Vita in apnea
Penso.
Ce la farò ad essere magra entro aprile?
Devo trattenere il fiato per troppo tempo, devo intraprendere un corso specialistico di apnea.
Si può vivere in apnea una vita intera?
Chissà se le persone magre hanno mai dovuto farlo. Rifiutare l’aria nei polmoni per non averla nella pancia. Che poi, mica è aria quella. È grasso adiposo. Non diamo la colpa alla miscela di ossigeno e anidride carbonica. Siamo noi che mangiamo, che non siamo felici e mangiamo. Pensi che quel pezzo di torta ti farà stare meglio, anzi ti fa stare meglio veramente.
La torta è buona, è dolce e ti fa male solo dopo, dopo che pensi che non l’avresti dovuta mangiare.
Devo smetterla di buttarmi nel cibo.
Alla fine non mangiare sembra facile.
In teoria, non è essenziale mangiare schifezze.
In pratica, se tolgo quello non trovo altro su cui buttarmi.
Ci sono le amicizie, ci sono, credo, altre cose. Ma, come ho detto, ho bisogno di quella cosa sicura, con la certezza di averla a quell’ora del pranzo o della cena.
Mi fa stare bene.
Non posso contare su questo.
Mi fa male.
Forse dovrei riconoscere che altre cose meritano la mia dedizione e desiderio ma ogni cosa diviene una dipendenza. Dipendenza d’amore, dalle persone, dalla palestra, o meglio, dal desiderio di non sentirsi in colpa.
Dipendenza.
Questa parola che ben determina il rapporto che ho io con le cose. Non ho fatto in tempo a parlargliene Dott.ssa. Avrei interpretato la parte della bulimica. Le avrei raccontato di quando ho cercato di vomitare quel hotdog alle medie. Così mi avrebbe messo in un’altra categoria di malati. Disturbo alimentare, disturbo ossessivo compulsivo, carenza d’amore, mal gestione dei rapporti sociali, piccoli traumi, problemi con i genitori.
Ha scritto questo nel suo taccuino Dott.ssa?
Le chiederei se fosse possibile prestarmelo quel taccuino, forse ne verrebbe qualcosa di bello. Potrei farlo divenire il nuovo Follia di Patrick McGrath.
É un problema che veda la psicoterapia come un’occasione per interpretare un personaggio di cui vorrei scrivere?
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Le tue emozioni mi sono arrivate dirette, anche per me il cibo ha spesso la funzione di tappare un buco dentro che non si può cucire.
“É un problema che veda la psicoterapia come un’occasione per interpretare un personaggio di cui vorrei scrivere? “
Assolutamente no. Scrivere è terapia
Ti fa stare meglio veramente. Ti fa male solo dopo, quando pensi che non avresti dovuto.
Devo smetterla, sembra facile, non è essenziale… ho bisogno di quella cosa sicura.
Mi ha stare bene… mi fa male.
Poche frasi ben piazzate per descrivere efficacemente la dipendenza. Brava, un lavoro che mi ha toccato.
Molto convincente questo racconto in cui rimescoli le carte, delizioso il finale. Ti seguirò con piacere.
Grazie mille!