Tutto qui – Arturo –
Quel pomeriggio pioveva.
Una pioggia insistente, senza violenza, di quelle che non ti impediscono di uscire ma ti tolgono la voglia di farlo. Così la mia solita escursione è rimasta un’idea appesa vicino alla porta, come lo zaino che non ho preso.
Per sbaglio – o forse no – ho messo una playlist su YouTube.
Le playlist di YouTube sono strane: non scelgono davvero al posto tuo, ma nemmeno ti lasciano completamente libero. Partono da ciò che hai ascoltato di più, da quello che ti è già familiare, come se volessero dirti tranquillo, sei a casa. Poi, piano piano, iniziano a spostare i mobili.
A volte mi piace metterle.
Soprattutto nei giorni in cui mi sento libero. O meglio: nei giorni in cui il mio solito treno di pensieri rallenta, lascia qualche vagone indietro, e mi permette di guardare fuori dal finestrino.
Le metto quando ho la testa libera.
Non vuota – quella non lo è quasi mai – ma abbastanza silenziosa da poter ascoltare davvero.
Il meccanismo è semplice: all’inizio partono pezzi che conosco, che mi piacciono, che mi tengono agganciato. Poi la musica sfuma, cambia pelle, e ti propone qualcosa di nuovo che però non ti è estraneo. È come incontrare uno sconosciuto che, inspiegabilmente, ti sembra di conoscere da tempo.
Quel giorno, dopo una serie di brani familiari, è partito un pezzo di Pino Daniele.
Pino lo conosco.
Fa parte di quel patrimonio emotivo che dai per scontato, come certe strade o certe voci. Ma Terra mia non l’avevo mai ascoltata davvero. O forse non ero mai stato nel momento giusto per farlo.
I primi accordi mi hanno fermato.
Non nel senso di stupirmi.
Nel senso di trattenermi.
C’era malinconia.
Non quella che ti piomba addosso quando stai male, ma una malinconia quieta, profonda, come un fondale che non avevo intenzione di esplorare e che invece si è lasciato vedere.
Non avevo quella sensazione addosso.
Eppure, ascoltando quelle prime note, l’ho riconosciuta. E quando succede, non puoi far finta di niente. Così non ho cambiato canzone, non ho fatto altro. Mi ci sono immerso.
E lì – senza grandi rivelazioni, senza epifanie – me ne sono innamorato.
Di una canzone.
Di un pomeriggio di pioggia.
Di quel momento preciso in cui non stavo scappando da nulla.
E… niente.
Tutto qui.
Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
La musica, quella giusta, non ti stupisce: ti chiede di restare, di aprire la mente e lasciare entrare le emozioni.
Sono quei momenti in cui siamo in pace con noi stessi, soddisfatti di ciò che siamo. Mi piace.
“Non vuota – quella non lo è quasi mai – ma abbastanza silenziosa da poter ascoltare davvero.”
Le teste che apprezzo!❤️
Grazie. Davvero. 🙏
Empatia al 100%
Mi hai toccato.
Con le parole, col tono, col ritmo.
Ciao
Grazie Pasquale, Questo conta. 👍