
Teschio piumato.
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Fuoco.
- Episodio 2: Orialco.
- Episodio 3: Malia.
- Episodio 4: Riccioli di cruccio.
- Episodio 5: Rosso demone.
- Episodio 6: Purezza.
- Episodio 7: Porzioni.
- Episodio 8: Passaggio.
- Episodio 9: Poisy.
- Episodio 10: Nero assoluto.
- Episodio 1: Ombre.
- Episodio 2: Spettro cremisi.
- Episodio 3: Teschio piumato.
- Episodio 4: Rimembranze.
STAGIONE 1
STAGIONE 2
NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Utilizzare una marionetta per prolungare la propria vita è uno dei metodi che, chi è esposto ai pericoli, predilige. L'unico difetto è il costo eccessivo per poterne possedere una.
Neeve apriva e chiudeva le mani spasmodicamente. La testa bassa non riusciva però a mascherare una evidente deformazione del viso: gli zigomi apparivano più pronunciati e spigolosi, la fronte sembrava ampliarsi, mostrando due protuberanze proprio sopra le sopracciglia. Braccia e gambe avevano aumentato gradatamente la massa muscolare, l’intero corpo sembrava esser diventato notevolmente più grande , il corpetto di cuoio si slacciò aprendosi al centro del petto, dalla bocca aperta il respiro di Neeve era accompagnato da nuvole di vapore proveniente dal fondo della gola.
– Non capisco chi stia vincendo, ma c’è un assurdo spreco di magia elementale, amico mio! – Phyto era sdraiato in terra, teneva il braccio appoggiato sul torace di Hizen, ancora privo di sensi e mentre parlava, batteva con la mano sul petto del cacciatore come durante un confidenziale scambio di opinioni tra grandi amici.
La pelle della fronte della qizil si scuarciò in due punti, esponendo con uno scatto due corni neri, appuntiti e con una sfumatura rossa alla base. Sollevò la testa mostrando finalmente il volto: della bella Neeve era rimasto davvero poco, l’ossatura allargata e ingrandita, in un modo grottesco, aveva trasformato la pelle circostante rendendola dura e dall’aspetto di antiche ossa fossilizzate. Gli occhi sembravano essere stati inghiottiti dal cranio, due pozzi neri senza fondo, dove un paio di stelle color del sangue stavano fissando la sacerdotessa del fuoco con appetito.

Il triangolo formato dalla luce di tre minacciose stelle create da Sarija con l’avallo degli spiriti elementali del fuoco, iniziò a ruotare lentamente creando un movimento di ombre proiettate da tutto ciò che circondava la ragazza. Unì i pollici e gli indici delle mani formando un triangolo con le dita e cantilenando qualcosa che somigliava ad una preghiera rivolta agli spiriti che assecondavano i suoi voleri ormai da parecchi anni: il risultato furono una serie di proiettili di luce che venivano scagliati ogni volta che i vertici del triangolo formato dalle tre stelline rotanti combaciavano con quelli formati dalle dita della lanciatrice.
Una pioggia di dardi lucenti che all’impatto con qualunque superficie esplodevano con un lampo accecante e un boato fragoroso. Grandi quantità di terra, erba e foglie venivano lanciati ovunque, interi tronchi polverizzati e trasformati in schegge impazzite. Tutto sembrava deflagare dove poco prima c’era una ragazza rossa posseduta da uno spirito. Una nube di polvere, fumo, vapore, terra finissima e frammenti di legno nascondevano la vista di ciò che poteva essere diventato il bersaglio di una simile rabbia feroce e cieca.
I colpi continuarono a detonare per un tempo che sembrava infinito. I lampi delle esplosioni cambiavano ogni volta le ombre di quella radura ridotta ormai ad una specie di braciere ardente dove la vita vegetale avrebbe impiegato un po’ prima di riprenderne il possesso.
Una bambina, a parecchi stadi di distanza da quella battaglia, stava girando la manovella che tirava il grosso secchio colmo di acqua ghiacciata dal profondo pozzo accanto alla casa dove vivevano i suoi due tutori, lo sguardo era assente.
La piccola, in realtà, non aveva una grande consapevolezza di sé, sapeva solo che doveva eseguire gli ordini che gli venivano impartiti con una precisa formula di parole che iniziava sempre con: “mia signora del fuoco”.
Aveva un’età non superiore agli otto, forse nove anni, vestiva con dei semplici abiti neri, comodi e robusti, privi di decorazioni o orpelli. I suoi capelli, di un castano scuro e lucido, erano tenuti da una corda, legati in una coda di cavallo che arrivava fino a metà schiena.
L’espressione in viso era perennemente neutra e i suoi occhi, privi di qualsiasi scintilla vitale, non notarono neanche gli strani lampi che illuminavano l’antico Bosco del Crepuscolo alla sua destra.
Il secchio arrivò in cima dondolando e versando piccoli quantitativi d’acqua limpida. La bambina afferrò il secchio usando come gradino una vecchia cassa di legno da sempre poggiata lì accanto e lo posò a terra sopra il soffice prato ben curato che circondava la grande casa fatta di pietre di fiume e malta. Enika, questo era il nome scelto dai suoi tutori, versò l’acqua del secchio legato al pozzo all’interno di un secondo contenitore. A lato della piccola, la foresta continuava a mandare dei bagliori di luce violenti che s’irradiavano sinistramente come spettrali fuochi d’artificio silenziosi.
La bimba sollevò il secchio pieno dopo aver rimesso a posto quello legato e, senza il minimo cambio d’espressione, si diresse verso la casa, arrivata a metà strada si fermò di colpo, lasciando cadere il secchio a terra e versandone il contenuto sull’erba.
La bimba rimase immobile ad occhi spalancati e con i pugni stretti tenuti lungo i suoi fianchi atletici e con un fisico scolpito dal duro lavoro cui era sottoposta ogni singolo giorno della sua vita completamente vuota.
Sarija ansimava. Aveva praticamente esaurito ogni briciola di energia, gli spiriti del fuoco esigevano sempre un tributo esoso.
I suoi attacchi più potenti, efficaci e distruttivi li aveva utilizzati in un modo che, in più di seicento anni di vita, non aveva mai dovuto usare… tutti quei colpi in una sola volta e interpellando più di uno spirito del fuoco. Fiamme altissime si levavano incontrollate da una parte del bosco dove un paio di esplosioni avevano attecchito. Il fumo nascondeva ancora tutto e a terra si cominciavano ad intravedere dei crateri riempiti di lava, fumanti e che emanavano una affascinante luce arancione.
La regina delle esplosioni si sedette a terra stremata, guardava quel fumo bianco e arancio. Le fiamme, bruciavano ancora alacremente tutt’intorno, era quasi certa che il corpo di quella specie di mostro fosse stato ridotto in pezzetti carbonizzati sparsi per tutta l’area. Phyto si avvicinò fissando anche lui tutta quella distruzione e quella terrificante nuvola di fumo che s’alzava per numerose pertiche in cielo, seguendo poi le correnti d’aria.
– C’era bisogno di fare tutto questo danno? Sari, hai praticamente raso al suolo mezza foresta e quelle fiamme chissà quando si spegneranno! – Staccò l’ennesimo pendaglio dalla sua veste e fece per poggiarlo sulla testa dell’amica.
– No! Non vale così! Adesso tocca a me! – Una voce cupa, diversa dalle voci ascoltate finora, parlò in mezzo a quelle dense volute di vapore, miasmi e cenere finissima. Il sangue dell’oracolo si fece ghiaccio in un istante, i peli delle braccia della combattente del fuoco si sollevarono insieme alla pelle diventata simile a quella di un bel rettile.
– Quanto spreco! Hai usato tutta la tua energia per quattro petardi! – La voce aveva un tono derisorio e minaccioso.
– Lascia che ti dia un consiglio… – Una figura scura di delineò in mezzo a quella cortina fumogena e due puntini luminosi di un rosso acceso iniziarono a brillare puntando direttamente Sarija.
– …Non perder tempo a creare piccole stelle caldissime. Il tributo richiesto dagli Ele è esorbitante. Sei fortunata che la tua lunga esperienza ti permette di avere un’autonomia che i normali incantatori si sognano… -Sbuffò la creatura cornuta.
Sarija toccò il piede di Phyto senza dare nell’occhio. L’oracolo afferrò al volo il suggerimento e anche lui facendo finta di niente provò a passare il gioiello della tunica nell’altra mano.
– …Guarda come con pochissima energia riesci a migliorare l’efficacia di un attacco. – La testa dell’essere che poco prima era una bellissima ragazza di nome Neeve, venne fuori dal fumo e gli occhi si fecero improvvisamente più brillanti.

La mano dell’oracolo esplose dall’interno insieme a quel pendaglio curativo, un grosso schizzo di sangue ricoprì metà del volto della combattente del fuoco. Phyto urlò di dolore e sorpresa. Dal moncherino un copioso getto di sangue caldo scendeva sul terreno inzuppandolo ed emettendo uno sfrigolio di cottura dato dalla differenza di temperatura con il suolo bollente. L’oracolo si tenne l’arto ferito con l’altra mano urlando il suo dolore in modo dignitoso, facendo capire che non era la prima volta che perdeva un pezzo di sé in battaglia.
Sarija usò le forze residue per cicatrizzare la ferita dell’amico con una fiammata bianca di brevissima durata. Phyto mandò un nuovo urlo di dolore contenuto e soffiato, il sangue aveva smesso di zampillare.
Gli occhi della creatura arcana mandarono un nuovo lampo infuocato. La regina delle fiamme si rese conto di aver appena perso il suo braccio sinistro, in un istante lo sentì bruciare dall’interno e l’attimo dopo aveva un tizzone carbonizzato ed annerito dall’attaccatura dell’omero alla punta delle dita.
– Se invece vuoi un effetto più drammatico e meno teatrale della vaporizzazione improvvisa dell’acqua, cuoci dall’interno il tuo bersaglio, ottenendo della carbonella di qualità superiore, per un quarto del costo di una tua stellina. Inoltre le protezioni non funzionano internamente! – Rise quel mostro.
– UCCIDIMI! Non perdere tempo, non otterrai alcuna informazione da me! – Sarija urlava la sua rabbia disperata unita alla sua impotenza e debolezza. Kinu si era alzato in piedi completamente catturato e affascinato dalla forza infinita di quell’essere antico come il mondo. Dalhia, invece, osservava la scena con il cuore che ancora non voleva saperne di rallentare, aveva però smesso di piangere perché sentiva che Neeve non era sua nemica.
– Ti ucciderei volentieri, ma non posso. Il mio patto richiede solo il sacrificio di tre dei tuoi arti. –
Serie: La leggenda del Demone Rosso.
- Episodio 1: Ombre.
- Episodio 2: Spettro cremisi.
- Episodio 3: Teschio piumato.
- Episodio 4: Rimembranze.
Finalmente! Sempre bello leggerti ed ammirare i tuoi disegni. Un abbraccio!
♥♥♥ Ma grazie Giuseppe! È un vero onore sapere che ciò che faccio viene apprezzato da chi ammiro e stimo! Ricambio l’abbraccio!
Sì, i disegni sono tornati! 😁
Impressionante il combattimento, soprattutto la trasformazione di Neeve in quel demone. Continuo sempre a seguire questa serie! 😊👌
Bentornato! Che bello rivedere i tuoi disegni e leggere ancora le tue storie. Molto bello ed inquietante questo combattimento, le descrizioni sono decisamente realistiche e mi hai messo addosso un’ansia…
Ciao Giancarlo! Non hai idea di quanto mi faccia piacere ritornare dopo un periodo in cui avevo la scheda aperta sul browser con EO e non avere il tempo per accedervi e leggervi o commentare. Ora dovrei riuscire a fare qualcosina di più… Ma ho notato la montagna di notifiche e quante storie avete pubblicato! Praticamente ho da leggere per un paio d’anni come minimo! 😀
Comunque ho già pronti i capitoli conclusivi di questa piccola parentesi fantasy e devo rivedere il prossimo capitolo di Wiccats e procurarmi ovviamente della droca! Pensavo ad una busta della Sagea di dmt o ad un paio di chili di salvinorina B…