
Una classica giornata
Serie: Genderosamente Amanda!
- Episodio 1: Pre(s)(t)entazione.
- Episodio 2: Una classica giornata
STAGIONE 1
Il sole si innalzava nel cielo riscaldando la città di Fetia come fosse una lasagna in forno. Ad Adam venne fame osservandolo. Si accese una sigaretta pur consapevole che ciò non avrebbe alleviato la voglia di cibo, alimentata dal fatto che non si fosse ancora alzato dal letto. Effettivamente avrei potuto riassumere il tutto semplicemente scrivendo “Adam si svegliò e si accese una sigaretta”, ma oggi mi sentivo particolarmente di indole romantica-onnivora. Comunque, tornando alla storia.
Adam si vestì. Sentiva i vestiti coprirlo quasi a soffocargli l’anima, d’altronde è pur sempre una ragazza bloccata in un corpo maschile, in questi casi bastano addirittura un paio di mutande per far sentire a disagio una persona. Sbadigliò maledicendo la propria tonalità di voce così tanto non femminile, ciò tuttavia fu solo l’antipasto in vista delle quindici bestemmie che tirò notando fosse rispuntata la ricrescita della barba. La vedeva un po’ come il parente fascista che si sopporta e si invita alle feste di famiglia solo perché si è parenti.
Non evito ulteriori commenti poiché non mi piace essere volgare (pubblicamente).
La tv era accesa ed il partito di destra La Corda continuava a seminare odio come un fornaio genera pagnotte, impastando farina di disinformazione con la finta limpidezza dell’acqua di…(scusate ho finito le metafore, il gatto mi è saltato sul cellulare mentre scrivevo questa parte).
Insomma decise di spegnere il televisore dopo aver udito i classici ritornelli de La Corda:
“Con Corda li scordiamo a casa loro”
O anche con
“Scordiamoli a casa loro”.
Oramai era divenuta così tanto banale la politica che sperava invano in un finale alla “Game of throne” ovvero…
Troverete il resto della battuta nei prossimi episodi, non voglio spoilerarvi niente. Per ulteriori curiosità, vi consiglio di ascoltare “Bruci la città” di Gianna Nannini.
Insomma torniamo ad Adam.
Finendo di vestirsi immaginò di udire la voce di Amanda, la futura se stessa.
Giusto per allungare questa storia…qualsiasi cosa essa sia.
Amanda: Dovresti smettere di fumare per iniziare la terapia ormonale un giorno.
Così l’immaginazione irruppe nella mente di Adam. Si immaginò nei panni di Frodo Baggins, sul Monte Fato con la sigaretta in mano e dietro di lui Amanda.
Amanda: Buttala! Gettala e distendi le ali come un piccione!
Adam: La placida via che intrapresi con la prima pose in me il germoglio. Ah che triste destino! Lasciar la dipendenza da ella per abbracciare quella che la notte mi tiene sveglio sperando invano di poter essere un giorno realmente me stesso! Cammino ardente esso fu e sarà!
Amanda: Cosa vuoi dire?
Adam: Posso distendere le ali per abbandonare essa, tanto dura dipendenza. Ma la domanda che mi sorge spontanea è: e se scoprissi di essere un dodo?
Si gettò nel monte fato con la sigaretta.
Tornando alla realtà.
Adam doveva prepararsi, quel pomeriggio avrebbe incontrato il suo ultimo ex. Decise di iniziare dalla parte più impegnativa: lo sterminio di ogni singolo pelo. Ceretta? No, troppa paura del dolore.
Adam: Senza offesa autore ma preferisco la crema depilatoria per la praticità. Non temo il dolore.
Non puoi darmi torto così pubblicamente in una storia di mia invenzione.
Così Adam si spalmò la crema sulle cosce, tuttavia starnutì e se la sbatté in faccia.
Adam: Ok, ricevuto. – disse pulendosi.
Dopo aver placato il mio complesso di Dio avvolto da un leggero disturbo di personalità narcisistica, decisi di terminare la depilazione di Adam. Comunque ricordiamoci che questo mondo immaginario è abitato da animali antropomorfi e che il protagonista è un coniglio, perciò non so perché l’ho fatto depilare…probabilmente solo per descrivere al meglio la drammaticità che vivono le ragazze transgender con i peli. Eterno oblio della disperazione.
Insomma Adam si finì di preparare, compresi trucco e vestito.
La parte più difficile fu andare in bagno.
Ovviamente non è una battuta. Mentalmente si sente donna perciò faticare per tentare di raggiungere standard di bellezza assurdi è semplice quotidianità, ma andare in bagno è quasi strano per lui.
Dunque finì di prepararsi ma la timidezza lo agguantò alle spalle bloccandolo, doveva raggiungere la casa del suo ex.
Nonostante gli 87° all’ombra mise un cappotto che lo copriva completamente. Raggiunse casa del suo ex con una tale velocità da far rabbrividire bolt, flash, superman ed i sessodipendenti di tutto il pianeta.
Ragazzi, le cose si fanno con calma sennò che gusto c’è! Ovviamente mi riferisco alla corsa di Adam, andare lento probabilmente lo avrebbe aiutato a superare la propria timidezza. Il lato positivo è che non notò i manifesti del Congresso dei Tori. Una setta a sostegno dei no vax, della famiglia tradizionale, dei terrapiattisti e fan di… (completate voi lettori a vostro piacimento).
Insomma giunse alla residenza di Guglielmo, un giovane ed aitante puledro dalle sembianze umane. Aveva addominali scolpiti e…non so, onestamente si mise con lui per questo. Il resto è irrilevante.
Adam entrò lanciando il cappotto sul gatto del ragazzo per distrarlo. Aveva un vestito nero e lungo, era truccata come la classica ragazza goth.
Guglielmo: Stai bene, ma sei troppo femminile. Sai come la penso, preferisco i maschi…
Amanda: Stai diventando peggio del finale di Lost…
Guglielmo la prese. I due si abbracciarono baciandosi intensamente. Sentiva le braccia di lui invillupparla di dolcezza. Si morse le labbra estasiata.
Poi successe la tragedia. Il ragazzo le sfiorò le gambe e sentì il proprio corpo muoversi. La sua tanto odiata parte maschile era ancora lì. Si ammutolì.
Guglielmo: Cos’hai?
Amanda: Io ci provo ad essere me stessa. A germogliare dalla natura che non ho desiderato e di cui non mi sento parte. Essere una rosa che fuoriesce da una corteccia non è facile. Posso mettere tutti i petali che voglio e curarli nonché colorandoli in modo da essere il più possibile me stessa. Riflesso di ciò che sono interiormente ma non ancora esteriormente. Tuttavia come faccio a rimanere estasiata dall’essere me stessa se solo lasciando andare un petalo percepisco di essere semplice apparenza. Come posso amare se non sono riuscita a vivere neanche un giorno? Respirare aria dal corpo che sento di avere ma non ho.
Il ragazzo la osservò qualche istante. Non disse nulla. La baciò.
Fine secondo episodio.
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- Episodio 2: Una classica giornata
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