Uniti per l’eternità

Serie: Hanetsuki


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Ormai per i nostri protagonisti è arrivato il momento finale, quello in cui inizia la vita insieme.

Aoi partecipava attivamente all’organizzazione del suo matrimonio.

“Me ne posso occupare io.” Le disse sua madre, che era l’incaricata ufficiale di ogni evento e non era abituata ad avere qualcuno tra i piedi.

“Posso darvi una mano, fare presenti alcune cose che il mio futuro sposo potrebbe gradire.”

“Come se fosse importante.” La donna scosse la testa. “Cosa vorrebbe? Una carneficina?”

“Potrebbe essere.” Scherzò lei. “Madre, sarebbe possibile avere delle decorazioni azzurre che raffigurano il fluire di un fiume? E poi al banchetto non può mancare la carne di cervo!” Quei dettagli erano importanti.

“Che razza di idee sono?” Venne da dire alla donna. “Certo, sono meno malvagie di quelle che ti sono venute in mente nell’ultimo anno… E sia, ma non intralciarmi Aoi. Sei la sorella del daimyo, nessuno dovrà avere nulla da ridire sulla festa delle tue nozze, ne va del mio onore. Quindi ora vai a provare l’abito da sposa e lasciami fare.”

“L’abito da sposa…” Ripetè la giovane. Non avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe stata felice di indossarlo. Chissà se con quel vestito addosso avrebbero concepito il loro primogenito? Sicuramente provare non avrebbe portato a nulla di male.

~⋅~

Vari banchetti di festeggiamento venivano tenuti prima del matrimonio, come feste ad anticipare la festa principale. Nagatsuna era seduto al tavolo a parlare con i capi dei suoi territori, guardando di tanto in tanto Kiyo e Momoe che ballavano.

“Siete davvero fortunato, mio signore Matsumoto, ad avere al vostro fianco due ragazze tanto allegre.” Gli disse uno dei suoi ospiti, intercettandone lo sguardo.

“Lo sono.” Annuì lui. “Non vedo la vostra Miyabi.”

“Purtroppo è venuta a mancare dopo un lungo periodo di malattia. Mi dispiace aver mancato le vostre feste, ammetto che il motivo era il dispiacere per averla persa.”

“Posso comprendere.” Se avesse perso Kiyo ne sarebbe stato distrutto.

“Ora però mi sento pronto per cercare una nuova donna ad allietare il mio fianco.”

Il daimyo lo guardò per un attimo. Era sposato, lo sapeva bene, e con lui aveva una sola concubina. Era padre di due figli piccoli che ogni tanto vedeva corrergli intorno. Uno della moglie e uno della precedente concubina.

Mentre pensava, il suo sguardo cadde sulla sorella e su quel samurai, entrambi partecipavano ai banchetti insieme, il loro matrimonio era diventato ufficiale e non era strano vederli vicini. Forse troppo vicini per essersi appena conosciuti. Eppure sembravano felici. Anche lui si sentiva felice, come non era mai stato davvero prima. Era possibile essere felici solo in due? Qualcosa gli diceva di sì.

“Se non è un problema per voi, potete prendere Momoe.” Propose allora al signore al suo fianco. Era sicuro che a Kiyo non sarebbe dispiaciuto separarsi dall’amica, anzi a conoscerla le avrebbe fatto piacere rimanere l’unica per lui.

~⋅~

Il giorno del matrimonio era stato benedetto dal sole che splendeva nel cielo terso. Gli invitati si stavano godendo lo splendore dei giardini del palazzo. Non era stato possibile recuperare in tempo la sala delle cerimonie, l’inizio dei lavori di ristrutturazione del vecchio castello stavano richiedendo tutta la manodopera possibile. Nonostante l’insolita location, era un allestimento degno del rango che Aoi occupava.

Il daimyo Nagatsuna, che avrebbe celebrato l’unione, era particolarmente sfarzoso nel suo abito cerimoniale, ma quel giorno Kyoudai non era da meno. Non aveva mai indossato niente di tanto pregiato in vita sua. Anche Kiyo poteva sfoggiare una veste cucita per l’occasione. A mancare era solo la sposa.

“Non c’è nemmeno nostra madre, ma che stanno combinando?” Borbottò spazientito Nagatsuna.

“È un matrimonio, staranno organizzando. Non siate ansioso.” Cercò di calmarlo la sola concubina che gli era rimasta.

“Devono aver già organizzato, ormai sarebbe tardi per fare altro!”

“Arriva!” L’urlo della madre che arrivava trafelata verso l’altare venne accolto da tutti con un sospiro di sollievo.

Dopo qualche minuto arrivò anche la nobile Aoi nel suo abito nuziale a sfondo bianco con dei grandi fiori rosso sangue. Le due serve che la scortavano fecero fatica a star dietro al passo veloce della ragazza, che fece un inchino veloce al fratello prima di raggiungere il samurai e dargli una spiegazione del ritardo.

“Perdonami, non ne voleva andare una giusta oggi! Si sono rotti ben due fermagli, lo crederesti possibile?”

“Che sfortuna.” Rispose lo sposo, ridendo con poca serietà.

“Siete bellissima, vostra grazia.” Sorrise Kiyo.

“La tipa qui ha ragione, sei bellissima.” Fece eco Kyoudai.

“Grazie, Kiyo. Anche voi lo siete.” Replicò Aoi.

“Non ne potete parlare dopo? Gli ospiti aspettano te.” Fece notare il daimyo.

La sorella fece una smorfia prima di girarsi verso Kyoudai. “Sei bellissimo vestito così.” E gli ospiti avrebbero aspettato!

La cerimonia ebbe luogo davanti all’albero sacro, dove i due sancirono la loro unione con promessa di fedeltà e devozione da parte della sposa e di protezione e prosperità da parte dello sposo. Rimasero mano nella mano per tutto il tempo, uniti in quell’attimo come lo sarebbero stati per l’eternità.

Nagatsuna e la madre si avvicinarono alla coppia mentre gli altri ospiti si allontanavano per recarsi al banchetto.

“Alla fine ce l’abbiamo fatta.” Sorrise alla sorella.

“Chi l’avrebbe mai detto che per farmi desiderare di essere una brava moglie, mi sarebbe servito…”

“Un buzzurro?” Chiese Kyoudai assottigliando lo sguardo.

Aoi sorrise scuotendo la testa e concludendo la frase nel modo in cui voleva farlo. “Un samurai.”

Serie: Hanetsuki


Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Amore

Discussioni