Test Drive
Serie: A piedi controcorrente - Cronache semiserie di un fuggitivo pandemico -
- Episodio 1: Il primo passo è il più scemo
- Episodio 2: Animali in gabbia e pellegrini smarriti
- Episodio 3: Il cielo dietro gli abeti
- Episodio 4: Il portone socchiuso
- Episodio 5: Venti Centimetri di Cielo
- Episodio 6: Risveglio e nuove luci
- Episodio 7: Gli Dei contro di me (spoiler: ho vinto io)
- Episodio 8: Il cancello che non porta a niente
- Episodio 9: L’incrocio Nero
- Episodio 10: La Città nella Bolla
- Episodio 1: Il Cavaliere Zoppicante
- Episodio 2: Il Pazzo nel Corridoio
- Episodio 3: Dodici ore
- Episodio 4: Stallo
- Episodio 5: Alla ricerca della risposta
- Episodio 6: Test Drive
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Non so perché, ma mi ostinavo a non dire il mio nome. Mi stava iniziando a venire il dubbio che Pellegrino Pazzo forse piacesse al mio inconscio.
«Ciao Maria. Ho preso una bustina di Oki ormai, due orette fa, e ora che mi ci fai pensare sembra che stia facendo effetto. Anzi, sai cosa?»
Tirai su il busto con l’ausilio delle mie magre ma resistenti braccia e, con molta calma, provai a tirarmi su con le gambe. Maria assistette alla scena immobile e in silenzio.
La scena mi fece pensare al miracolo di Lazzaro, quando si alza dopo che Gesù gli dice la celebre battuta rimasta nella storia. La gente intorno lo avrà guardato più o meno con la stessa tensione che aveva Maria.
Mi alzai in piedi. Guardai il ginocchio per vedere se aveva qualcosa da dire, ma sembrava tutto a posto. Esaltato dalla sensazione e stimolato dal breve film mentale che nel frattempo feci — mi vedevo già in strada con lo zaino in spalla — provai a fare il primo passo.
Decisi di partire muovendo subito la gamba col ginocchio dolorante. Staccai il piede da terra, tutto a posto. Mi sbilanciai in avanti e appoggiai la gamba avanti.
Nel momento dell’appoggio del piede al pavimento chiusi gli occhi, aspettandomi le infamate del ginocchio. Aspettai qualche secondo, sempre con gli occhi chiusi. Ma non ci fu nessun richiamo da parte di nessuno. Nessun dolore.
L’esaltazione era arrivata a picchi unici mai visti e, nel film, stavolta stavo correndo. Quasi istintivamente feci subito il passo successivo ma, nel momento esatto in cui alzai l’altra gamba, il ginocchio malato si ritrovò a sostenere da solo tutto il peso del mio corpo e, stavolta, con gli occhi aperti, le infamate arrivarono, forti e chiare.
«Lo sapevo», disse Maria, mentre cercavo di mantenere un minimo di dignità non cadendo per terra. In qualche modo riuscii a cadere dalla parte giusta, quella del letto.
«Tutto bene?» mi chiese Maria.
La guardai e, con un mezzo sorriso, le dissi: «Dovevo fare un test drive prima della partenza di domani.»
«Ah sì? E come sarebbe andato questo test?»
Guardai fuori dalla finestra per qualche secondo. Il cielo si era schiarito, ma c’era ancora qualche nuvola scura a riempire l’azzurro dietro i tetti.
Poi mi girai verso Maria e le dissi: «Ci vuole una ginocchiera.»
«Cosa?»
«Sì. Stasera prendo un’altra bustina e vado a prendere una ginocchiera in farmacia. Almeno stanotte dormo con il ginocchio fermo e vedrai: domani mattina, con ginocchiera al ginocchio, zaino in spalla e bacchetti alla mano, parto, Maria.»
Lei era rimasta lì, sulla soglia della porta, in piedi, con un sacco della spesa tra le mani. Mi guardò e fece per dirmi qualcosa, ma un colpo di tosse improvviso la interruppe.
Tossì per un bel po’, poi, quando finì, si avviò verso di me.
«Tutto bene?» le dissi.
Lei appoggiò il sacchetto con i panini sul comodino senza rispondermi. Poi tossì nuovamente e io: «Maria?»
Lei, una volta finito il secondo round con la tosse, mi guardò e disse: «Mi sono permessa di prenderti due panini e, se ti fa piacere, ne ho preso uno anche per me. Si mangia insieme. Luigi deve lavorare, pover’uomo. Lavora come un mulo, sai? E ha anche la testa dura. Infatti un po’ me lo ricordi.»
Tirò fuori un panino dal sacchetto e me lo passò.
«Siete due zucconi. Mi dici dove vai, che non riesci a fare un passo?»
La sua reazione mi stupì. Aveva un tono preoccupato e alzò leggermente la voce mentre mi diceva quella frase.
«Lo so, Maria, e mi fa piacere che tu ti stia preoccupando, ma…»
«Huuu.» Mi interruppe sbuffando, poi continuò. «No, hai capito niente. In farmacia ci mando Luigi quando ha finito di lavorare. Tu dove vuoi andare? Devi stare fermo il più possibile oggi, almeno domani puoi ripartire meglio, no?»
Io rimasi a guardarla per qualche secondo senza dirle niente. Lei, nel frattempo, prese il suo panino e si mise a sedere ai piedi del letto. Strappò la carta che lo copriva e nell’aria si espanse il profumo inebriante della mortadella.
«A me sembra un piano migliore del tuo. E fai bene a stare zitto. Cosa vuoi, non c’è niente da discutere. Mangia.»
La sera arrivò. Dalla finestra si vedeva la luce dei lampioni a palla che costeggiavano la strada deserta. Guardando di lato, il vetro specchiava la strada su di esso come se fosse proiettata da una cinepresa.
La seconda bustina strappata era appoggiata lì accanto a me e, grazie a lei, ero riuscito ad arrivare ad appoggiarmi alla finestra. Il pranzo passato con Maria si era concluso con lei che mi rimboccava le coperte e mi diceva che, se mi avesse visto alzarmi per andare in farmacia, mi avrebbe rotto anche l’altra gamba.
Lessi per tutto il pomeriggio il libro. Mi prendeva sempre di più, tanto che glielo chiesi in prestito a Luigi la sera a cena — prestito a fondo perduto, con intesa visiva come firma — quando mi annunciarono che entrambi non ci sarebbero stati il giorno dopo, sicuri della mia partenza vista la mia discesa dalle scale fino al loro appartamento, senza nessun aiuto, solo quello della ginocchiera presa da Luigi nel pomeriggio. Loro avrebbero sbrigato delle commissioni in mattinata che avevano rimandato.
Non me lo dissero chiaramente — persone d’oro — faccende rimandate per aiutare me, dissero.
Steso su quel letto continuai a leggere il libro quella sera. Lo zaino era pronto e l’umore anche.
La luce dei lampioni illuminava il bigliettino che scrissi per Maria e Luigi poco prima:
Grazie per il sostegno e l’affetto che avete dato a questo pazzo pellegrino di nome Daniele.
Serie: A piedi controcorrente - Cronache semiserie di un fuggitivo pandemico -
- Episodio 1: Il Cavaliere Zoppicante
- Episodio 2: Il Pazzo nel Corridoio
- Episodio 3: Dodici ore
- Episodio 4: Stallo
- Episodio 5: Alla ricerca della risposta
- Episodio 6: Test Drive
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