
Tempo di risposte
Serie: Agenzia Sullivan & Soci
- Episodio 1: Pioggia di sangue
- Episodio 2: Nuovi incentivi
- Episodio 3: Destruction Derby
- Episodio 4: Incontro clandestino
- Episodio 5: Una visita inaspettata
- Episodio 6: Nuovi orizzonti
- Episodio 7: Tempo di risposte
- Episodio 8: A pesca
- Episodio 9: … Si ottiene tutto
- Episodio 10: Come tutto ebbe inizio
- Episodio 1: Si accendono i riflettori
- Episodio 2: 60 minuti
- Episodio 3: Un pianoforte in penombra
- Episodio 4: Con le buone maniere
- Episodio 5: Aria pesante
- Episodio 6: Piove sul bagnato
- Episodio 7: Topo di biblioteca
- Episodio 8: Salmone Affumicato
- Episodio 9: Arriva la cavalleria
- Episodio 10: Carnevale
- Episodio 1: Due lenti sono meglio di una
- Episodio 2: Il passato non si cancella
- Episodio 3: I problemi non vengono mai da soli
- Episodio 4: Alla base della piramide
- Episodio 5: Dietro le quinte
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
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“Oh sì, c’è dell’altro. Negli ultimi mesi Antonio si è invaghito di una spogliarellista del “Rising Star”, ci passavamo tutte le sere senza esclusione, pensava a lei notte e giorno. Pensate che le scriveva persino lettere d’amore, ogni tanto me ne parlava ma era sempre molto schivo riguardo la sua vita, soprattutto sugli aspetti più personali. Qualche notte fa mi ha chiesto di guidare fino in un posto in periferia, eravamo più o meno dove una volta c’era la vecchia zona industriale, ora hanno costruito qualche palazzo del cazzo ma è rimasto un quartiere malfamato, pieno di gang di ragazzini che credono di giocare ai criminali. Abbiamo parcheggiato e poi lui è scomparso nel retro dell’edificio, senza dire niente, mi ha lasciato lì ad aspettare come un idiota.”
“Quanto è trascorso prima di vederlo tornare?” ero tornato al mobile bar per farmi un secondo giro di gin, meglio essere carichi in situazioni simili, quella era l’unica benzina in grado di tenere il cervello attivo.
“Quaranta minuti, più o meno. Quella sera era strafatto, forse di Hypervortex, quando si è rimesso in auto per poco non scoppiava in lacrime. Ho atteso qualche secondo e poi gli ho domandato che cosa fosse successo. Mi ha confessato di aver ucciso la spogliarellista, quella era casa sua, ha corrotto il padrone di casa per starsene zitto e poi è tornato da me” gli occhi di Gregory erano velati di lacrime, afferrò il bicchiere di whisky e pensai che fosse pronto a scagliarlo a terra.
“Deve essere stata dura anche per uno come te” disse Frank che si era alzato, pronto a rifornire di whisky il testimone, mi lanciò un’occhiata carica di soddisfazione prima di voltarsi di nuovo in direzione di MacArthur.
“Quella donna non si meritava di morire, questo è certo. Ho fatto cose brutte in passato ma nessuna di queste ha coinvolto innocenti, mai” la sua voce si era trasformata in una supplica, come se noi avessimo potuto assolvere la sua anima dai crimini commessi.
“Certo, capisco in pieno, hai una tua morale e non sei disposto a metterla in gioco per un amore non corrisposto. Cosa è accaduto poi?” Frank porse il bicchiere colmo all’uomo che non lo rifiutò.
“Abbiamo chiamato Giancarlo, come potete immaginare, non è stato affatto contento di venire in formato di un dettaglio simile. Ha subito sguinzagliato i ripulitori che sono arrivati sulla scena del crimine per metterla in disordine ed eliminare tutte le tracce del passaggio di Antonio. A quanto pare non ci sono riusciti del tutto, visto che voi siete arrivati molto vicini alla risoluzione del caso.”
“Questo come lo sa?” avevo già in mente la risposta ma era meglio esserne certi.
“L’amica di Mary è morta nella tavola calda di fronte a lei. Il killer è stato pagato profumatamente per svolgere l’incarico in modo rapido e pulito.”
“Ci dia un paio di minuti per discutere da soli. Torniamo subito” Frank mi trascinò fuori dalla porta come un bambino irrequieto che aveva interrotto troppe volte la lezione.
Chiudemmo la porta per non farci ascoltare, il volto di Sully era raggiante, il sorriso quasi toccava le orecchie, io mi sentivo più o meno come uno scalatore finalmente arrivato in vetta dopo tanta fatica.
“Dobbiamo avvisare Morello, stavolta ci siamo davvero” il tono di voce era simile a quello di una ragazzina che aveva incontrato l’idolo della sua vita.
“Calma, calma, portalo direttamente in centrale da lui, così potrà interrogarlo di persona, accorciamo i tempi prima che Antonio sparisca dalla faccia del pianeta. Che ne pensi?”
“Sì, ha senso, cazzo se il gin ti fa bene.”
“Io intanto cerco di rimettere insieme tutti i pezzi del puzzle, entro domani mattina saremo pronti per andare a bussare a casa di Modigliani, cazzo se sarà una brutta visita per loro.”
Rientrammo dentro, Gregory si era scolato tutto il bicchiere di whisky e l’aria apprensiva che aveva prima si era tramutata in una calma da monaco, il respiro era tornato lento e misurato, le spalle buttate all’indietro, pareva si fosse trovato al mare, pronto per prendere il sole. Sorrise mentre ci salutava con la mano.
“Ti porteremo in centrale, così potrai raccontare tutto quanto al Commissario che sta seguendo il caso.”
“Avrò protezione?”
“Penso non ci sia alcun problema a questo punto. Sei un testimone chiave e ci sarà modo per tenerti al sicuro fino al processo. Va bene?” disse Sully, la mano sulla spalla come un vecchio nonno pronto a confortare un bambino che aveva fatto un brutto sogno.
“Sì, certo, mi sembra una buona idea” l’alcool doveva aver cancellato gli ultimi freni inibitori dell’uomo, tutti avrebbero fatto più storie nei suoi panni, lui aveva accettato al primo colpo, meglio per noi.
I due uscirono pochi minuti dopo, io ero tornato alla scrivania del mio ufficio, questa volta eravamo giunti ai titoli di coda, rimaneva solo un punto da risolvere, seppur collaterale alla nostra ricerca del colpevole. Perché buttare fango su amici della Famiglia come i Ricardo? Avrebbero potuto depistare le indagini in migliaia di modi diversi ma avevano scelto di lasciare sulla scena del delitto la spilletta da portuale, non poteva essere un caso, Modigliani voleva mandare un messaggio. Avevo già in mente una risposta alla mia domanda ma dovevo ottenere conferme esplicite da uno come Vincent. Sapevo dove trovarlo, ormai era arrivato il momento di incontrare faccia a faccia il nostro amico del porto. Il “Rising Star” si era tramutato nel centro nevralgico di tutta l’indagine, lo era sempre stato. Prima di uscire mi accertai di aver preso il passamontagna, era la cosa più sicura da fare per evitare ripercussioni a lungo termine. La notte era appena iniziata.
Serie: Agenzia Sullivan & Soci
- Episodio 1: Due lenti sono meglio di una
- Episodio 2: Il passato non si cancella
- Episodio 3: I problemi non vengono mai da soli
- Episodio 4: Alla base della piramide
- Episodio 5: Dietro le quinte
Ciao Alessandro, nel finale della seconda stagione i conti iniziano a quadrare. Fin qui è stato un crescendo di emozioni, pezzi di puzzle che hanno iniziato a trovare collocazione. Ma sarà davvero Antonio il colpevole? Non so perchè, ma mi aspetto altri colpi di scena.
Ormai manca poco per scoprirlo!