Vanni

Serie: IL GIUDICE (L'inganno dell'evidenza)


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Giada accetta l'invito a cena dei colleghi. Nel ristorante, seduto a un tavolo con una donna, rivede Fabio: l'uomo che anni prima aveva causato la morte di sua sorella. Eppure, lui sembra non riconoscerla.

Dopo due giorni Andrea fu dimesso e tornò a casa. Girò la chiave nella serratura, entrò e si guardò intorno. Accese il televisore per sentirsi meno solo.

​«Sempre la solita solfa: le vacanze, l’abbronzatura e il mare, che non affoga tutti ‘sti stronzi che ci vanno solo per mostrarsi. Ecco la pubblicità… gli abbronzanti, le creme con il filtro solare, l’acido ialuronico… a qualcuno ci metterei quello solforico.»

​Aprì il frigo.

«Questo è ammuffito, questo è scaduto… non c’è un cazzo e mi tocca uscire. Che faccio? Prendo la moto e metto il casco? No, mi squaglio, e poi non posso entrare al supermercato così. Devo arrangiarmi con latte a lunga conservazione e biscotti. Dopo faccio scorte on line. Era meglio l’ospedale, qui sono murato vivo. Però stasera, con il buio e il fresco: moto e casco, mi faccio consegnare una pizza al volo e poi via ai colli, lontano da tutto.»

​Desiderava uscire, ma il caldo, l’afa e le giornate lunghe lo ostacolavano. D’inverno gli era possibile camuffarsi e non attirare l’attenzione: bastava una felpa con cappuccio, una sciarpa a coprire la parte inferiore del viso e la frangia sulla fronte. Poteva guardare le ragazze e, quando queste facevano tra loro qualche apprezzamento sul suo fisico, toccava il cielo con un dito.

​La gente gli metteva ansia, il sentirsi osservato lo feriva. Non erano solo le risatine o le cattiverie gratuite a farlo sentire diverso, ma anche la gentilezza forzata ed esagerata. Per questo adorava il suo datore di lavoro: un vecchio scorbutico, a volte persino maleducato, ma che trattava tutti allo stesso modo. Era solo. Senza amici.

​E così, tutto il tempo libero lo passava in chat per l’illusione di un contatto umano. Andrea era un programmatore di computer e sapeva come utilizzarli. Aveva diversi profili social, anche femminili e tutti falsi; usava anche malware Trojan. Tutto ciò gli era utile per le sue piccole vendette verso i colleghi che lo prendevano in giro. Gli uomini prima li irretiva — lui sapeva esattamente cosa un altro uomo vorrebbe sentirsi dire — poi fissava un appuntamento dove, ovviamente, non si presentava nessuno e il giorno dopo godeva nel vedere la delusione sui loro volti. E le donne, qualcuna l’aveva fatta quasi innamorare, per poi sparire nel nulla. Ci sapeva fare con le parole e le usava come armi.

​Bussarono alla porta. Guardò dallo spioncino. Era Vanni: il suo vicino di casa.

“Ecco, lo sapevo, mi mancava il vecchio prossimo alla morte che accumula punti per il Paradiso salvando mostri… adesso dovrò pure ringraziarlo…”

​Sbuffò e aprì. Il suo vicino reggeva una pentola da cui usciva un odore che aprì una voragine nello stomaco del ragazzo.

«Buongiorno Andrea, disturbo?»

«No, perché dovrebbe?»

«Sai, stamattina mi sono cimentato con una ricetta vista in TV e volevo un tuo parere. Alla tua età le papille gustative sono tutt’altra cosa… se prendi un piatto te ne verso due belle mestolate, altrimenti vieni da me… così mi fai un po’ di compagnia.»

«Ma no, si accomodi e mi dia la pentola. Due minuti e apparecchio qui.»

​Andrea, vedendo quelle premure, si vergognò delle ironie fatte sul vecchio.

“Poveraccio, pur di vedere se stavo bene si è messo a cucinare anche per me… a volte sono proprio uno stronzo. La vita è stata ancora più stronza conciandomi così, ma lui che c’entra. Anzi.”

​A tavola Vanni cominciò a parlare del più e del meno, senza accennare all’accaduto. Andrea lo interruppe:

«Vanni… volevo ringraziarla per tutto quello che ha fatto per me… spezzatino compreso.»

Rise.

«Non mi devi ringraziare… anche tu avresti fatto lo stesso.»

«Certo… ci può scommettere.»

«L’importante è che tu adesso stia meglio.»

«Questo è il punto… io non sto meglio, ho ottenuto solo di farmi guardare con più pietà… forse lei non può capire.»

​«E invece capisco benissimo. Anch’io ho pensato di farla finita dopo la morte di mia moglie. Mattia allora… studiava all’estero e io sentivo un silenzio e un vuoto fuori e dentro di me. Tutte quelle persone che mi facevano le condoglianze mi infastidivano, mi rammentavano che adesso ero solo… e io invece non volevo accettarlo. Pensa che quelle poche volte che vedevo qualcosa di bello, per un istante pensavo: “Lo devo raccontare ad Anna” e subito dopo ricordavo che non c’era più. Poi passano gli anni e, vuoi o non vuoi, ti rassegni, ma ancora oggi mi succede di stare sul punto di chiamarla per qualsiasi sciocchezza. Certe persone non si possono sostituire e quello che è stato non lo puoi cambiare. Tu però sei giovane: non sarà il toccasana per tutto, ma significa avere più tempo. E con il tempo tutto può cambiare, soprattutto la scienza.»

​Andrea lo ascoltava, poi decise di confidarsi:

«In ospedale un chirurgo plastico mi ha proposto di operarmi. Dice che sarà un percorso lungo… ma ci sono speranze che io acquisti un aspetto accettabile.»

Vanni sorrise e lo afferrò per il braccio scuotendolo con forza.

«E allora che aspetti?»

«Forse ho paura di una delusione.»

«Ti capisco, ma non puoi buttare via un’occasione così importante.»

«Sì, ha ragione.»

«Adesso devo andare, ho un appuntamento con il dottore. Tu riposati e pensa al da farsi.»

«Va bene, signor Vanni.»

​L’uomo rise e puntò l’indice verso il ragazzo.

«Guarda che mi arrabbio se continui a chiamarmi “signor Vanni” e a darmi del lei. Chiamami solo Vanni… mi sento più giovane così.»

​Quel vecchio aveva ragione: non poteva nascondersi per sempre. Accese il PC e simulò la ricostruzione del suo viso con AI. 


Sorrise e annuì. La speranza stava spazzando via la paura: doveva fare quegli interventi. Lo comunicò al suo titolare che ne fu contento: «Bravo, però ricordati che qui sei sempre ben accetto, in qualunque stato sarai. In bocca al lupo.»

​Poi respirò profondamente e chiamò Giada.

«Buonasera dottoressa, sono Andrea… ho deciso: voglio operarmi.»

«Finalmente, allora ti aspetto domani alle otto in studio.»

​Era stupito dalla disponibilità della dottoressa. Lui non era un parente, né un amico. Pensò di cercare i profili social di Giada Ferrari.

​“Chi sei mia bella Pigmaliona? Lo fai per la carriera o ‘perché i ciliegi tornino in fiore’? Ok, questo è il suo profilo professionale con le foto dei suoi miracolati: sorbole! Ok, quest’altro profilo ha l’ultimo post del 2011.”

Continua...

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Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Concetta, attraverso i pensieri di Andrea sei riuscita a far capire bene come si senta, diviso tra le prese in giro e l’orrore che suscita negli altri da una parte e l’ esagerata gentilezza di alcune persone dall’altra. Lui vorrebbe solo essere trattato come una persona qualunque e ha tantissima rabbia dentro.
    Il dialogo con Vanni è la parte che ho apprezzato di più, lui è davvero un bel personaggio.
    Alla luce di quello che hai rivelato, sospetto che Andrea fornirà un aiuto a Giada per mettere in atto la sua vendetta.
    Continuo ad apprezzare ed essere incuriosita dalle varie vite che si intrecciano in questa storia, brava!

  2. Vanni che si inventa una ricetta per bussargli alla porta senza farlo sentire un caso umano. E Andrea che si vergogna delle cattiverie pensate un minuto prima. Tutto il racconto sta in quello spezzatino e in quel “chiamami solo Vanni”. Poi accende il PC, simula il suo viso nuovo, e chiama Giada. Tre gesti, una vita che ricomincia. Bravissima Concetta.

  3. Ciao Concetta, Vanni mi è sembrato come un raggio di sole in un momento di buio.
    Andrea, sembra stia per fare un passo importante verso la sua rinascita.
    Sono curioso di sapere come continuerà…

  4. Si chiarisce e si definisce l’ambiente umano in cui vive Andrea, con la presenza quasi materna di Vanni a prendersi cura di lui. Non solo, ma ne metti in luce anche un’intimo desiderio di vendetta, sebbene si limiti a dispetti tutto sommato innocui.
    È evidente che Andrea si sente offeso dal dileggio di cui è vittima ma, nello stesso tempo, è a disagio e forse anche un po’ arrabbiato per la pietà che sa di suscitare in che gli è più vicino. Può darsi che riesca a venir fuori da tutto ciò attraverso
    l’intervento chirurgico, e in questo senso la decisione di operarsi è già in sé stessa un passo verso la liberazione dal rancore e dalla solitudine; d’altra parte la sua vicenda è solo uno dei fili nella trama piutrosto complessa di cio che racconti e vedrò come si intreccia con gli altri.
    Mi sembra comunque significativo- a meno che io non sopravvaluti questo elemento – che, mettendo,in atto le sue beffe attraverso internet, si finga una donna, se ho ben ben capito, quando sceglie come vittime gli uomini.,
    Grazie Concetta, un caro saluto.

    1. Ciao Francesca, per Andrea fingersi donna in chat potrebbe essere semplicemente il modo più facile per agganciare gli uomini e minare la loro sicurezza. Come hai intuito, il cyberbullismo è solo una parte di questa storia. Grazie di cuore per il commento. Un caro saluto.