PROLOGO METALETTERARIO
Ep. 1 della Serie: COLOPHON - Script di una metasitcom
“Quando il genio diventa prigione, la realtà e l’arte si fondono in modi sconvolgenti.” Tirana, 1993: l’artista Arben Kelmendi è noto per la raffinata maestria…
“Quando il genio diventa prigione, la realtà e l’arte si fondono in modi sconvolgenti.” Tirana, 1993: l’artista Arben Kelmendi è noto per la raffinata maestria…
Niente da dire contro i medici, gente grandiosa: prima quando si aveva una puntura di zanzara ci si grattava, oggi ci possono prescrivere dodici pomate…
Solo qualche decennio prima sarebbe stato impensabile poter cogliere dal vivo i prodromi di quell’evento epocale. Nonostante ciò, il signor Coleman, un placido turista inglese,…
Anche i miei sforzi per intercettare le vecchie amicizie si risolsero con lo stesso squallido esito: i più controllati si defilarono silenziosamente, come aveva fatto…
Sin da ragazzo non sono mai andato troppo a genio agli animali. Era una di quelle antipatie che si potrebbero definire “a pelle”. Istintive. Cosa…
L’uomo scoperchiò il quadro degli interruttori generali: tutte le leve erano alzate. Doveva aver scordato di abbassarle la volta prima. Rimase comunque in penombra, incerto…
Ho un segreto. Ecco come iniziava il privatissimo diario del ragionier Ceranesi. E chissà come sarebbe proseguito, se solo l’uomo non si fosse arreso subito…
Un uomo calvo, dal cranio lucente, si avvicinò a loro: il viso glabro, scarno, rugoso, privo di sopracciglia, e i grandi occhi lattescenti, dalle sclere…
Iris mandò uno sternuto, poi subito un altro, e il profilarsi di un terzo le modellò sul visino una buffa smorfia di sospensione. L’aria della…
A quella domanda, il tagiko s’incupì. «Dunque è per questo che è venuto: per chiedermi che cosa è successo al dottor Kemal. Come fa a…
«Sa una cosa? Lei ha proprio l’aria dello sbirro» gli confessò il tagiko in un russo inappuntabile, poco prima di introdurlo nel suo laboratorio di…
Quel giorno la vicina mi portò un paio di pedalini da neonata. Erano rosa, con glitter sulle punte e fiori di paillettes cuciti su entrambi…
Lunedì «Mo cosa pensi che è quella roba là?» “Sia. Stupida puttana…” la corresse mentalmente la signora Lori senza perdere il suo sorriso accattivante, tutto…
C’era una volta una donna molto malata: nostra madre. La malattia si era impossessata di lei poco alla volta, precipitandola lentamente nella più agghiacciante delle…
Il numero 9 attraversò pigramente il viale che dalla stazione portava ai complessi residenziali eretti ai margini della città. Le interminabili mura screpolate delimitavano i…
“…fssshh… bzzz… è proprio ciò che voglio dire: abbiamo talmente saturato l’etere di nostre immagini da… bzzz… ndannarci a una lenta perdita di corporeità: stiamo…
Nell’inverno seguente, Leonora mi guidò attraverso i nudi locali che si dipanavano oltre ai cristalli del Santa Rosa. Gli uomini preferiscono abbandonarci qui, come scope…
Non saprei identificare con precisione il momento esatto in cui la mia immagine si scollò dall’abisso per contrapporsi indelebilmente alla psiche allucinata del signor Tabor.…
Nostra figlia morì in luglio, il giorno del suo terzo compleanno. Ci lasciò nel mese della luna, l’astro che le aveva dato il nome. Per…
C’erano molte porte aperte nel corridoio, porte che si aprivano in una perfetta oscurità. Tutte, tranne quella alla sinistra di Patrizio, sigillata e invitante. Un…
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