Stella nera

Il punto è che mi sono sempre visto solo, fin da ragazzo.

Non c’è nulla di buono a stare con me, solo dolore e sofferenza.

Da poco mio papà è morto e mi trovo ai piedi della sua tomba. Insieme a me c’è mia mamma, mio fratello, la sua fidanzata e la sorella. Io sono in un altro stato emotivo che mi porta ad estraniarmi, infatti le loro espressioni mi appaiono nebbiose e asettiche; le loro parole sono aria e mi arrivano ovattate. Adesso mi arriva un immagine molto nitida; come una promessa.

Io con un cappello, camicia, pantaloni, scarpe e mantello completamente neri. Sono in cima ad una montagna composta di terra e roccia color porpora, il vento che sferza e fa ondeggiare il mantello. Attorno a me non c’è nessuno e in lontananza un deserto dello stesso colore della montagna. L’unica cosa che rompe il colore della terra è il cielo che è azzurro e limpido, senza nuvole e luminoso. Il sole, forse, è dietro di me ma non ne sono sicuro. In quella solitudine sto molto bene, ho solo una piccola lacrima che prova ad uscire ma fa immediatamente dietro front.

Mentre guardo il paesaggio prometto che starò solo tutta la vita, che nessuna sarà al mio fianco.

Un peso troppo grande da condividere quello di essere orfano, diabetico, contro la mafia, contro gli stereotipi. Un peso troppo grande da condividere quello di sentire la responsabilità della morte di mio papà e di averlo odiato. Chi può accettare e condividere questo? Mi prometto e prometto a mio papà di stare da solo per sempre.

Quindi l’immagine svanisce, torno alla realtà, guardo la tomba, sorrido timidamente, mi volto e vado via. Mentre esco dal cimitero, ascoltando i Nirvana a tutto volume dalle mie cuffiette bianche mi sento come una stella nera. È l’ultima volta che vengo al cimitero. 

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentiPubblicato in Young Adult

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