Terra
Serie: VIA LATTEA
- Episodio 1: Via Lattea
- Episodio 2: Orion
- Episodio 3: Terra
STAGIONE 1
Aurora era arrivata sulla Terra da tre settimane e tutto procedeva secondo il programma. Al Dipartimento di Biologia dell’Università avevano accolto con calore la nuova borsista, e si sentiva già a suo agio nell’ambiente. L’appartamento che aveva trovato, piccolo e abbastanza centrale, le piaceva e soprattutto adorava il fatto che dalla finestra della sua camera si scorgeva il mare. Martina, la sua compagna d’appartamento, era laureata in psicologia e lavorava come commessa in un negozietto per turisti. Ma, quella mattina Martina entrò in cucina, si sedette di fronte a lei e si mise ad osservarla con tutta l’attenzione possibile con un paio d’ore di sonno sulle spalle.
«Ma tu, da quale pianeta arrivi, esattamente?»
Aurora alzò lo sguardo dallo schermo e balbettò: «Cioè, cosa intendi?»
«Studi sempre. Non hai bisogno di divertirti? Non ti interessano l’alcol, il sesso?»
Aurora accennò una risata: «Non è vero che studio sempre, dai. Il fatto è che ho sempre qualcosa da fare. Ho anche qualche hobby, ma soprattutto penso al futuro. Comunque, credo dalle parti del Sagittario.»
«Sagittario, interessante. Io sono della Bilancia. Stanotte ho portato due amici, spero di non averti disturbata.»
«No, ho dormito tranquilla.»
«Se vuoi uscire con me la prossima volta, non farti problemi, ok?»
«Grazie, ci penserò.»
Martina si alzò e si diresse verso il bagno. Aurora sorrise, chiedendosi se esistesse un algoritmo in grado di prevedere il verificarsi di una conversazione di questo tipo.
***
Sabato sera. Camminava tra i vicoli tortuosi salendo verso l’Osservatorio, non sapeva se era più emozionata perché aveva trovato un hobby che le avrebbe permesso di fare un passo avanti con le sue relazioni sociali o se, più semplicemente, le mancavano le sue care stelle. Si era iscritta ad una serata di osservazione libera del gruppo astrofili cittadino, con l’intenzione di entrare a farne parte. Era una serata fredda e l’aria era asciutta e limpida, sgombra da nuvole, prometteva bene.
«Cosa stai osservando?» Sì rivolse al giovane che da qualche secondo aveva smesso di regolare l’ottica di un telescopio, approfittando del fatto che tutti gli altri presenti aspettavano il loro turno per ammirare il pianeta Saturno allo strumento principale dell’osservatorio.
«La Nebulosa Testa di Cavallo» il giovane le indicò l’oculare, mentre si metteva a posto gli occhiali.
Aurora osservò e, per la prima volta, non si accorse di pensare a voce alta: «In effetti, da questa angolazione, sembra proprio…»
«Cosa intendi, da questa angolazione?»
Aurora distolse lo sguardo dall’oculare e incontrò lo stupore nei suoi occhi spalancati dietro le lenti, nelle sue labbra leggermente aperte.
«Scusami, immaginavo solo se la potessimo osservare da un’altra direzione, potrebbe forse avere una forma diversa. Mi chiamo Aurora, piacere», tendendogli la mano. «Senti, ho visto che di fronte c’è un bar, forse è ancora aperto. Mi accompagni? Vorrei prendere un caffè.»
«Un caffè a quest’ora? Sono le dieci.»
«Ti crea problemi? Avranno anche il decaffeinato, penso.»
Roberto si guardò intorno, vide che la serata stava volgendo al termine e accettò di seguirla.
«Fai l’astronomo?»
«Magari. Mi sono laureato un anno fa e qualche volta aiuto all’università .»
«Capisco. Io ho una borsa di studio di sei mesi a Biologia, capirai… Posso chiederti alcune cose, che in qualche modo hanno a che fare con l’Astronomia?»
«Dimmi.»
«Una, per esempio, la teoria della Foresta Oscura? Puoi parlarmene?» Appoggiò il mento sulle mani sul mento, lo interrogò con sguardo curioso, e Roberto iniziò a spiegare, come fosse all’università .
«È un tentativo di rispondere al paradosso di Fermi, ossia se è così probabile che l’universo pulluli di vita di vita intelligente, come mai ancora non abbiamo incontrato nessun alieno? L’ipotesi della foresta oscura è l’idea che molte civiltà aliene esistano sì, ma siano silenziose perché paranoiche, si presume cioè che qualsiasi civiltà capace di viaggiare nello spazio considererebbe ogni altra vita intelligente come una inevitabile minaccia.»
Roberto si rese conto all’improvviso che il suo pubblico era una bella ragazza e pure interessata ad ascoltarlo.
Aurora socchiuse gli occhi: «Quando pensiamo agli alieni, ci chiediamo se arriveranno in pace o in guerra, ma prova a pensare alla storia, a com’è andata a finire ogni volta che un popolo ha scoperto un nuovo continente, un nuovo mondo appunto, abitato da altri popoli. L’approccio è mai avvenuto in pace? Quindi, gli alieni perché mai dovrebbero essere paranoici?»
«Hai ragione, mi sa. Sono saggi, più che paranoici. Ho letto quella definizione da qualche parte, non ricordo dove, ora…» rispose, confuso.
«È tardi, devo andare.» Agitando il telefono: «Mi dai il tuo numero? Posso chiamarti domani per andare avanti con il discorso?»
«Certo.» Corse via e Roberto rimase lì seduto un bel po’ a domandarsi se quello che aveva vissuto era accaduto veramente o lo avesse soltanto immaginato.
Serie: VIA LATTEA
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