Tanto sonno
Mi stringo al collo la sciarpa. Il bianconero oggi รจ la mia seconda pelle. Carla mi sta accarezzando la guancia, sento il suo profumo. Mi pianta addosso il suo sguardo.
ยซSei proprio sicuro? Sentivo la radio stamattinaยป.
ยซDai domani sono quiยป.
Mi mette in mano qualcosa. ร una specie di volantino, guardo meglio, no, รจ un depliant di unโagenzia turistica. Sabbia bianca e mare verde.
ยซGuardalo in viaggio, e pensami. Tra meno di un mese saremo lรฌยป.
Lo piego e lo infilo nella tasca dei jeans. Mi avvicino e le sfioro le labbra con un bacio.
ยซGrazie. Adesso devo andare che imbarcano. Ci sentiamo stasera dopo la partitaยป.
Mi giro e sento il suo sguardo nella mia schiena, in alto tra le scapole. Guardo il tabellone: TRN-BXL Gate A6. Stringo la sciarpa e mi avvio.
***
ร presto, andiamo a fare due passi in centro. Gruppi di persone si muovono velocemente e continuano a voltarsi. Guardano verso la Grand Place. Gente che urla, arriva da lรฌ. Giro lโangolo e non capisco. Rimango un attimo in silenzio. Poi metto a fuoco. Un muro rosso che si muove e sbanda. Gridano una frase ritmata, parole confuse. Mi giro verso Antonio e Vittorio che sono dietro di me.
ยซOcchio!ยป fa a tempo a gridare Vittorio. Unโesplosione di vetri infranti accanto a noi, ยซattenti ne arrivano altreยป.
ยซCazzo, via di quaยป.
Una bottiglia piena di birra si schianta sul muro alla mia destra. Vengo investito dagli schizzi. Ma che succede? Non faccio in tempo ad asciugarmi che mi sento tirare per il braccio. ร Antonio.
ยซVia, veloci. Ci hanno vistoยป.
Sento la testa che mi gira. Sopra le spalle dei miei amici vedo un gruppo di ragazzi che stanno correndo verso di noi. Sono a torso nudo, bandane rosse in testa. Roba lunga in mano.
ยซItalians fuckinโ bastardsยป gridano, questo lo capisco. Di colpo mi scappa da pisciare. Allora mi giro e inizio a correre, forte. Nelle viuzze strette, urto persone ยซpardon, pardonยป, non so dove vado.
Ci fermiamo alla fine. Guardiamo indietro, nessuna bandana rossa in vista. Mi passo una mano sul viso per asciugarmi, mi sale un conato di vomito allโodore di sudore misto a birra rancida.
Vittorio si toglie la sciarpa bianconera dal collo e se la annoda in vita. La copre con la maglia. Senza dire nulla facciamo anche noi lo stesso.
Con il cuore che ancora batte in gola guardo lโorologio.
ยซMeglio che ci incamminiamo verso lo stadioยป.
Annuiscono e ci avviamo.
***
Antonio sta controllando i tre biglietti. Settore Z.
ยซMa i nostri sono dallโaltra parte, ci sono gli inglesi quaยป.
ยซBoh, non so. Questi abbiamo ormaiยป.
Siamo al cancello. Altri italiani, mi avvicino e chiedo:
ยซMa questo settore Z รจ per gli italiani?ยป
ยซNo, non si capisce. Dicono tifosi neutraliยป.
Va bene dai, lโimportante รจ vedere la partita.
***
Fa caldo qui dentro. I gradoni di cemento sono sporchi e malandati. Siamo in uno spicchio dello stadio allโestremitร della tribuna distinti, ci divide solo un alto muro. Dallโaltro lato le orde rosse. Migliaia di tifosi inglesi che da ore stanno urlando piรน che cantando. A dividerci da loro una rete metallica. Da dove sono vedo che รจ piena di buchi e in gran parte arrugginita. Guardo in lontananza. La curva opposta, i colori bianconeri. Vorrei tanto essere di lร .
Siamo stretti. I gomiti e le ginocchia di chi mi circonda mi urtano di continuo. La puzza di sudore ci avvolge, metto la sciarpa su naso e bocca. Mi siedo ma una gabbia di gambe chiude ogni visuale.
ยซMarco alzati, guardaยป mi dice Vittorio scrollandomi una spalla.
ยซMa che fanno?ยป
Qualche decina di inglesi si sta aggrappando alla rete metallica. La tirano da una parte allโaltra. Questa si muove priva di difese. Facce stravolte, occhi iniettati di sangue e bava alla bocca. Urlano cose incomprensibili. Comincia a volare roba verso di noi. Prima qualche innocuo bicchiere di carta, poi bottiglie e lunghi bastoni di legno o plastica. Poi pezzi di cemento. Stanno spaccando i gradoni e ne ricavano proiettili letali.
La gente vicino alla recinzione si tira indietro, cerca di allontanarsi. In un attimo siamo piรน stretti, non cโรจ spazio qui.
Urla di terrore mi rimbombano nella testa. Antonio si gira verso di me, ha gli occhi pieni di lacrime. Un boato selvaggio di fronte a noi, la recinzione ha ceduto. Arrivano.
La vescica mi cede. Non mi importa. Avanzano con gli occhi sbarrati e colpiscono tutto ciรฒ che hanno a tiro. Teste, schiene, braccia. Uomini, donne, bambini. Indietreggiamo, vogliamo scappare. Ma non possiamo. Non cโรจ spazio. Siamo appena dietro ed รจ come se una montagna ci crollasse addosso. Un signore accanto a me ha sollevato un ragazzino e lo tiene in alto. Il ragazzino mi guarda e penso voglia dirmi qualcosa. Piange e basta.
Sento una mano che mi artiglia una spalla.
ยซMarco, aiutoยป. ร Vittorio, non posso girarmi. Il mio corpo รจ imprigionato da migliaia di altri. La stretta รจ sempre piรน forte. Vomito sulla testa di qualcuno.
Un colpo da dietro, veniamo spinti in direzione opposta. Non me lโaspettavo. Lo spazio per un attimo si allarga e vengo sbalzato in avanti. Le gambe strette nella morsa fino a quel momento non rispondono. Cedono. Cado sulle ginocchia ma non sento alcun dolore. Provo a rialzarmi subito ma una ginocchiata mi sbriciola gli incisivi. Vedo nero e il sapore del sangue mi invade la bocca. Non so dove sono. Non so se sono seduto, inginocchiato o in piedi. Non so dovโรจ lโalto e dovโรจ il basso. Solo pezzi di corpi. Braccia gambe. Mani che afferrano il nulla. Arriva il freddo. Brividi sempre piรน forti, partono dal collo e arrivano fino allโintestino. Voglio dire qualcosa. Antonio, Vittorio tutto bene?
I pantaloni sono strappati, apro gli occhi e vedo scarpe, cocci di bottiglia, stracci. Un luccichio di qualcosa. Un pezzo di carta vicino ai miei occhi. Sabbia bianca e mare verde. Poi un piede lo calpesta e tutto sparisce.
Allora chiudo gli occhi. Anche il freddo รจ passato. Ho soltanto tanto sonno.
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La cosa che mi ha colpito di piรน รจ il contrasto tra la normalitร dell’inizio e l’orrore che si insinua poco a poco fino a travolgere tutto. Sapere fin dalle prime righe che il protagonista, e tutti gli altri, hanno una vita, qualcuno che li aspetta e un futuro giร immaginato rende ogni riga successiva ancora piรน dolorosa.
Il finale mi รจ piaciuto tanto perchรจ non cerca effetti spettacolari. Si spegne lentamente, con una semplicitร che lascia un vuoto difficile da descrivere.
Hai reso omaggio alle vittime senza mai perdere la dimensione profondamente umana della loro storia.
Grazie Cristiana del bellissimo commento. Era una storia che avevo dentro da tantissimo tempo.
“ยซGuardalo in viaggio, e pensami. Tra meno di un mese saremo lรฌยป.”
Una pagina nerissima che ci hai fatto rivivere in maniera intensa. E quellโincipit, quella sicurezza di avere un futuro che invece non avrebbero avuto. ๐ ๐ ๐
Grazie Marco, una delle peggiori serate della mia gioventรน. Attoniti davanti alla TV… lacrime e silenzio