Sulla sponda del Fiume Kamo

A Kyoto l’acqua del fiume Kamo scorre limpida, si intravedono le carpe colorate e gli uccelli vanno ad abbeverarsi. Su una sponda ecco le case in legno, sull’altra è un susseguirsi di locali tradizionali. Le persone sono solo persone quando passeggiano sulla riva, i bambini zampettano nell’acqua e ridono, le coppie a braccetto sono senza pensieri. C’è un francese sulla riva del fiume Kamo, ha gli occhi azzurri e tristi. Quando alza lo sguardo gli pare di vedere Notre Dame attraversata dalla Senna, ma ciò che vede davvero è l’acqua trasparente e il rosso delle foglie di acero giapponese, è infatti quel periodo dell’anno: tutto si tinge di rosso e giallo, da tutto il mondo vengono a vedere Kyoto infuocarsi, lui però, piange Parigi. Un tempo la Francia lo amava e lui amava la Francia, ora però, non ci può più tornare. Quando cammina lo fa a testa bassa, ma è alto, troppo alto, e qualche famiglia francese finisce per riconoscerlo. È sempre una scommessa: ammirazione o disgusto? Non sa mai quale delle due reazioni riceverà, sa solo che qui è più libero, in Francia non lo era più. Dopo l’accusa la sua vita è cambiata, le persone che lo complimentavano ora commentano disgustate, il tuffo nella miseria dicono. Prima chiedevano foto, ora chiedono giustizia per un mostro. Mostro lo chiamano ormai in Francia, lui che alla Francia aveva dato tutto, era anche pronto a darle la sua vita intera, ma qualcosa era andato storto. I giapponesi vedevano uno straniero sulla riva del fiume Kamo che camminava avanti e indietro con l’aria di cercare qualcosa, ma cosa? Forse il senso della sua vita? Forse cercava Parigi per le strade di Kyoto? chi lo sa, nessuno sa mai cosa passa per la testa di questi stranieri. In realtà l’uomo cercava ispirazione, aveva deciso che avrebbe ricominciato da capo, e in questa nuova vita avrebbe fatto lo scrittore. Scrivere di sè, scrivere di altri. Creare letteratura. Questa sarebbe stata la sua nuova vita. Con un rinnovato vigore e una nuova idea per un libro l’uomo si avviò a casa, lasciandosi alle spalle il fiume Kamo e Parigi. 

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Discussioni

  1. Continua a guardare per me questo Paese che io non ho mai visitato. Attraverso i tuoi occhi è come vedere. Mi piace molto questo genere di letteratura che a te è particolarmente congeniale. Lo faccio spesso anch’io, anche se le mie latitudini sono altre. Da lettrice, dico che leggere un tuo racconto è come viaggiare, come piace a me. ‘Forse cercava Parigi per le strade di Kyoto?’ Forse 🙂

  2. Ho apprezzato molto la “cartolina” di Kyoto che hai descritto con tanto romanticismo da farmi desiderare di prendere un aereo, partire per poterla vedere dal vivo. Mi lascia la curiosità di capire cosa ci fa un francese lì. E soprattutto, cosa mai abbia combinato di così riprovevole.

    1. Ti ringrazio! Essendo la storia ispirata a una persona reale che ho conosciuto e con cui ho fatto amicizia qui in Giappone (e che è un personaggio pubblico) non posso dire di più 😉

  3. Ci hai regalato un’altra piccola perla, Valeria, e te ne sono grata. Hai una capacità rara di creare delle bellissime atmosfere popolate di personaggi veri e credibili con poche pennellate, brava!