tonTo combina guai!

Serie: RACCONTI DA QUARANTENA - SECONDA PARTE


Nel tiepido mar Adriatico, tra le coste d’Abruzzo e la lontana Croazia al di là della sconfinata azzurra massa d’acqua, viveva stabilmente un banco di tonni. Agili, veloci, si muovevano sinuosi tra le correnti d’acqua, correvano saltando in superficie o inabissandosi nelle profondità scure.

Il mare era casa loro, e vivevano felici e contenti. In tanti.

Capo tonno era forte e robusto, conosceva tutte le correnti, le zone migliori dove far scorta di cibo, i luoghi da evitare, i predatori da cui scappare e i luoghi di villeggiatura dove potersi concedere una vacanza.

Il vecchio tonno, consigliere del capo branco e saggio anziano del gruppo, ormai cieco, insegnava ai piccoli tonni le cose più importanti della vita. Raccontava le storie dei bei tempi passati, mettendo in guardi i cuccioli dai pericoli che il mare nasconde. Cercava, infine, di farli crescere moralmente retti e con sani principi.

Le femmine tonno, le più belle tra i pesci, curavano la casa, si occupavano della crescita dei piccoli e quando potevano, controllavano il perimetro dell’area in cui si trovavano, sceglievano con quali alghe abbellire gli scogli, rendevano più vivibile lo spazio e l’ambiente. A loro, l’importante compito di non lasciare mai incustodito il loro…ehm…diciamo….villaggio.

I maschi tonno, invece, agguerriti e ben addestrati, dovevano fare la ronda e difendere il resto del branco, scacciare i pericoli e procurarsi il cibo; molti di loro, ahimè, nel desiderio di conquistare le giovani esemplari con gesti virili e potenti, si distraevano e finivano preda di qualche altro animale, o del più temibile uomo.

Tra i piccoli, che andavano a scuola e studiavano a come diventare tonni di qualità, c’era però il piccolo Tommy, non di certo famoso per il suo intelletto. Era un esemplare minuto, molto carino, ma tonto.

Non riusciva proprio a capire nulla di quello che accadeva, sembrava vivere in un mondo parallelo, tutto suo, dove la logica veniva ribaltata e dove niente aveva senso.

Gli altri animali gli volevano bene, anche se spesso la loro era più compassione.

A volte gli amici si innervosivano perché quel suo atteggiamento era ridicolo, fuori luogo, inadeguato.

Alcuni adulti, invece, lo guardavano come un peso per il branco, incapace di cacciare, di proteggere, di controllare…

Ma lui voleva solo fare il tonno. 
E anche se non sapeva bene cosa volesse dire, era sicuro che ci sarebbe riuscito.

La cosa più importante al mondo,

è seguire la propria natura 
e mettersi al servizio degli altri.

(Picasso)

Serie: RACCONTI DA QUARANTENA - SECONDA PARTE


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