
Il Regno di Zaria
Serie: Il Prescelto
- Episodio 1: Il Regno
- Episodio 2: Altri stimoli
- Episodio 3: Un arduo addestramento
- Episodio 4: L’inizio del torneo
- Episodio 5: Nel vivo del torneo
- Episodio 6: Il potere nascosto
- Episodio 7: La fine del torneo
- Episodio 8: Un nuovo inizio
- Episodio 9: L’imminente arrivo del male
- Episodio 10: L’inizio del sentiero
- Episodio 1: Incontri avvincenti
- Episodio 2: Scontro tra amici
- Episodio 3: Un ricordo triste
- Episodio 4: Una conclusione inaspettata
- Episodio 5: Alla ricerca della Zahra
- Episodio 6: Il Regno di Zaria
- Episodio 7: Un nuovo alleato
- Episodio 8: Il Ritorno
- Episodio 9: Fantasmi del passato
- Episodio 10: Mancanza di energie
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Varcarono il portone, così giunsero alla loro prima destinazione, iniziarono a correre, ad abbracciarsi tra loro, e a ridere, qualsiasi cosa attorno rendeva quel momento ancora più speciale di quanto già non lo fosse, a partire dalla forte brezza di vento che muoveva i lunghi capelli neri di Zeratrus, che addirittura si posarono sul capo calvo di Hexus, mentre i lunghi capelli biondi di Ventus infastidivano il volto di Oliver, infatti quest’ultimo pregò il giovane di legarseli, così fece anche Hexus con Zeratrus. Per non parlare del paesaggio mozzafiato che si osservava dall’entrata del regno. Il gruppo rimase a bocca aperta e con gli occhi spalancati alla sua visione, ovunque era verde, pulito, ampio, e vi erano qua e là diverse grandi cascate, con un acqua limpidissima, ma notarono un piccolo particolare, ossia l’estrema scarsità di abitazioni, anche se queste ultime, almeno all’esterno apparivano ai loro occhi, lucidi e sprezzanti di un misto tra gioia, eccitazione e stupore, piccole quanto meravigliose, erano interamente fatte di legno, qualcuna affacciava anche estese distensioni agricole, ed erano tutte di colori diversi e strutturate in modo simile nella loro semplicità risultavano esteticamente incantevoli. Quel paesaggio iniziale non deluse le loro aspettative, e avanzarono desiderosi di osservare qualche altra meraviglia e trovare lo scrigno contenente la Zahra e proseguire verso la prossima destinazione nota solo ad Oliver, come tutte le tappe a cui avrebbe condotto quella missione, ma nessuno sembrava interessarsi al motivo, così quest’ultimo lo teneva per sé. “Oli ma che dici se rimaniamo ancora un po’ di tempo in questo paradiso anche una volta ottenuta la pietra?” disse Hexus facendogli gli occhi dolci. “Oli? Non ti permettere di chiamarmi in quel modo ridicolo, comunque non esiste, ci siamo imbarcati in quest’avventura per una ragione molto valida, non possiamo rallentare per soddisfare i nostri piaceri, c’è qualcosa di molto più importante in gioco, e inoltre non bisogna sprecare neanche un secondo”. “Che antipatico!”. Poi si intromise Zeratrus, che si guardava attorno attentamente “Dove dovrebbe essere questo scrigno?”. “Come già vi ho detto precedentemente, ma a quanto pare non prestate molta attenzione, in un luogo oscuro, ad esempio una grotta, ma qualcosa non mi convince, questo luogo è fin troppo pieno di luce”. Camminarono per ore, ma avevano la sensazione di intraprendere continuamente lo stesso percorso, come se girassero in tondo, come se il regno fosse una sorta di pianeta piatto che portava sempre alla stessa destinazione, a quel bellissimo paesaggio floreale e sereno, proprio di un luogo ideale. Erano sfiniti, avevano percorso chilometri, e si gettarono a terra tramortiti. Ma proprio in quel momento, quando con il capo sul terreno guardarono il paesaggio con una prospettiva diversa notarono un particolare. Vi era uno strettissimo passaggio che portava sul retro della cascata, era abbastanza ambiguo, così decisero di controllare. Era così stretto che dovevano passare uno dietro l’altro, prestando cautela a non cadere verso il basso, anche se la loro salute non era compromessa, siccome l’acqua avrebbe attutito la loro caduta, ma comunque sarebbero stati zuppi e quandi avrebbero riscontrato maggiore difficoltà a procedere, inoltre avrebbero anche dovuto fare il giro per ritornare in quel preciso punto, insomma con questa loro riflessione gli conveniva non cedere. I due spilungoni ci riuscirono senza troppi problemi e gridarono delle parole indecifrabili, ora toccava ad Oliver, dietro di lui lo seguiva Ventus abbastanza tremolante, che trasudava di terrore guardando verso il basso. “Verso l’alto Ven, guarda in alto!” gli consigliò Oliver. Ma il giovane era quasi incantato, continuò ad osservare in basso come se guardasse il vuoto, come se le parole della persona accanto a lui non le avesse minimamente udite, completamente soggiogato dal momento. Così continuò ad avanzare con il sudore che scorreva da ogni parte del suo corpo e vacillando, poi ad un certo punto posizionó il piede in modo sbagliato, delle rocce non riuscirono a reggere, quindi lo stesso Ventus, se non fosse però per Oliver, che già accortisi del problema che turbava il giovane dal suo sudore e tremolio, istintivamente lo afferrò, fortunatamente era già riuscito a superare il passaggio, altrimenti le rocce non avrebbero mai retto e per loro non si sarebbe stata più alcuna possibilità di proseguire. Così si allungò per afferrarlo, e fu anche aiutato da Hexus e Zeratrus, che a loro volta tiravano sù Oliver per i pantaloni, fu molto complicato per loro a causa del notevole peso del compagno. Quindi Ventus riuscì a raggiungerli, ma improvvisamente si mise in ginocchio con lo sguardo rivolto verso il terreno, nel tentativo di trattenere le lacrime, che però fallì, non intendeva farsi vedere in quello stato, soprattutto da Oliver, non se l’avrebbe mai perdonato, tutti e lui in particolare avevano manifestato una profonda fiducia nei suoi confronti, ma sentiva di averli delusi, o che comunque lo avrebbe fatto in futuro. Le sue lacrime scorsero sul suo viso fino ad accarezzare l’erba rigogliosa del terreno, era impossibile non accorgersene, nonostante l’impegno del giovane di occultare quella scena. Così Oliver gli si avvicinò e lo aiutó a rimettersi in piedi, tutti evitarono di commentare. Dopodiché percorsero quello strano passaggio, ma ad un tratto, vi era una linea che delineava un confine, da una parte quello appena attraversato dal gruppo, ma oltre di esso l’erba rigogliosa scomparse, il terreno appariva in pessimo stato, ma non solo, tutto il paesaggio attorno divenne oscuro e angosciante. Da vero e proprio luogo paradisiaco si trasformò in un luogo privo di vitalità, di ogni forma di allegria e bellezza. Vi era la penombra, infatti impiegarono una fatica immane per osservare quello scenario, dovettero strizzare gli occhi, e dovevano continuare a farlo se avessero avuto intenzione di proseguire, così facendo si intravedeva la viscidità del luogo, una limitata visione sfumata del terreno, e anche toccando le diverse rocce, di un’unica forma particolare, ossia alta e spigolosa, da cui era composto, si poteva dedurre che fosse umido. Dunque, non vi era più alcun dubbio, lo scrigno era nascosto lì da qualche parte, era quello il luogo oscuro del regno. Così per possedere maggiori possibilità di riuscire a scovarlo, si divisero, da un lato Ventus ed Oliver e dall’altro gli spilungoni. Dinanzi al loro cammino si posero immediatamente due strade, una conduceva a sinistra e un’altra a destra. I primi due si addentrarono in quest’ultima, gli spilungoni a sinistra. Questi la attraversarono in corsa, come se fossero due bambini che si sfidano allegramente e ingenuamente in una gara di velocità. Furono i primi ad imbattersi nella propria strada, gli altri osservarono i due con bocca aperta e mano sulla fronte, sorpresi dalla loro immaturità. Dopo aver assistito a ciò, i due si scambiarono uno sguardo d’intesa ed iniziarono ad avanzare a passo lento verso la loro direzione, con le gambe tremolanti e il sudore che cominciava ad accarezzare la loro fronte, fino a toccare terra, addirittura si sentiva il gocciolio da esso causato, che si aggiungeva a quello provocato dalle rocce appuntite poste in alto. Finché tutto divenne completamente buio, inoltre furono anche percossi, improvvisamente, da un vento gelido, così il loro corpo ad ogni passo rabbrividiva sempre di più. Strizzarono ancora una volta gli occhi, ma niente, continuarono per un breve tratto in quelle condizioni. Ma poi si fermarono, erano impossibilitati a proseguire perché incepparono in un vicolo cieco. “Ora cosa dovremmo fare, papà?”. Oliver in silenzio tastó lo strato di roccia che gli impediva il cammino “A quanto pare niente, probabilmente abbiamo saltato un passaggio che ci avrebbe portato alla retta via, prendendo invece quello sbagliato, ma senza luce non c’è molto che possiamo fare”. Così Ventus infervorito sferrò un calcio alla parete di roccia, e all’improvviso sotto di loro si aprì una botola. I due scesero in un’altra stanza, sempre propria di quel luogo, ma molto più illuminata, e non riportarono danni perché caddero sui due spilungoni. “Ah chi è Zeratrus?”. “Ahi! non ne ho idea, non riesco a capire, sono ancora stordito dalla botta precedente”. ” Cosa? Hexu e Zeratrus? Che ci fate voi qui, se avete preso un altro passaggio?” disse Oliver. “Ehm, ci siamo messi a correre e ad un certo punto, non rendendocene conto siamo caduti e ci siamo ritrovati qui, siamo caduti da lì, dove vi è quella crepa” gli indicò Hexus. “Solo voi potete essere così sciocchi” commentó con una mano sul volto. ” Non vorrei interrompervi, ma chi è quella strana creatura dietro di voi?” aggiunse Ventus rabbrividendo. Così gli altri si girarono e notarono un essere viscido, che assumeva le sembianze di un insetto, ma enorme, che si mostrò dinanzi a loro in volo. Con un corpo grosso e corto, antenne cortissime, ed ali membranose sulla parte laterale del dorso, che erano più lunghe dello stesso essere, ma non troppo larghe, con un apparato boccale allungato, e un pungiglione costituito da tre parti articolate tra loro: lo stiletto, caratterizzato dalla punta affilata e due rilievi che corrono lungo la sua lunghezza, e le due lancette, ognuna provvista di un solco longitudinale e di una decina di dentelli, simili ad uncini rivolti all’indietro.
Serie: Il Prescelto
- Episodio 1: Incontri avvincenti
- Episodio 2: Scontro tra amici
- Episodio 3: Un ricordo triste
- Episodio 4: Una conclusione inaspettata
- Episodio 5: Alla ricerca della Zahra
- Episodio 6: Il Regno di Zaria
- Episodio 7: Un nuovo alleato
- Episodio 8: Il Ritorno
- Episodio 9: Fantasmi del passato
- Episodio 10: Mancanza di energie
La scrittura seminale, virginale, non controllata e ispirativa mi ha ricordato il beat-post Kerouac, il quale scrisse il primo “brainstorming” di Sulla Strada su un rotolo di cartagienica. Ti sprono a fare la stessa cosa, e mentre lo farai avrai un editing automatico (data dalla scelta delle parole giuste, non sprecarne une, scrivere gentilmente, con lentezza, per evitare di strappare la fragile carta igienica). Solo allora, secondo gli dei della Scrittura citati da Bukowski, il tuo racconto potrà vedere quella Luce che merita ma che è covata da vari strati di cenere letteraria che la oscurano.
Ti ringrazio per il messaggio, sono consapevole di avere una scrittura ancora immatura e sto cercando di migliorarla