31 marzo 26 – Merletti

Serie: Il martedì mi lagno


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Già sapete…

Sono stato male questa settimana, quindi non posso dire che sia stata così eclatante, né nella noia, né in altro. Almeno posso confermare che l’assenza di vita è peggio della noia del vivere male. Che scoperta. Quando stai bene, in salute, non te ne rendi mai conto, ma quando ti manca non riesci mai a ricordarti un momento in cui sei stato bene. E quando hai la fortuna che passa il male, anche il semplice profumo di una pastiera ti dà gioia. E a me le pastiere non piacciono, pensate un po’.

Comunque quando mi sono ripreso, domenica sera, dopo un’altra mezza ubriacata (ci sto prendendo troppo gusto forse?), ho beccato una tipa che veramente… Non voglio fare body shaming, ma non è bella. Anzi: non la guardereste due volte. Ma non per qualcosa, non si sa proprio curare. Acne, peli incolti, un principio di monociglio e baffetti. Gira sul corso in una tuta slabbrata. Un incisivo è nero, come se avesse una carie che lo mangia dall’interno. E quando ci stai un po’ vicino ti rendi conto che la sua pelle puzza. Non è che non si lava, credo sia una questione di pH della pelle. Insomma, sfido chiunque a vederla e non provare istintivamente una repulsione. Capisco il fatto di accettarsi, ma cazzo almeno curarsi un po’. Io non mi curo chissà quanto nell’aspetto, ma lei mi batte a mani basse eh! E poi, per carità, io non è che sia così bello, con i miei muscoli poco sviluppati e tutto storto come sono, però lavoro su quel che posso… Almeno cerco di non trascurarmi.

Comunque, si tratta di una ragazza di un vecchio gruppo, che però esce ancora con noi ogni tanto. So che mi veniva dietro, col suo fare da crocerossina. E non so… un po’ l’alcol, un po’ la voglia di vivere dopo i dolori della settimana… Insomma me la sono scopata in macchina. Non so neanche come abbia fatto… Sì, lo so, sputo nel piatto in cui mangio! Ma credetemi, non ne vado fiero. Ed è meglio non parlare di sputi pensando a lei… Gesù, certe volte è meglio non scopare che farlo male. Meglio i bisogni non soddisfatti che il disgusto. Veramente orribile, dal suo odore al suo modo goffo di fare qualunque cosa. E ripeto, io non mi sento chissà quale cima (dopotutto sono riuscito a trovarmi con lei in questa situazione pure perché credo che non scopasse da una vita, non certo perché sono bravo a rimorchiare o a scopare), ma non penso di essere al suo livello. E pensare che quella dell’erbario è mille volte meglio…

Eppure devo dire una cosa: nel grottesco trovi comunque tenerezza. Dopo… l’atto, infilandosi di nuovo le mutande, mi fa, col fare di una bambina che mostra un disegno: “hai notato il dettaglio?” Io non avevo minimamente visto che, se davanti era normale, il retro delle mutande era tutto fatto a merletto. Le chiappe coperte da quella parte sicuramente avrebbero avuto il loro lato sensuale. Ma non le avevo notate. Dissi comunque di sì. Mi sembrava brutto. E lei continua: “le comprai con mia sorella. Le presi per il mio primo ragazzo. Le misi, tutta contenta, quando finalmente ci riacchiappammo, non ricordo manco dopo quanto tempo. Però non feci in tempo. Quello fu il giorno in cui mi disse che mi lasciava… Per dirti quanto fu un fulmine a ciel sereno”.

Ora, a parte il fatto che non mi aspettavo un dettaglio del genere nel vestiario su di lei (possibile che se lo aspettasse?), si può dire di tutto. Che quel fidanzato fosse uno stronzo, che lei magari l’aveva annoiato e appesantito (caratterialmente è molto simile al suo aspetto…), che non erano fatti per stare insieme. Insomma non sapevo cosa fosse successo o di chi fosse la colpa. Però ho sentito un dolore, magari sottile, ma persistente. E mi ci sono rivisto. E quella sera è emersa un po’ di empatia. Penso ancora le cose non carine su di lei, perché siamo esseri umani. Oggi ci stiamo abituando a essere sempre forzatamente carini ed educati. Elogiamo l’ipocrisia. Però dopo quel racconto l’ho abbracciata, dicendole che le mutande erano sexy e che l’altro forse non le meritava, perché dopotutto siamo anche questo. C’è il bello e il brutto, il male e il buono. E tutto è mischiato.

Poi per carità, sul lato affettivo c’è ben altro da dire. A volte penso che starei meglio con una carezza di una qualche ragazza che mi piace davvero. Non della prima che trovo perché non riesco a fare di meglio. E una carezza vera, che l’altra vuole darmi per ricambiare il mio affetto, fatta quasi senza pensarci, quasi mentre guarda altrove perché è naturale per lei darmela. Un abbraccio, una scemenza. Cose così cambierebbero la vita. Forse sono patetico, o sto facendo la vittima di chissà quale vita ingiusta. Dopotutto tutti hanno i loro cazzi, le loro battaglie. C’è chi muore sotto le bombe e chi sta male per aver rigato la macchina del padre. Ognuno ad ogni livello ha i suoi cazzi. Questo perché la vita è difficile, e molto spesso ingiusta, ma pazienza, no? Sono cinico? Forse voglio solo essere più normale e autentico senza essere stronzo. Ma gli equilibri sono difficili. Scusate.

Che poi una persona che non ama la complessità può mai amare le persone? Noi siamo complessi e pieni di contraddizioni, di sfaccettature che si annullano a vicenda, di lati bellissimi e altri orrendi. Se non si capisce che la profondità è in questo si resterà sempre superficiale nei rapporti. E in quella superficialità si insinua l’ipocrisia.

Continua...

Serie: Il martedì mi lagno


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco

Discussioni

  1. Sono riuscita, anzi, sei riuscito, a farmi provare per questa ragazza dai merletti sul sedere molta tenerezza, e anche un pò di compassione. Alla fine, brutti o no, pelosi o depilati, siamo tutti umani e tutti abbiamo lo stesso bisogno d’amore. Poi, ovvio, se ti lavi e ti pettini e sei bellin@ tutto diventa più facile.

    1. Assolutamente! A volte a livello istintivo diciamo cose, poi se ci fermiamo a riflettere ne capiamo altre, talvolta più profonde e difficili da vedere (però, appunto, non sempre). Normalmente si è prima istintivi e poi riflessivi, ma io purtroppo non riesco tanto ad essere istintivo, e non è un vantaggio! Mi sarei evitato tante stronzate…

  2. “Gesù, certe volte è meglio non scopare che farlo male. Meglio i bisogni non soddisfatti che il disgusto. “
    concordo. il problema è che certi ragionamenti vengono dopo, mai prima 😅

  3. Ciao Ruggiero, ho letto questa tua nuova pagina di diario tutta d’un fiato e devo dirti che mi ha lasciato addosso una sensazione molto particolare: un misto di disagio, realismo crudo ma anche di molta tenerezza. Hai la straordinaria capacità (secondo me) di descrivere la realtà senza filtri e descrivendo benissimo e in modo, oserei dire spietato, quel senso di disgusto che spesso proviamo ma non osiamo confessare.
    Sei stato crudo, quasi cinico, ma terribilmente vero.
    Hai ragione: cercare di essere autentici, senza essere per forza “carini” o ipocriti, è la vera sfida, anche se, negli anni ho imparato che non tutti meritano la “nostra autenticità”.

    1. Grazie mille per il tuo commento, come sempre! Cerco di non rileggere ciò che scrivo di getto (magari qualche volta mi appuro solo di non aver fatto errori, anche se l’esercizio dello psicologo non prevederebbe neanche questo), e a volte mi domando fino a che punto essere vero. Però, sempre considerando l’esercizio, non voglio mettermi troppi freni. Nel mio caso mi serve questa autenticità, sennò diventa inutile. Poi certo, potevo evitare di fare tutto pubblicamente, sarebbe stato più facile! Non so cosa mi spinse a farlo, ma non me ne pento. Oggi è molto difficile essere autentici, ma forse per questo ne abbiamo tutti bisogno, anche chi non se lo merita!