Una regola da imparare

Serie: La regola del cavaliere


1. Mi chiamo Alfred. Ho quattordici anni. Qualche settimana fa ho trovato Excalibur in soffitta. Okay. Poi scopro che mio nonno e la sua amica (che credevo svitata almeno quanto lui) sono due cavalieri della Tavola rotonda.

Ragazzi, vi assicuro che non c’era niente di strano nei cereali della colazione!

2. Galaad e Gwinn. Al secolo, mio nonno e la signora Thompson! Mentre cercavo di mettere assieme questi due semplici concetti, lui continuava il suo racconto. Al mio fianco, stranamente silenziosa, Jess ascoltava.

-Una volta costituito l’esercito segreto dei cavalieri, furono forgiate le spade. Excalibur era una di queste. Durlindana, Sumarbrander, Dyrnwyn, Clarent, la spada di Mordred e tante altre.

-Ma sono i nomi di spade che appartengono ai miti e alle epopee di tanti popoli antichi! – esclamò Jess in un soffio. La guardai: aveva gli occhi accesi e lucidi di una bambina di fronte ad una bella favola. Trasalii: soltanto in quell’istante mi accorsi che anche lei indossava la stessa uniforme di Gwinn. Eh già: lei ed io facevamo squadra: era il mio scudiero!

Intanto il nonno continuava.

-Grazie alla tecnologia sviluppata per le macchine da guerra intelligenti, potemmo fare un ulteriore passo avanti: il cavaliere e la spada potevano lavorare in simbiosi l’uno con l’altro, indipendentemente, ma anche con l’intervento di un terzo (lo scudiero, appunto). Grazie alla tecnologia degli anelli questa figura sarebbe stata in grado di apportare un equilibrio alla simbiosi, per fare in modo che mai la macchina potesse prevalere.

-E a quale punto di questa storia salta fuori il pazzo psicopatico che vuole la mia spada?

-Le leggende su Artù soprannominano Mordred come “il traditore”.- intervenne Jess.

Il nonno annuì. Fu la volta della signora Thompson di prendere la parola.

-Mordred ci tradì tutti. Fu alla morte del fratello.

-Ma questa è un’altra storia. – l’interruppe lui.

Gwinn si schiarì la voce e riprese.

-Già. Assunse il controllo della sua spada e del relativo anello. Dopodiché cercò di impossessarsi delle spade dei suoi amici… dei suoi fratelli. Artù perse la vita a causa della sua inesauribile sete, ma riuscì a scagliare Excalibur in un vortice quantistico, mettendo l’arma fuori dalla sua portata.

A quel punto, avevo le idee un po’ confuse: dovetti intervenire.

-Scusate. Vada per la spada e l’anello. Ma le mani sono soltanto due… Cosa se ne farebbe delle altre? Le userebbe a seconda dell’occasione… Una per ogni giorno della settimana… Cose così?

Il nonno scoppiò in una sonora risata.

-Le spade hanno la capacità di combinarsi, di fondersi l’una nell’altra, complementando le proprie caratteristiche.

-Come i Power rangers?

-In un certo senso. – rispose, soffocando un’altra risata. Evidentemente l’associazione doveva essere particolarmente ridicola. Ma non riuscivo a coglierne la comicità.

Alla fine si calmò.

-Il tempo stringe e voi dovete tornare da Mordred. Vi dobbiamo aggiornare sopra un paio di cosette, ancora.

-Mordred ha già trovato un altro nostro compagno. Ha eliminato lui ed il suo scudiero e assorbito il potere della loro spada, Dyrnwyn.- disse Gwinn.

-In cosa consiste questo potere?- chiese Jess.

-La lama è in grado di prendere fuoco durante il combattimento.

-Utile per combattere d’inverno.- commentai, -Oppure se incontrasse Darth Vader!

Quest’ultima uscita mi guadagnò una gomitata nelle costole da parte di Jess.

-Jessica, troverai nella memoria dell’anello un database completo aggiornato con i dati di tutte le nostre spade.- aggiunse la signora Thompson.

-Un’ultima cosa, ragazzi. Noi cavalieri abbiamo una semplice regola.

Fu la volta di Gwinn di interrompere.

-Se la devono guadagnare. In battaglia.

Il nonno assentì.

Era giunto il momento di tornare.

Alle nostre spalle si spalancò l’ingresso al tunnel quantistico.

L’aria si caricò di elettricità.

-Venite anche voi?- domandai, mentre nel cuore mi risuona a o ancora quelle strane parole di mio nonno e di Gwinn: esisteva una regola per i cavalieri. Una regola da guadagnare in battaglia!

-Siamo una squadra.- fu la risposta.

Andrea Savio

Serie: La regola del cavaliere


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Ciao Andrea, finalmente i cavalieri della tavola rotonda hanno fatto ritorno! Ho gradito il riassunto iniziale, mi ha permesso di entrare fin da subito nel racconto. Ora ai tuoi eroi non rimane che sconfiggere Mordred e fare squadra! 😀