The incredible story of Bob, the Rector of Tycoon Yale University  

Bob prese il coraggio a due mani, le sole in suo possesso –  era nato in una famiglia povera – ed entrò nello studio ovale titubante. Le sue mani sudavano visibilmente. Per poter varcare quella soglia, impenetrabile ai più, era stato perquisito fino al midollo dagli gli addetti alla sorveglianza, due bodyguard che, senza tanti complimenti, lo avevano rivoltato come un calzino e palpeggiato per tutto il body, parti molli comprese. 

Il Presidente non lo degnò di uno sguardo, assorto com’era nel fissare una mosca che, senza autorizzazione preventiva, si era posata sulla massiccia scrivania in ciliegio. L’insetto, ignaro del grave rischio che stava correndo, si avvicinò alla mano sinistra del tycoon decretando a sua insaputa la propria condanna a morte. L’esecuzione non tardò ad arrivare, con una mossa fulminea e senza bisogno di un ordine esecutivo, l’altra mano presidenziale, quella dell’estrema destra, si calò sulla mosca spiaccicandola senza pietà, come fosse un parassita europeo.

Il colpo secco fece tremare il mobile scuotendo la sua naturale immobilità. 

«OH YEAH!» Il grido di soddisfazione del Presidente. «I am invincible!» 

Bob rimase impietrito, mille pensieri gli frullavano in testa, uno particolarmente stupido. 

«Who are you?»

«I am Bob, Mr. President. Mi chiamo Bob anche al contrario.» Ecco il pensiero stupido.

«Ottima osservazione, Bob.» Il Presidente, abbozzando un mezzo sorriso di compiacimento, lo osservò da capo a piedi mettendo il povero Bob in un comprensibile stato di soggezione; lo faceva di default per dimostrare il rapporto di forza, sempre squilibrato a suo favore. Un comportamento per niente equilibrato il suo, d’altronde, da qualche tempo stava dando segnali poco rassicuranti sul suo stato di salute mentale che, secondo il giudizio di numerosi psichiatri, erano caratteristici di uno squilibrato.

Bob si sentì piccino piccino, era lì al suo cospetto e non poteva più tirarsi indietro. Novello Davide, affrontò il Golia dello studio ovale schiarendosi la voce con una caramella balsamica, una Golia alla menta.

«Mr. President, tempo addietro le ho inviato una e-mail per farle una proposta, non so se ha presente.»

«Aspetta un momento» lo interruppe il Presidente con voce perentoria. «Sì, adesso ricordo. Ti ho fatto convocare perché ho trovato la tua proposta indecentemente originale. Spara! Dai! Sono tutt’orecchie.»

«Ecco, Mr. President, il mondo sta cambiando velocemente, grazie soprattutto alle sue politiche lungimiranti. In nome di questo nuovo corso, le vorrei proporre un nuovo corso, di laurea. Gli studi classici ormai sono obsoleti. Com’è obsoleta la parola obsoleto. Basta con le lingue morte, si abolisca lo studio del latino e del greco, ovviamente quello antico.

Nel terzo millennio non c’è più spazio per i filosofi, i ragionamenti complessi non interessano più a nessuno; la comunicazione deve essere veloce, non importa se sono delle fake news. Il popolo, come lei ben sa, è bue e anche asino. Oggi l’Università deve guardare al futuro. Proporrei un corso di laurea di grande attualità e al passo con i temp—»

«Dacci un taglio, Bob, o boB» l’interruppe bruscamente il Presidente. Non ho tempo da perdere in chiacchiere, vai al sodo.

«Certamente, Mr. President. Ho pensato che questo corso di laurea potrebbe aiutarla nella formazione del personale dirigenziale della sua amministrazione, motivo per cui l’ho formulato scegliendo le materie di studio più conson—»

«Conso che?»

«Dicevo, scegliendo quelle più vicine alla sua sensibilità.» 

«Così mi piace, Bob. Dai, elencamele.»

Bob prese la sua valigetta nera, una di quelle famose perché utilizzabile nell’arco di tutta la giornata, una 24 ore, per intenderci e, dopo averla aperta, estrasse un foglio A4 piegato in due, iniziando a leggerlo da solo.

POPULISMI E CONTROLLO DELLE MASSE 

Corso di Laurea – Durata: Triennale

– Tecnica oratoria applicata alle diverse forme di comunicazione, dal megafono ai social media

– Populismi: storia e analisi critica

– Semplificazione delle complessità: modelli mentali

– Rudimenti di inglese per la stesura di un testo elementare di facile comprensione e di breve durata (massimo tre righe) 

– Fake news, post violenti e sessisti. Metodi di riconoscimento e applicazioni pratiche                 

– Utilizzo del turpiloquio come forma normale di confronto 

– Tecniche psicanalitiche finalizzate alla rimozione del sentimento naturale di vergogna

POPULISMI E CONTROLLO DELLE MASSE  

Corso di Laurea Magistrale – Durata: Biennale

– Diffamazione sistematica: analisi dei meccanismi

– Capri espiatori: ricerca e applicazioni 

– Psicologia delle masse e manipolazione della realtà mediante l’utilizzo di quella “aumentata” per ogni forma di menzogna, falsità e calunnia 

– Utilizzo sistemico dell’Intelligenza Artificiale in ogni ambito, lecito e illecito

– Approccio metodico all’uso della propaganda

– Arte affabulatoria: nozioni e applicazioni 

– Tecniche di bullizzazione, cyberbullismo e ricerca delle vittime

Il Presidente lo ascoltò con interesse, un 80% iniziale che si ridusse a quasi zero per colpa di quelle palpebre che, vista l’età, si erano calate senza permesso.

«Mr. President, che ne pensa?»

A quella domanda il Presidente spalancò gli occhi.

«It’s fantastic! I like it. Fonderemo una nuova università sulle ceneri della Yale, una Yale presidenziale, la chiave del successo.»

Bob sorrise, entrando definitivamente nelle grazie del Presidente.

«Grazie, Presidente. Che ne dice se la chiamassimo Tycoon Yale University?»

«Ottima idea, io ci aggiungerei il mio nome.»

«Come desidera.» 

Il Presidente, visibilmente compiaciuto, alzò il pollice della mano destra come un imperatore romano. 

«Mi raccomando, Bob, vedi di ammettere solamente i rampolli dell’élite. Per avere la chiave Yale, in oro massiccio e con la mia effigie, dovranno sganciare cash cinque milioni di dollari.» 

«Sarà fatto.» Bob annuì con un cenno del capo, che il capo apprezzò.

«Bob, ti nomino Rettore della nostra, mia Università» rimarcando l’aggettivo possessivo. «Noi due faremo degli ottimi affari. Io di sicuro.» I suoi occhi dimostravano piena soddisfazione, quello era un buon affare, lui aveva occhio per gli affari.

Bob aveva conquistato il Presidente. Poi un’idea, ma quale idea*? Un’idea fantastica lo illuminò all’improvviso, un’idea che ammiccava al narcisismo spocchioso del Presidente. 

«Come primo atto pensavo di assegnarle una laurea honoris causa, decida lei la motivazione che preferisce, cosa ne pensa?»

«Penso che sei un grande, con me farai una carriera magnifica, so già che tiferai e ti farai in quattro per me. Ecco, ti chiamerò Bob a 4.» 

Bob aveva capito l’antifona, d’altronde, lanciarsi con uno slittino su di una pista ghiacciata gli era sempre piaciuto. Nella vita per avere successo bisogna cogliere le occasioni al volo, anche rischiando l’osso del collo.

*Pino D’Angiò

 

 

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Discussioni

  1. Ciao Fabius, bravo come sempre, per la tua abilità nella satira che, peró, stavolta é meno divertente del solito, se penso che la realtà potrebbe superare persino questa narrazione, solo in parte frutto di fantasia. In parte é già pseudopolitica vera. Poveri noi.

  2. “Bob si sentì piccino piccino, era lì al suo cospetto e non poteva più tirarsi indietro. Novello Davide, affrontò il Golia dello studio ovale schiarendosi la voce con una caramella balsamica, una Golia alla menta.”
    😂 😂 😂

  3. “L’esecuzione non tardò ad arrivare, con una mossa fulminea e senza bisogno di un ordine esecutivo, l’altra mano presidenziale, quella dell’estrema destra, si calò sulla mosca spiaccicandola senza pietà, come fosse un parassita europeo.”
    Non posso dire questa frase mi ha fatto ridere perché purtroppo somiglia tanto alla nostra terribile realtà. Peró mi ha colpito come aempre per la tua arguzia.