23 agosto 26 – Funghi, formiche, Yin e Yang – parte 2
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 1: 24 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 2: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 1
- Episodio 3: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
- Episodio 5: 10 marzo 26 – Pippe su anima e fuoco
- Episodio 6: 17 marzo 26 – parte 1
- Episodio 7: 17 marzo 26 – parte 2
- Episodio 8: 24 marzo 26 – parte 1
- Episodio 9: 24 marzo 26 – parte 2
- Episodio 10: 31 marzo 26 – Merletti
- Episodio 1: 7 aprile 26 – parte 1
- Episodio 2: 7 aprile 26 – parte 2
- Episodio 3: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 1
- Episodio 4: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 2
- Episodio 5: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 3
- Episodio 6: 28 aprile 26
- Episodio 7: 5 maggio 26 – Succedono cose – parte 1
- Episodio 8: 5 maggio 26 – Succedono cose – parte 2
- Episodio 9: 19 maggio 26
- Episodio 10: 26 maggio 26
- Episodio 1: 4 agosto 26
- Episodio 2: 7 agosto 26 – Anelli, prati ed entropia
- Episodio 3: 12 agosto 26
- Episodio 4: 23 agosto 26 – Funghi, formiche, Yin e Yang – parte 1
- Episodio 5: 23 agosto 26 – Funghi, formiche, Yin e Yang – parte 2
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Non so come farvi capire quel che sento. Cioè, se guardo le formiche, vedo che non hanno niente oltre al formicaio e al cibo che però appunto durerà il tempo necessario al loro ciclo vitale. Ma poi muoiono tutte, magari vengono annegate da un acquazzone, e resta solo il formicaio vuoto, un lascito che in qualche mese magari verrà anche cancellato. Non si sarebbero potute portare dietro niente. Nessuno saprà di loro. Nessuno si ricorderà di loro, se non io che le ho viste, ma che come loro morirò, perdendo quel ricordo. Hanno vissuto un battibaleno e fine. Stop. E ciò accade di continuo.
Però penso: “vabbè sono formiche, ora torno a casa e sto tranquillo io”. Ma, appunto, io sono come loro. Alla mia morte, al mio cambiamento materico, alla mia energia che fluisce via, la mia casa resterà vuota come quel formicaio, senza potermi portare dietro nulla, piangendo come Mazzarò. E ciò varrà anche per tutto ciò che ci sarà di immateriale: le mie abilità (se ci sono), i miei ricordi, i miei traguardi, i miei affetti… Io sono – noi siamo – come ogni animale, come i funghi, come le piante. Questo mi dà fastidio? A voi turba? Non so, non capisco. O forse non accetto la condizione alla quale dobbiamo forzatamente e necessariamente arrenderci noi esseri umani. Io di base ho problemi nell’”accettare”; l’accettazione è una cosa orribile per me.
Però ecco perché sarebbe bellissimo pensare che le nostre informazioni (ciò che siamo, che abbiamo vissuto, noi insomma, la nostra anima) potessero vivere in eterno in paradiso, ma allo stesso tempo non ci posso credere: vi immaginate quante formiche, pulci, tardigradi, animaletti di oggi e di ogni epoca passata e futura ci sarebbero lì? Considerando che l’uomo occupa solo lo 0,01% di tutta la biomassa vivente oggi sulla Terra, e considerando che si stima che oltre il 99% di tutte le specie animali e vegetali comparse sulla Terra nel corso di miliardi di anni sia ormai estinto, il paradiso dovrebbe essere il corrispettivo di un supermercato durante il Black Friday, il giorno del lancio della PS6, dell’Iphone 18, e di GTA VI, con il firmacopie di Cristiano Ronaldo e Taylor Swift, il day one di Avengers: Doomsday…
E l’unico conforto, che cito spesso, è pensare che quelle formichine, oltre al formicaio e al cibo giornaliero, hanno loro stesse. Ogni formica ne ha altre su cui contare. L’amore, l’affetto, l’amicizia… Però queste cose in fondo non rientrano in quelle immateriali che perderò citate prima? Per questo la morte di un caro è dolorosa, e profondamente egoista: ci fa perdere qualcosa di importante per noi stessi, oltre a ricordarci il nostro destino.
Vivere così, pensando a tutto ciò… è quasi impossibile. Dovrei essere stupido (ammesso e non concesso che è da persone intelligenti overthinkare. No, non lo è. L’intelligente sa quando fermarsi).
Vivere.
Vivere.
Vivere.
Vivere per vivere è l’unica soluzione. L’unica cosa a cui posso pensare. C’è un video di uno youtuber che amo, Andrea Passador (in arte: Prolisso), che parlando dell’importanza di essere autodidatti oggi cita un aneddoto su Socrate che narra di come, prima di bere la cicuta, si esercitasse su una melodia al flauto, come se il fine non è arrivare a qualcosa, ma imparare per il gusto di imparare.
E quindi, tra infinita e insensata sofferenza, forse bisognerebbe imparare a vivere per il gusto di vivere, amando e facendo quel che più ci piace senza pensare ad altro?
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 4 agosto 26
- Episodio 2: 7 agosto 26 – Anelli, prati ed entropia
- Episodio 3: 12 agosto 26
- Episodio 4: 23 agosto 26 – Funghi, formiche, Yin e Yang – parte 1
- Episodio 5: 23 agosto 26 – Funghi, formiche, Yin e Yang – parte 2
Discussioni