Vuoi diventare ricco?

Al tempo dei possenti velieri che solcavano i mari governati da intrepidi capitani che viaggiavano verso l’ignoto, completamente dipendenti dai venti favorevoli e dalla precaria conoscenza della geografia e della navigazione, uno dei più grandi pericoli era l’attraversamento delle zone conosciute come “doldrums”, zone delle calme equatoriali.

Con una estensione di circa 30 gradi su ciascun lato dell’equatore, i doldrums sono soggetti a giorni, settimane, anche mesi di assenza totale di vento. Dopo una lunga e difficile traversata dall’Europa verso il Sud America, rimanere passivamente bloccati in una zona di calma equatoriale, senza lembi di terra in vista, e con le scorte d’acqua fresca della nave soggette a un lento stillicidio, era una situazione terribile e rischiosa per la vita stessa.

La storia e la leggenda ci offrono alcuni scorci affascinanti del potere del nostro pensiero e delle nostre convinzioni. A quei tempi nessuno aveva ancora scoperto come determinare la longitudine, sebbene la latitudine fosse facile da calcolare. Allora, se non vi era alcuna terra riconoscibile in vista, si poteva solo sapere in quale banda di latitudine ci si trovasse. Sapere dove si era esattamente, in quell’anello che circonda la terra era, a quei tempi, impossibile. Accadde una volta che un vascello giungesse alle coste del Sud America, lontano dalla vista della riva, le scorte di acqua fresca ormai terminate e con la morte che bussava alla porta. Poi, con quella che sarà sicuramente stata la vista più deliziosa che quei marinai potessero immaginare, una nave apparve all’orizzonte.

Quando la nave giunse a portata di voce, si levò una supplica:

“Acqua! Dateci acqua!” E la risposta fu: “Calate i secchi in mare.”

Sebbene i marinai non lo sapessero, erano immersi in un fiume virtuale di acqua preziosa e potabile che affluiva dalle foci dell’immenso Rio delle Amazzoni, che porta nell’oceano circa il 20 percento di tutto il gettito di acqua terrestre con una tale forza che l’acqua fresca (o appena salmastra ma potabile) arriva fino a 150 chilometri dentro l’Atlantico.

I marinai, morenti di sete, nei fatti PENSAVANO di essere rimasti senz’acqua, ma nella REALTÀ erano immersi in un – letteralmente – mare di abbondanza. Ciò che loro serviva era lì, a portata di mano, ma l’APPARENZA di scarsità e la loro CONVINZIONE di quella apparenza, minacciò di sopraffarli.

Avrebbero potuto morire – ed a molti accadde – credendo di non avere acqua mentre erano circondati dall’abbondanza.

In un libro del 1910 “The Science of Getting Rich”, Wallace Wattles scrive: “Ho detto che certe persone diventano ricche col fare certe cose in un determinato modo, e, per poterlo fare, devono diventare capaci di pensare in una determinata maniera. Il modo che una persona ha di fare certe cose è il risultato diretto di come questa persona pensa riguardo alle cose. Per fare le cose nel modo che tu desideri, devi acquisire l’abilità di pensare nel modo in cui vuoi pensare.

Questo è il primo passo per diventare ricchi. “E per pensare ciò che vuoi pensare, devi pensare ai FATTI, indipendentemente dalle apparenze.”

Non è difficile ricordare come Galileo Galilei cambiò il mondo guardando alle cose con una nuova prospettiva, scartando la convinzione prevalente che il sole ruotava attorno alla terra, fu in grado di vedere che l’opposto era, invece, la verità. La storia della scienza moderna è costellata da episodi di uomini che hanno pensato ai FATTI, alla verità, riuscendo a trovarla anche se sepolta da un mare di convinzioni, usanze, credenze, miti, leggende.

Tanti anni fa lavoravo per una società di autonoleggio, all’aeroporto di Linate.

Una sera, finito il mio turno, stavo per tornare a casa quando, su uno dei sedili della sala d’aspetto dei voli internazionali trovai un libro tascabile. Non essendovi intorno traccia di proprietario, lo presi e lo portai a casa. E mi misi a leggerlo. Ne venni influenzato al punto tale che il giorno dopo mi alzai (per la verità non ero nemmeno andato a dormire, avevo continuato a leggerlo per tutta la notte) e telefonai alla direzione della mia azienda chiedendo un colloquio. Mi venne concesso ed alle 10 del mattino ero di fronte al direttore per chiedere un aumento di stipendio (e di responsabilità). Mi venne negato. Uscii dagli uffici e andai verso una cabina telefonica. Chiamai 4 o 5 compagnie aeree ed ottenni il colloquio con una di queste. Tre mesi dopo ero a bordo di un DC9 che mi portava in Olanda per un corso d’addestramento. Ho avuto da allora modo di girare il mondo in lungo e in largo. La mia vita è cambiata da quella sera. Grazie a un libro. Lo conservo ancora e lo rileggo spesso, al punto che si è quasi disintegrato per l’uso: “Success”, di Michael Korda.

Tutti noi abbiamo delle opportunità. Il lavoro ideale che cerchiamo, la donna con cui trascorrere la nostra esistenza, il motivo per cui vivere la nostra vita in maniera piena e soddisfacente, sono tutte cose reali e presenti. E magari molto vicine a noi. Ma sono perse in un mare… in un rumore di fondo assordante. Ma noi dobbiamo credere nel nostro valore e nella nostra capacità di emergere. Non vi è nulla che ci sia precluso se solo ci convinciamo DAVVERO di esserne capaci. Non vi sto dicendo che basta stendere la mano per lambire l’acqua e scoprire che è potabile; a volte tutto è più difficile di quanto possa sembrare…

Ma è vero che, se vogliamo DAVVERO qualcosa, non vi è nulla che possa fermarci. La storia è ricca di esempi che ci confortano nel crederci davvero. Nella vita di tutti i giorni ne avete trovati spesso e ancora ne troverete.

Se siete persi nelle calme equatoriali sappiate che è solo abbandonando qualcosa a cui siamo attaccati senza motivo reale, solo con un nuovo approccio verso le cose e verso la vita, solo con la rinnovata innocenza e l’entusiasmo di un bambino verso cose nuove e meravigliose possiamo davvero vedere il mare di abbondanza, di opportunità, che ci circonda.

La scelta è sempre disponibile. È un’opzione che non scade mai.

Possiamo aver sbagliato in passato ma ogni momento da adesso in poi è nuovo e vi è un potere enorme nella nostra capacità di scegliere ancora, non importano le apparenze, non importa ciò che gli altri pensano e fanno.

Sfrondiamo il contorno e miriamo all’essenza delle cose, usciamo dai nostri “doldrums” per quanto rassicurante e confortevole possa essere per noi il restarci. Tracciamo una linea e prepariamoci a correre una nuova gara. Il premio è la nostra realizzazione personale. Le nostre scelte possono davvero creare, come nel caso degli inconsapevoli marinai, la differenza tra una vita soddisfacente e la morte per ignavia.

Difficile, vero?

Non ho mai detto il contrario.

Se fosse facile potrebbe non piacerci.

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Interessante per me perchè, ultimamente, ho letto due libri che parlano del successo: You 2 di Price Pritchett, che ho letto in inglese (un libro breve, ma molto significativo) e Pensa e arricchisci te stesso di Napoleon Hill (un po’ datato, ma i concetti sono interessanti). Oltre al lato materiale di fare soldi, penso che cambiare il nostro modo di approcciarci alla vita possa arricchirci soprattutto a livello umano e psicologico. L’importante è non arrendersi mai.

    1. Dici bene, chi cerca facili modi per fare denaro non sa che tutto parte dalla mente, lei sola è il meraviglioso meccanismo per potersi arricchire in maniera lecita e soddisfacente. Chi dispensa consigli (a pagamento) e Internet è piena di gente che lo fa, non ha fatto altro che trovare un modo per arricchirsi a sua volta sfruttando la credulità degli ingenui.
      Napoleon Hill, pur se datato, è una pietra miliare, ho davanti a me, su piccoli cartoncini, i suoi consigli e spesso li rileggo per trovare ispirazione.