Uniti

Serie: Nel Buio della Notte Terza Stagione

I progressi di Nicolas gli permisero di ottenere più libertà: poco alla volta l’attività fisica lo rese più autonomo e sicuro. Le scale cessarono di essere il suo incubo peggiore: riusciva a salire e a scendere senza avvertire alcuno sforzo.

Nei suoi pensieri “l’incidente” occupava sempre meno spazio. Johnny continuava a vivere nella piccola clinica alle porte di Casper e i medici erano contenti dei progressi ottenuti: entro un anno la famiglia si sarebbe riunita sotto un unico tetto.

Giunta l’estate, Nicolas prese l’abitudine di andare ad acquistare il pane per Marianne. Gli piaceva svegliarsi il mattino presto. I genitori avevano allentato la stretta vigilanza adottata nei primi mesi dopo le dimissioni, per lui il motivo di tutto quello spavento era un mistero, e approfittava dell’aria fresca per passeggiare in assoluta tranquillità. Le strade non erano ancora animate dai mezzi di trasporto e lasciavano spazio agli appassionati di jogging.

La panetteria distava pochi isolati. Poteva camminare con passo spedito, ma preferiva adottare un’andatura lenta che gli permetteva di osservare il mondo attorno a lui.

Si era assunto un altro piccolo dovere quotidiano. Dopo aver salutato John, in partenza per il lavoro, portava la spazzatura nei bidoni sul retro assicurandosi che il coperchio fosse ben fissato. La popolazione di gatti selvatici era aumentata scatenando il malumore generale.

Ci ripensò mentre controllava che il contenitore fosse ben chiuso, sorrise. Con il ritorno dei gatti il ristorante cinese aveva iniziato ad acquistare una buona clientela. Anche John si era convinto a cenare al China Town, offrendo a Marianne la palma della vittoria.

L’attenzione del ragazzo fu attratta da un rumore soffocato: un picchiettio regolare, cadenzato, che sembrava provenire dal capanno degli attrezzi.

Incuriosito, Nicolas si diresse verso il piccolo magazzino. Mentre si avvicinava, iniziò a comprendere che i battiti seguivano una sequenza ben definita. Un colpo, due colpi… ”sì”, “no”.

Il cuore iniziò a battergli forte, ma non ebbe paura. Non sarebbe scoppiato.

Senza rendersene conto percorse i pochi passi che lo separavano dalla meta di corsa. Dietro il capanno trovò il corpo riverso di Moo.

Soffocò il gemito salito spontaneamente alle labbra, chinandosi su di lui senza badare a non sporcarsi. La domenica prima John aveva mosso la terra lungo il perimetro della siepe, concimandola per dare nutrimento agli arbusti.

«Moo… Moo…» Gli circondò le spalle con le braccia, cercando di sollevarlo. Il suo Orso Tibetano era ridotto male. La pelliccia gli pendeva flaccida dal corpo magro, solcata da lunghi squarci che lo dilaniavano ovunque.

Ricordò le ferite che Johnny aveva inferto a Marianne e nel confronto gli sembrarono poca cosa. Marianne aveva sanguinato copiosamente, rendendo la scena terribile ma viva. Da Moo non sgorgava alcun liquido: se non avesse ricambiato il suo sguardo con gli immensi occhi gialli colmi di dolore, Nicolas avrebbe pensato di sorreggere un cadavere.

Le ferite al petto erano le peggiori. Erano state allargate, tanto da esporre l’anatomia interna.

Nicolas iniziò a piangere lasciando che le lacrime bagnassero la carne lacerata. Una mano di Moo salì, afferrando la sua: la portò sul lato sinistro dello sterno, appoggiandola sopra lo squarcio peggiore.

«Uoore… angiaa…»

Nicolas lo fissò inorridito, certo di non aver compreso la sua richiesta. Moo non aveva mai manifestato la capacità di articolare suoni tanto complessi.

Pronunciando ogni parola con immensa sofferenza, la creatura ripeté nuovamente la sua supplica. La sua voce si fece una specie di fischio stridulo che colmò d’angoscia il ragazzo. Un suono simile allo stridio di unghie affilate colte a graffiare la superficie liscia di una lavagna.

«Uoore… angiaa, uoore… angiaa, uoore… angiaa.»

«Va bene… Sì.»

Il suono cessò, all’improvviso com’era venuto. Le labbra di Moo si tesero in una smorfia orrenda lasciando scoperti i denti. Nicolas ricordò: un sorriso. Moo, stava sorridendo.

Morì in quel modo, chiudendo gli occhi gialli per sempre.

Nicolas attese alcuni minuti, spaventato. Neppure l’esperienza vissuta mesi prima l’aveva preparato a quell’orrore. Avrebbe voluto sfogare il suo dolore urlando contro il cielo, ma sapeva di non poterlo fare. Ancora una volta, doveva dominare le sue emozioni.

Aveva fatto una promessa.

Posò Moo a terra, accorgendosi che la sua mano ancora giaceva sul petto dilaniato. La introdusse con cautela nello squarcio incontrando una massa coriacea ancora calda. Fingendo di trovarsi nel laboratorio di chimica, estrasse un piccolo pezzo di colore nero di consistenza grumosa. Sembrava parte di un muscolo e Nicolas sperò di non essersi sbagliato.

Dubitava di riuscire a immergere nuovamente la mano dentro Moo. Nonostante l’amore che provava per lui, non sarebbe riuscito a portare a termine una nuova esplorazione.

Avvicinò il piccolo pezzo nero alle labbra chiudendo gli occhi. Una volta nel palato gli trasmise una sensazione vaga, anonima. Trovò la forza di masticare quel frammento granuloso: gli ricordò il gusto dell’acqua salata che aveva deglutito da piccolo, durante l’unica vacanza che aveva trascorso con la sua famiglia sulla costa dell’Oceano Pacifico.

Spossato, posò le spalle sulla siepe dietro di lui: rimase seduto volgendo lo sguardo al cielo, chiedendosi cosa fare.

Una strana tensione si fece largo in lui, obbligandolo a chiudere gli occhi. Il cuore, il suo, iniziò a battere con un ritmo insostenibile mentre un lampo abbagliante gli riempiva il cervello.

I suoi sensi si espansero facendogli perdere il confine del proprio corpo. Aveva sentito alcuni coetanei vantare esperienze simili dopo aver fumato qualche sigaretta di marjuana rubata ai fratelli maggiori.

Nicolas, istintivamente, seppe che nessuna droga poteva trasmettergli le sensazioni che si stavano impadronendo di lui. Sentì chiaramente le pupille dilatarsi, il suo sangue pompare a una velocità spasmodica. Ingenuamente, paragonò l’esperienza a quella descritta nei fumetti dei supereroi. Il suo corpo era immerso nella catarsi.

Gli servirono pochi secondi, il tempo di prendere possesso delle informazioni che stavano investendo il suo sistema nervoso come una pioggia di meteoriti.

Quando Nicolas riaprì gli occhi, la Conoscenza era in lui.

***

Nicolas giustificò il ritardo con una piccola deviazione al parco. Consegnò il sacchetto di pane fragrante alla madre, schioccandole un bacio sulla guancia con lo slancio tipico di quando era bambino.

Marianne non commentò il suo comportamento bizzarro. Si morsicò la lingua per non chiedergli ragione dei jeans sporchi di terra e della felpa allacciata alla vita.

Era da tanto tempo che non lo vedeva così energico: sembrava “brillare”.

Nicolas trascorse il pomeriggio con Ron contando le ore che lo separavano dal sorgere della luna: lo attendeva un compito gravoso.

Giunta la notte attese l’ora più buia. Quella in cui Moo era solito portarlo fuori, caricandolo sulle spalle. Lo guidò il suo nuovo istinto. Aprì la finestra della camera senza alcun timore: i suoi genitori non si sarebbero svegliati.

Scese lungo il muro come un ragno: ora gli impercettibili appoggi fra i mattoni, le piccole incrinature, gli apparivano chiaramente. Messi i piedi sull’erba si affrettò verso il capanno.

Aveva nascosto Moo sotto gli attrezzi da giardino, all’interno di un grande sacco nero utilizzato per raccogliere i rami dopo la potatura degli arbusti.

Lo trascinò all’esterno portando con sé la pala. Scavò la buca nel luogo in cui aveva trovato Moo, nello spazio che divideva il capanno dalla siepe perimetrale. Gli bastò raggiungere la profondità di un metro e mezzo ammassando il corpo nel poco spazio che richiedeva.

Ricoprì tutto con cura, certo che papà non avrebbe lavorato il terreno per almeno un mese. A Nicolas bastava una sola settimana per scongiurare il pericolo: il corpo di Moo si sarebbe decomposto in fretta, lasciando solo cenere.

Inviò una silenziosa preghiera al suo “orso tibetano”. Moo, viveva in lui.

Serie: Nel Buio della Notte Terza Stagione
  • Episodio 1: Il Luogo Grigio
  • Episodio 2: Il Piccolo Principe
  • Episodio 3: Estasi
  • Episodio 4: Divisi
  • Episodio 5: La Grande Battaglia 
  • Episodio 6: Uniti
  • Episodio 7: Epilogo
  • Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Fantasy, Horror

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    Discussioni

    1. Ciao Micol… Complimenti… Sono in lacrime… Non mi aspettavo questo finale. Mi ero affezionato a Moo, ma è un degno finale di una serie sublime, meravigliosa, sognante, laddove la fiaba si tinge di dark per poi dare la consapevolezza al piccolo Nicolas che sarebbero rimasti uniti per sempre, uniti nel “Cuore”… Mia cara, è una storia che merita davvero le migliori fortune?, grazie per averla condivisa con noi, con me… Grazie di cuore❤️ un abbraccio!

      1. Ciao Tonino, non hai idea di quanto ho pianto io ? Ti ringrazio per l’appoggio che mi dai sempre, sono felice che le mie storie riescano ad emozionarti anche perché so che sei sincero e prendi a Cuore le mie creature ?

    2. “Il suono cessò, all’improvviso com’era venuto. Le labbra di Moo si tesero in una smorfia orrenda lasciando scoperti i denti. Nicolas ricordò: un sorriso. Moo, stava sorridendo.Morì in quel modo, chiudendo gli occhi gialli per sempre.”
      Mi hai commosso Micol… Sto piangendo… Non può finire così… ?

    3. “«Moo… Moo…» Gli circondò le spalle con le braccia, cercando di sollevarlo. Il suo Orso Tibetano era ridotto male. La pelliccia gli pendeva flaccida dal corpo magro, solcata da lunghi squarci che lo dilaniavano ovunque.”
      Ho la pelle d’oca, commovente?

    4. Che finale da brividi! Non mi aspettavo una cosa simile, sai? Davvero brava!
      Poi quando ho letto la frase “Gli servirono pochi secondi, il tempo di prendere possesso delle informazioni che stavano investendo il suo sistema nervoso come una pioggia di meteoriti.” è stato sublime! Ottima e degna conclusione (ne siamo sicuri?) di una serie che mi ha tenuto incollato per bene allo schermo! Sei sempre una garanzia, la tua scrittura merita tanto. 🙂

      1. Ciao Giuseppe, questo in realtà non è l’ultimo episodio. Per chi ha seguito la vicenda fino a qui, si chiude il cerchio. Nell’epilogo Nicolas ci mostrerà uno scorcio del suo futuro. La fine? Mah… chi può dirlo 😉

    5. Micol il tuo finale è coerente e molto bello, ma avrei preferito un altro finale, sono sincero.
      Però hai ottenuto il tuo intento perchè mi sono commosso, bravissima. I miei più sinceri complimenti

      1. Ciao Alessandro, lo so che ora mi odi 😉
        La storia in fondo si reggeva sul cardine del Cuore condiviso e quest’ultimo atto riunisce ogni piccolo istante della serie e di questa particolare amicizia

    6. “Inviò una silenziosa preghiera al suo “orso tibetano”. Moo, viveva in lui.”
      ❤️ non c’è l’icona della commozione, questo brano mi ha veramente “toccato”

      1. Te l’ho anticipato, mentre scrivevo questo episodio piangevo come una fontana

    7. Ciao Micol, avevi detto che avrei odiato la conclusione di questa serie, invece l’ho adorata! Personalmente avrei evitato la seconda parte, arrivando solo a “La Conoscenza era in lui”, ma si tratta solo di un’idea dettata dal mio stile di scrittura. Nulla che va a intaccare la bellezza del rapporto tra Nicolas e Moo.
      Mi hai emozionato, e per questo ti ringrazio.?

      1. Ciao Dario, sono contenta che tu mi abbia accompagnata fino alla fine del viaggio. La seconda parte, in realtà, è funzionale all’epilogo: quello che odierai!!! 😀 😀 😀