venerdì 10 gennaio – parte 2

Serie: Polvere gialla


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Arrivo nella base segreta per nuove rivelazioni.

Il comandante (si è rivelato essere tale) mi ha spiegato molte cose.

Esistevano molte specie di quel fiore in giro per il mondo e nessuno ne conosceva l’esistenza perché erano molto rari.

Nel secolo scorso, in Brasile, nella foresta amazzonica, quando cominciò la deforestazione intensiva, degli operai furono contagiati all’incirca come Vito. Alcuni di loro non erano stati più ritrovati. Sugli altri era stata trovata la sostanza giallognola simile al polline, ma con effetti sedativi e allucinogeni.

«Come si spiega la sensibilità alla luce?» ho chiesto curioso, mentre il comandante mi conduceva in giro per la base.

«Di solito, questi fiori crescono in zone dove il sole non arriva mai, come caverne o grotte. Non hanno bisogno di luce perché sono piante carnivore. Forse avrà notato dei moscerini sulla pianta che ci ha portato» feci di sì con la testa, ma in realtà non avevo avuto il tempo di notare quel particolare «la pianta ha sviluppato una sensibilità alla luce che gli permette di espellere il polline con la possibilità di contagiare degli altri esseri. In realtà, anche solo toccando i petali succede la stessa cosa.»

Mi ha anche spiegato che, molto probabilmente, la pianta ha sviluppato la sensibilità alla luce quando è entrata in contatto con gli esseri umani e il fuoco. Secondo gli studi che hanno fatto negli anni, questo è l’essere vivente che si è evoluto più velocemente.

«Qual è il motivo per cui tenete nascosta la sua esistenza?»

«Non la teniamo nascosta. La pianta è comparsa anche su alcuni articoli scientifici. Preferiamo non divulgare la sua esistenza perché potrebbe diventare una nuova droga. Inoltre, ha anche delle proprietà curative non indifferenti.»

Il comandante mi ha condotto davanti alla cella, semibuia, dove si trovava Vito. Sembrava tranquillo, ma si muoveva da una parte all’altra come annusando l’aria. Su vari punti della barriera di vetro, che ci separava da lui, c’erano delle macchie gialle.

«Il polline ha un periodo di incubazione di circa due giorni. Poi, non appena il soggetto viene esposto alla luce, passa alla fase due, che dura altrettanti giorni. La terza e ultima fase è la più pericolosa. Dobbiamo fare in fretta prima che il polline si diffonda troppo nel corpo. I nostri scienziati stanno già producendo il siero con la pianta che lei ha portato.»

«Cosa succede nella fase tre?»

«Terribile! L’abbiamo vista solo un paio di volte. Il corpo semplicemente esplode per via della grande quantità di fiori nati al suo interno. Inoltre, il soggetto diventa molto più contagioso. Già in questo momento, nel corpo del suo amico, ci sono dei germogli. Abbiamo notato che possiamo recuperare un po’ di tempo se teniamo il soggetto lontano dalla luce» il comandante mi ha guardato e ha notato che fossi preoccupato «Stia tranquillo! Non permetteremo che succeda.»

Mi hanno assegnato una stanza molto vicino a dove si trovava Vito. Il comandante mi ha detto che poteva aver bisogno del mio aiuto e, poi, mi ha lasciato libero. Ho utilizzato il telefono per chiamare mia moglie che è sembrata molto sollevata di avere mie notizie. Le ho spiegato tutta la situazione. All’inizio sembrava non credermi, ma quando le ho descritto il posto è sembrata tornare tranquilla e mi ha invitato a tornare presto.

Ho fatto un giro per la base, stranamente nessuno mi ha ostacolato. Era una struttura in cemento armato piuttosto grande, con molti corridoi e stanze di cui ignoravo l’utilità. Ogni tanto, mentre camminavo, udivo dei rumori strani. In quel posto c’era una tecnologia avanzatissima. Quelli che lavoravano al contagio della pianta, erano solo una minima parte delle persone dentro la base.

Ho incontrato uno scienziato in camice con i capelli rossi e barba dello stesso colore. Gli ho chiesto informazioni. Ha detto che aveva un po’ di tempo da dedicarmi.

«Sono un amico di Vito, il paziente contagiato dal fiore.»

«Ah, sì. Abbiamo ricevuto l’ordine di non ostacolarla. Stiamo lavorando al siero.»

Ho detto che lo sapevo già.

Mi ha condotto in un’area relax. La luce era più soffusa. C’erano dei distributori automatici, delle poltrone e dei tavoli. Ci siamo seduti in poltrona.

Lo scienziato ha detto di chiamarsi Ivan: di origini italiane a dispetto del nome e del colore dei capelli. Mi ha detto che ci sono molti laboratori del genere sparsi per il mondo, praticamente in ogni nazione. Poi, mi ha spiegato che ha fatto parte del gruppo che ha catturato Vito.

«Come avete fatto? Ha una forza non indifferente.»

«Abbiamo usato un potente sedativo. Purtroppo, aveva già contagiato vari individui, che sono stati ricoverati. Pensiamo di averli trovati tutti. Dobbiamo solo fare in fretta con il siero, ma non ci vorrà molto. Penso che entro domani mattina sarà pronto, se lavoriamo tutta la notte.»

«E se ci fossero altri fiori del genere sparsi per la regione?»

«Certo che ci sono!» sono rimasto interdetto da queste parole.

«Ma allora…»

«Non si preoccupi. Non ha pensato che Madre Natura a volte ci aiuti? La nevicata è stata provvidenziale. I fiori rimasti moriranno sotto la neve. Trovarli tutti e distruggerli: quello sì che sarebbe stato difficile» poi mi ha guardato in modo strano «Lei non lo sa vero? Il comandante non gliel’ha detto?»

«Cosa dovrei sapere?»

«La nevicata è stata provvidenziale. Alcuni individui sono esplosi un po’ più a nord e hanno contagiato molte persone. La neve ha fatto depositare il polline e ucciderà le piante rimaste. Ci siamo rifugiati qui perché siamo uno degli ultimi baluardi nella nazione.»

Non potevo credere alle mie orecchie.

«Non lo sapevo. Perché non l’hanno trasmesso in televisione?»

«Il governo ha deciso di prendere tempo. Domani avviseranno tutta la popolazione e trasmetteranno le immagini. Alcune nazioni, ormai, sono perse.»

Non sapevo che dire.

Abbiamo finito di bere le nostre bevande, dopo, io sono andato nella mia stanza, mentre Ivan è tornato al lavoro nel laboratorio.

Mi sono sdraiato sul letto, dalle labbra mi è uscito uno sbuffo di stanchezza. Praticamente non dormivo da due giorni. Mi sono addormentato quasi subito.

Serie: Polvere gialla


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Lo stile narrativo, con l’ esercizio, la lettura e qualche suggerimento, tutti noi possiamo migliorarlo, se siamo capaci di perseverare. La fantasia credo che nessuno possa darcela. E un autore con poca fantasia non credo che potra` mai diventare un vero scrittore di romanzi o racconti di natrativa. Questa dote, ho
    l’ impressione che a te non manchi; anzi… mi pare fervida.