Tutti i giorni tutti i giorni tutti i giorni

Serie: L'angolo di Sandra


“Vieni al corso di colpi di sole con me, anche se in effetti siamo quasi tutte donne e qualche gay, non so se può aiutarti.”
“Per come sono messa adesso mi va bene conoscere anche delle donne, non sopporto più nessuno dei miei amici.”
“Farò finta di non aver sentito…”
“Esclusi i presenti, ovvio… ”  fisso la tazza che precedentemente aveva contenuto del cappuccino ”…anche se da quando sei fidanzata non riesco più a vederti.”
“Fidanzata è una parola grossa, è solo la passione iniziale dai! Come resistere ad “un uomo tutto muscoli che fa il carabiniere e ti chiama galeotta?”
Rido, ma credo che io riuscirei a resistere.
“Ora devo andare, alle 10,30 ho un appuntamento, per fortuna.”
“Come vanno le finanze?”
Mangio l’ultimo pezzo di croissant scaldata nel fornetto elettrico, il cappuccino l’ha preparato Nives con la sua macchina da bar (regalo di un suo vecchio fidanzato barista), mentre saltello su un piede per mettermi le scarpe. La luce nonostante siano i primi giorni di primavera arriva prepotente, ma non durerà, è prevista pioggia.
“..insomma, siamo al minimo, potrei fare di più, dovrei inventarmi qualcosa, magari appoggiarmi a qualche associazione per cerare qualche gruppo di ascolto, non so… non c’è niente che mi sembri davvero una buona idea.”

Oliviero entra nel mio ufficio, è giù di morale, nella seduta precedente si è solo presentato: ha cinquantatrè anni, lavora da venti nella stessa azienda, nello stesso ufficio. Ha una moglie e un figlio ormai grande, non mi ha duetto altro, forse è stufo di prendere decisioni, o insicuro, ricordate la storia della porta? Oppure quando non sapeva se mettersi sul divano o sulla sedia… ma magari era solo un po’ intimorito dalla situazione nuova, mi ha detto che non c’era mai andato da una psicologa.

Eccolo questa volta intravedo la sagoma oltre il vetro, mi avvicino, apro:

“Buongiorno signor Oliviero”

Si siede sul divano, è passata più di mezz’ora e non ha fatto altro che raccontarmi del figlio, che pare sia un normale ragazzo per altro. La moglie non è presente nel quadro al momento.

“Quando era piccolo Ivan, ogni tanto, per esprimermi il fatto che c’erano tanti giorni mi diceva “Papà ma io devo andare a scuola tutti i giorni tutti i giorni tutti i giorni??” …e io un po’ lo capisco, a volte i giorni sembrano troppi, tutti uguali, infiniti…in questo periodo mi viene spesso in mente quella frase tutti i giorni tutti i giorni.”

Forse ci siamo.

“Beh il fatto di avere tanti giorni dovrebbe essere una risorsa, per lei il problema è più l’avere tanti giorni o il fatto che siano tutti uguali, o magari c’è un’altra chiave di lettura, proviamo a capire.”

“Forse è il lavoro il problema, mia moglie dice che dovrei cambiare lavoro così avrei una nuova sfida davanti, dice che sono depresso perché non ho più stimoli.”

La moglie fa psicologia spicciola, ma tutto sommato potrebbe averci preso, scarabocchio sul taccuino.

“E lei invece sta bene sul suo posto di lavoro?”

“Si mi sento tranquillo e sicuro e la cosa mi rassicura, ci sono già tanti problemi nella vita, lei crede che dovrei cambiare?”

“Se dovessimo capire che il problema risiede sul lavoro si, ma per il momeno non trovo sbagliato il ragionamento che ha fatto, un posto rassicurante per contrastare il caos esterno. Mi racconti però com’è una sua settimana tipo, lei dice che i giorni sono tutti uguali, vediamo se è vero…”

“Mi sveglio alle 8, mi lavo, faccio colazione, poi vado a lavoro in macchina, ci metto circa 20 minuti, parcheggio al mio posto ed entro in ufficio, lì archivio le pratiche e rispondo alle mail, poi dall’una alle due pranzo al bar che c’è all’angolo con il mio collega Marco, poi rientro fino alle 18 e torno a casa, guardo un po’ di tv mentre Luisa cucina, di solito guardo dei quiz, dopo cena lavo i piatti, e se non sono troppo stanco guardiamo un film.”

“Questo il lunedì, nella settimana ci sono delle variazioni?”

“Mmmh, no, il sabato andiamo a trovare i genitori di Luisa, e io leggo un po’ nel pomeriggio, la domenica invece sistemo a casa e lavoro un po’, poi a volte vado a vedere la partita con Marco.”

“Ha del lavoro arretrato?”

“No ma mi piace essere tranquillo e portarmi un po’ avanti.”

“Ha qualche passione? Qualche hobby oltre al calcio?”

“Una volta mi piaceva andare in palestra, ma ho smesso perché dovevo accompagnare Ivan a logopedia quand’era piccolo e poi non ci sono più tornato..”

“M..”  Oliviero mi interrompe.

“Mi sembra che niente abbia senso, tutti i giorni sono uguali, il fine settimana va un po’ meglio ma il fatto che sia sempre tutto uguale, non so mi sembra che niente abbia senso, forse ha ragione il punto non è il fatto che ci sia tanto tempo ma che questo tempo sia tutto uguale!”

Guarda nel vuoto Oliviero, è arrivato il momento dei compiti a casa, prendo carta e penna.

“Bene pensiamo a una cosa diversa da fare ogni giorno per questa prima settimana, anche cose piccole, qualcosa che le faccia piacere fare che possa migliorare la una giornata anche per il resto è tutta uguale.”

Oliviero mi guarda, lo vedo che non è convinto. Tentenno un po’ anche io.

“Domani è giovedì perché non prova a cambiare bar per pranzo a lavoro? è possibile farlo?”

“Si, ma perché dovrei farlo, mi trovo bene in quel bar?” 

“Anche solo per avere qualcosa da raccontare di nuovo a sua moglie, potrà valutare se rifarlo, se non ne vale la pena, se alternare, si crea nuove possibilità.”

“MMh, e poi?”

Serie: L'angolo di Sandra


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