlo? Pensi davvero di essere superiore a tutti noi? Non sei nessuno per dirmi cosa posso e cosa non posso fare. Non decidi tu cosa è giusto e cosa è sbagliato!”

Asor rimase muto, le mani ancora appoggiate alla scrivania, a guardare Malva con i suoi piccoli occhi grigi.

Indaco non ce l’aveva fatta, come sempre. Era sceso dal tetto e si era diretto all’ennesima riunione del Consiglio, solo per rendersi conto che era in ritardo, e non era rimasto più nessuno.

“Indaco, ti sei presentato, alla fine!” esclamò Verde, entrato allegro dalla porta.

“Cosa? Ah… Sì. Scusa il ritardo, ho avuto un imprevisto.”

Verde scrollò le spalle, più paziente ed accogliente del solito.

“Capita, capita… Però ti devo dare una notizia, adesso.”

Indaco strinse la sua borsa, nervoso. Cercò di rimanere composto, annuendo lievemente.

“Da oggi sei ufficialmente il nostro ricercatore di risorse! Sei contento? Te ne vai in giro a cercare nuovi membri per il Consiglio!” annunciò Verde, aprendo le braccia con enfasi.

Indaco rimase un attimo perplesso, rilassando le spalle e lasciando che la borsa gli ricadesse sul fianco.

“Io? Sei sicuro che io sia la persona adatta?” domandò timidamente.

“Certo! Non sarai il fantasma più ottimista del mondo, ma sei sensibile, sei empatico, Indaco, riuscirai a convincere i più timidi e i più timorosi, ovviamente sei adatto! E poi, comunque, non sarai da solo.”

Indaco si lasciò sfuggire un sospiro di sollievo. L’idea di non essere da solo a dover gestire il suo incarico lo rassicurava.

Ora gli restava solo da capire con chi avrebbe lavorato.

“Mag, cosa intendi esattamente con agire? Siamo in due…” chiese Marrone, sforzandosi di tenere dietro a Magenta. Si erano smaterializzati, scegliendo un posto a caso in cui apparire, e ora camminavano per le strade di un paese indefinito, senza una meta precisa, seguiti tranquillamente da Deimos. 

Non era stata tanto intelligente l’idea di materializzarsi in un posto a caso: stava venendo giù un diluvio, e il cielo nero non lasciava spazio alla speranza che il tempo potesse tornare decente.

“Appunto! Dobbiamo trovare qualcun altro, dobbiamo… Non ci credo che non c’è nessuno a cui non piace il Consiglio!” esclamò lei, accelerando il passo mossa dall’adrenalina.

“Mag, ti prego; non funziona così, molti fantasmi manco lo conoscono, il Consiglio, non possiamo aspettarci che-“

Si bloccò, e fermò anche Magenta, che stava andando avanti spedita.

Lei si voltò con uno sguardo interrogativo e frustrato, finché non vide anche lei ciò che aveva notato Marrone.

Dall’altra parte della strada, seduta sul marciapiede, c’era un figura piccola, inerte sotto la pioggia, con la testa bassa e uno zaino accanto.

Serie: Quelli dall'anima trasparente


Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Questa serie continua ad un ritmo bello incalzante. Lo ammetto, non è facile star dietro a quello che succede, è tutto molto ricco di succosi avvenimenti. Se posso permettermi un suggerimento, non sarebbe male suddividere le varie scene (in questo episodio ce ne sono ben tre diverse) servendosi della punteggiatura, come ad esempio i tipici asterischi (***)

  2. Ciao Viola, questo è il primo episodio della serie che leggo e mi è piaciuto molto, soprattutto per i dialoghi. Mi hanno incuriosito molto questi fantasmi e i loro nomi colorati.
    Molto brava!