Stanza Arancione 

Serie: SANGUENEVE


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: SURPRISE

Ospedale psichiatrico di Firenze ore 12:00.

Jessica si frugò nella tasca sinistra e prese il mazzo di chiavi. Cercò la chiave da lei colorata arancione ed aprì la porta.

Subito al suo ingresso un piccolo ragno le venne incontro.

Jessica parve non farci caso più di tanto; anzi lo scansò per non schiacciarlo. Poi ne arrivarono altri.

Fece in tempo a chiudersi la porta alle spalle che ai suoi piedi ne era piena.

“Salve piccolini” Disse. “Come sta vostra madre?” Chiese loro in modo grottesco.

Osservò la struttura che sin dall’ingresso si espandeva per tutta la stanza.

Parevano due sottili ponti rialzati, dove i ragni ci camminavano sopra fino all’unico letto nella stanza.

Le ragnatele invece erano in varie parti del muro, appositamente incavato.

Jessica guardò tutta la stanza e sorrise.

Poi si rivolse alla donna seduta su la sedia vicino al letto e le disse:

“Effettivamente in questi mesi abbiamo fatto un bel lavoro! Non trovi Marion?”

Marion alzò gli occhi un istante. Un istante solo per far capire a Jessica che l’aveva vista.

Poi continuò a spandere per terra degli insetti morti. Probabile cibaria per tutti quei ragni.

Jessica le si avvicinò e le porse un sacchetto. “Guarda che ti ho portato!” A Marion si illuminarono gli occhi.

“Un sacchetto pieno di insetti per i tuoi amici” Le disse. “E per te aspetta che apro la confezione!” Continuò.

“Ecco! Macedonia di frutta!” Le sorrise. “Mangiala tutta che è solo roba fresca mi raccomando” Proseguì.

Marion afferrò avida la macedonia. Jessica le porse il cucchiaio.

“Vai, mangia tranquilla, do io gli insetti ai ragnetti!” Le disse. Marion le diede un bacio sulla guancia e Jessica un po’ arrossì. “Se fai così mi emozioni” Le sussurrò. “Servono altri incavi per i nuovi ragni?” Chiese.

“Vedo che quella parte ne è ancora scarna” Continuò. Marion intenta a mangiare avida la macedonia scosse la testa con l’opzione di diniego. “Ok nessun ragno ha fatto ragnetti questa settimana” disse Jessica.

Poi rimase pensierosa. Marion appoggiò la confezione con la macedonia e la osservò.

Jessica rimase un istante in silenzio. “No è che ho finito per oggi il turno qua!” Le disse.

“Devo mangiare un panino e correre ad aiutare il mio ragazzo; ma sono così stanca” Concluse sfiduciata la frase.

Marion riprese la confezione di macedonia e continuò a mangiare.

Jessica intanto si alzò. Rimise a posto il letto, spostò una coperta su un’altra sedia, poi aiutò un ragno a capovolgersi sulle zampette. “Eri inguaiato!” gli disse. Marion aveva già finito il suo pranzo. Così riprese il sacchetto pieno di insetti che le aveva portato Jessica e continuò a dar da mangiare ai ragni. Jessica le era vicina ed osservava i suoi gesti.

“Ok se posso esserti utile dimmi pure” Le chiese. “Senno vado; così mi fermo ad un bar un quarto d’ora in più per pranzare.” sottolineò con un mezzo sorriso. Marion voltò lo sguardo verso Jessica. Poi dopo essersi alzata posò il sacchetto sulla sedia e si avvicinò alla ragazza sussurrandole qualcosa nell’orecchio. “Che?” Chiese Jessica.

“Ho capito bene?” Rimarcò. Marion sussurrò nuovamente come per ripetere lo stesso concetto che aveva esposto prima. “Fascicolo 12853? E che significa?” Le chiese. Marion fece spallucce.

“Ok! Ne riparliamo domani quando torno; ora devo proprio scappare!” Le disse accarezzandole una mano.

Marion non disse ne fece altro. Jessica prese le sue cose e uscì dalla stanza. 

 

Ore 13:00 interno bar zona San Marco

“Finalmente posso rilassarmi un attimo! Buono sto panino però“ ammiccò. “Scusi me ne da un altro ?“ chiese al commesso di fronte.

Il ragazzo prese con delle pinzette quello che Jessica aveva indicato e dopo averlo messo su un piattino glielo diede.

“Da paura!” Ammise con la bocca piena. Poi le vibrò il telefono. “Si amore dimmi ?” Chiese preoccupata .

“Si stavo mangiando. Ok mi sbrigo! Si si arrivo tranquillo“ riattaccò poi sentenziò scocciata: “Che due palle!”

Prese il pezzo di panino rimasto, pagò e si diresse verso il suo secondo lavoro.

Addetta al centralino/segreteria/archiviazione del Commissariato di zona di pubblica sicurezza.

Commissariato che si trovava nella zona centrale di Firenze e gestiva il quartiere 2 della città.

Jessica suonò il campanello emettendo un gutturale “Sono io“ al poliziotto di turno che aprì.

“Dov’è ? Gli chiese?” Il ragazzo gli indicò Simon nella stanza in fondo.

Jessica conosceva Simon da ormai tre anni. Era stato lui a proporle quel lavoro.

Lui che là dentro era dannatamente importante. In pratica già capo commissario alla giovane età di 34 anni.

Simon era impegnatissimo. Aveva un cellulare in una mano e nell’altra stava al telefono col fisso. Due persone davanti gli parlavano. Osservò Jessica entrare nella grande sala. Fece un gesto di disagio, come per dirle “Amore stiamo nei casini” Le indicò la sua stanza ed il telefono che squillava ininterrottamente. “Vado vado” disse bofonchiando.

Entrò nella stanza dove lei lavorava dalle 13: 30 alle 18:00.

Una stanza particolare perché aveva un vetro enorme dove Jessica poteva osservare tutti i colleghi del suo capo e loro potevano vedere lei.

L’utilità del vetro era dovuta al fatto che molte volte c’erano emergenze e Jessica doveva essere in grado; senza staccarsi dal telefono di avvisare qualcuno di loro e chiedere aiuto. “Commissariato pubblica sicurezza dica?” Prendendo la cornetta. “ Scusi signora parli più forte non la capisco! C’è casino qui“ urlò già scocciata.

“Ha perso il cane?” “Da quanto tempo?” chiese. “Due giorni ed è disperata!” Sottolineò solo le parole dell’anziana signora. “Senta venga qua che facciamo un verbale di scomparsa“ le disse. “Come scusi ? Vuole aspettare ancora ?” Chiese. “Ma? Ha riattaccato?” Si disse Jessica sorpresa. “Che razza di gente mi tocca sopportare tutti i giorni” Sibilò.

Il telefono squillò di nuovo. “Neanche la giacca mi fanno levare“ apostrofò arrabbiata. “Commissariato di pubblica sicurezza dica“ Una voce al di là del telefono disse: “Ora fai la brava e non farti scoprire“

Jessica nella confusione comprese; e le sue pupille si dilatarono. La voce proseguì.

“Brava Jessica. E non chiedermi come ti conosco; ascoltami bene e non farti notare. So che ti guardano mentre stai al telefono“ disse veloce con tono importante. Jessica rimase sorpresa. Stava per fare un gesto al vetro quando la voce continuò. “C’è una bomba nel bagno del commissariato; un altro gesto al vetro e muori te,  il tuo ragazzo e questi bravi giovani!” Si Fermò un istante. “Annuisci ora.” Jessica annuì spaventata. “Bravissima Jessica ascolta“ continuò.

“C’è solo un modo perché io non faccia saltare l’intero palazzo“ proseguì.

Nel frattempo Simon si era affacciato al vetro. Jessica gli fece un ok con il pollice. Simon tornò da un collega.

“Ci sai fare“ disse ridendo. “Ora ascolta cosa io voglio“ continuò.

“Nel archivio che avete mi serve una cosa. Tu prendila ed io ti prometto che disinnesco la bomba. Anzi ti dirò di più; per farti capire che non sto scherzando”

“Lasciami in attesa, vai nei bagni di servizio e guarda dove è piazzata la bomba. Poi torna qua“ disse quasi famelico. “Ma non prima di aver preso nel archivio centrale il fascicolo 12853”.

Serie: SANGUENEVE


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Horror

Discussioni