Tradimento in streaming
“Pensa solo che non ti farò altro per cinque giorni” le dice il suo amico salernitano Rocco posto in ginocchio tra le sue gambe.
Il suo aereo è arrivato qualche ora prima all’aeroporto “Saint-Exupéry” di Lione. Per poco ha rischiato di perdere il volo in partenza da Barcellona per possesso di metallo nelle sue Dottor Martens nere. Gliele hanno fatte togliere, ma continuava a suonare. È stato spogliato in un ufficio a parte: pantalone jeans Levis, camicia bianca con cravatta nera, occhiali da vista, iPhone. Niente, non hanno trovato niente.
A Lione ha dovuto aspettare più di un’ora il pullman che l’avrebbe portata da Miriam a Chambéry.
Arrivato lì, non c’è lei ad aspettarlo: è in super ritardo per sistemare il mini appartamento di Rue des Violettes in cui vive sola da quando il suo ragazzo, Alberto, se ne è tornato in Italia dopo l’ennesima litigata. Si è portato via anche il suo iPad e la chitarra con cui suonava musica anni ’90.
Prima di uscire Miriam fa un ultimo controllo davanti allo specchio: capelli lunghi castani tirati su con una matita, kajal nero su tutta la palpebra per contrastare le occhiaie da notti insonni, vestitino nero con pizzo semitrasparente, quello delle grandi occasioni e dei suoi adorati concerti metal. Due gocce di Rescue Remedy per smorzare l’ansia di aver invitato un altro in casa sua.
Rocco passa il tempo a ticchettare le cinque dita, una dopo l’altra, sul manico del suo bagaglio a mano. Con l’altra mano inserita nella tasca dei jeans trova una moneta da un euro e prende il suo primo caffè francese della macchinetta. Per poco non vomita.
Le manda un messaggio su FaceTime perché si è stufato di aspettare.
Arriva lei, di corsa, anche se le sembra di camminare su una nuvola: il suo amico di Erasmus non lo vede da quella volta a Napoli in cui le ha offerto un caffè e un bacio sotto al sole: entrambi bollenti. In sospeso era rimasta la promessa di andare avanti il prima possibile. E lei ha aspettato il suo compleanno per invitarlo.
“Scusa Rocco. Mi farò perdonare” fa lei mettendosi sulla punta dei piedi per baciarlo. Prende il suo iPhone e scatta una prima foto della loro “reunion”.
A casa di lei si poggiano su un tavolo che fa anche da scrivania per mangiare un pasto veloce. Lei vuole restare leggera per i “movimenti” a venire.
“Ci vediamo un film?”.
“Ok, che proponi?”.
“Aldo, Giovanni e Giacomo. Non si sbaglia mai con loro”.
Mentre Così è la vita scorre sul Mac di Miriam, tra una risata e l’altra, lui la avvolge in un abbraccio in cui lei non può fare a meno di accomodarsi. Sta per baciarlo. Un dubbio l’assale: avrà disconnesso il suo account Apple dai vari dispositivi?
Ma Rocco è già sopra di lei.
La bacia mettendo tutta la lingua e comincia a toccarla ovunque. Sembra avere mille tentacoli. Le sbottona il vestito, le prende subito un seno con la mano e lo tira fuori per leccarle il capezzolo già turgido. Con l’altra mano le sta già spostando il perizoma.
“Ti sei già bagnata…”, le sussurra all’orecchio. “Sei pronta?”.
Nemmeno il tempo di rispondere che lui scende pian piano tra le sue gambe. “Pensa solo che non ti farò altro per cinque giorni” e, dopo aver alzato il vestito, toglie con una sola mano il perizoma e comincia a leccargliela. Le alza le gambe e gliele piega, così da avere tutto il piacere femminile a sua disposizione. Quando Miriam comincia a gemere ancora più forte, Rocco risale su, si sbottona i jeans e Miriam rimane a bocca aperta. Non ne aveva mai visto uno così grande.
Lui lo inserisce tutto senza trovare opposizioni, tranne gli ultimi centimetri che restano fuori.
“Non ti preoccupare, per ora resto così. Giusto il tempo che ti abitui”.
Miriam si dimena sotto di lui, è troppa l’eccitazione anche se lui sta fermo, le si stanno aprendo le labbra come mai era successo prima.
“Dimmi che vuoi”.
“Scopami”.
E Rocco non se lo fa ripetere due volte, stavolta entra tutto e mentre lei sta perdendo l’equilibrio perché sul bordo del divano, lui la rigira e la penetra da dietro. Poi la porta delicatamente a terra e dopo qualche minuto di gemiti, le dà uno schiaffo sulla chiappa proprio nel momento giusto. Lei viene. Lui anche.
La mattina dopo la musica su Apple Music è cambiata, ma non l’ha messa lei. Forse ci avrà pensato Rocco. Strano che ascolta gli Oasis. È lui che le ha suscitato la passione per il metal.
Davanti allo specchio Miriam vede il suo viso rinato nonostante la stanchezza: sebbene il kajal si sia sbrodolato su tutte le ciglia inferiori, non ci fa caso. Sente che sarà una bella giornata di relax.
Bussano alla porta, lei non aspetta nessuno.
Sull’uscio semiaperto Alberto non parla, la guarda soltanto.
Tiene in mano l’iPad, aperto su FaceTime dove è visibile un messaggio inviato da un certo “R. Erasmus”:
“Sto alla stazione di Chambéry. Quando arrivi? Ho voglia di te”.
Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Erotico
Brava. Hai mescolato il tutto fino a ottenerne una sostanza narrativa molto ben amalgamata. Le scene erotiche non sono volgari, il che non è poco.
Grazie Francesca!
Scorre veloce, ti porta dentro la serata di quei due e ci resti volentieri. C’è chimica vera tra Miriam e Rocco, la senti. E poi Alberto sulla porta con l’iPad aperto ti gela il sorriso in faccia. Finale perfetto, di quelli che ti lasciano lì a fissare il vuoto.
Grazie mille sono contenta che hai visto in questo racconto lo spirito esatto che volevo raccontare!
Un racconto dal tono vivace e irriverente, dove sei davvero brava a mescolare ironia, desiderio e quotidianità con ritmo rapido e cinematografico.
La tua scrittura è frizzante, piena di dettagli contemporanei e dialoghi naturali, capace di costruire una scena sensuale ma anche leggera, fino a un finale sorprendente che ribalta l’atmosfera con una punta di divertita beffa narrativa.
Grazie mille, mi fa veramente piacere questo commento 🙂
Bella la nota di freschezza che porti sulla piattaforma 🙂
Grazie 🙂
D’effetto, proprio d’effetto
Grazie 🙂
Quel R. Erasmus finale mi ha ricordato tutti i vari Piera Estetista o Saro Calcetto messi nella rubrica sperando che l’IPhone aperto non ci freghi…ma il messaggio alla fine è inequivocabile, non c’è molto da salvare…
Interessante racconto. Sarebbe bello un seguito.
Grazie per il tuo commento! 🥰 penserò a un seguito allora!
Sono felicissimo di vederti qui cara Eva… come sai leggerti è sempre un piacere. Brava!
Grazie 🙏 anche per me è un piacere ritrovarti e leggerti anche qui!