24 febbraio 26 – parte 1
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 1: 24 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 2: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 1
- Episodio 3: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Pensate un po’: sono un cacacazzo. Un cacacazzo di me stesso. Sembrava andare meglio sta settimana, ma sono passato da un picco di iper-produttività maniacale, a un improvviso freno energetico. Dall’entusiasmo del cercarmi un lavoretto (poi casomai ve ne parlo), allo stare nel letto fino a ora di pranzo. Dalla voglia di conoscere qualche nuova ragazza – andando a ballare, magari – e conquistarla, a farmi le seghe nel letto. E quindi, tra malumore e noia, ho potuto avere il tempo di rompermi le palle (in tanti modi) e riflettere, pensate un po’… Oramai so pure due mesi di questo “diario-blog”, e il mio perfezionismo mi impone di farmi ancora delle domande sulla sua natura. Nulla è stato mai facile, manco trovare il titolo! Ma ora all’improvviso, con tutto questo tempo libero, ho riaperto la questione del nome da dare al tutto…
Ribadisco. Sono veramente un cacacazzo. Per dire, quando una persona si lamenta di una cosa o di qualcuno, sono capace di empatizzare con la parte lesa, e di andare contro chi critica; se poi qualcuno di quella parte lesa si lamenta e attacca l’altra, ecco che io sono capace di fare il contrario di prima, e quindi nella mia testa nessuno ha ragione.
Il punto è sempre quello, ovvero che la realtà è troppo complessa, difficile, multiforme. E ci perdiamo in questa complessità. Ci pensiamo buoni, giusti, logici, protagonisti della storia, e ci muoviamo entro valori astratti che però sono concetti, appunto, astratti. Verità, giustizia, onore ecc. sono misure che semplificano la realtà, la rendono digeribile. Direi “gamificabile”. Tutti strumenti che usiamo per non impazzire insomma. E guarda un po’, io ci casco e impazzisco lo stesso. Pure perché se fuori il mondo è complesso, nella mia testa ci sono mille vocine critiche e mille parti lese che la rendono anche peggio. Ho l’orchestra intera in testa, come direbbe Troisi.
E per dire, anche il fatto che tutto è complesso, che di solito è una tesi che tanto mi piace cacciare fuori quando la gente mi vede cambiare idea come una bandiera, o non prendere le parti di qualcosa (ma poi sono obbligato? Sì, forse sì, ma sempre? Anche su cose che manco conosco? Bah), insomma, anche questo a volte mi rompe. Sicuramente mi affascina, ma mi rompe.
Per farvi capire bene la follia delle mie vocine, vi racconto il delirio che hanno fatto sta settimana. Perché non è stato facile, anzi, è stato un parto per mettere d’accordo tutti nella testa! Mi sono dovuto documentare un sacco, tra mania e perfezionismo, per una cosa scema poi, semplicissima. A volte forse questa specie di diario mi fa impazzire peggio della mia testa – forse perché è la mia testa – e a volte mi sembra insensato, tanto da non sapere manco perché lo continuo a portare avanti. Giorni invece allegri ne vado fiero, devo essere sincero. Ma come tutto sulla mia altalena emotiva.
Comunque, tornando al nome. Due mesi fa, prima di tutto questo, mi venne un dubbio: “martedì mi lamento” o “martedì mi lagno” sono simili, no? Beh, inizialmente lo pensavo, e ho sempre preferito “mi lagno” perché più corto. Caso chiuso, anche se già a dicembre/gennaio sentivo uno strano fastidio. Ma inutile reprimerlo. Ed ecco che, guarda un po’, il fastidio all’improvviso ritorna, e sta settimana una vocina prende le sue difese e mi fa: “perché non cerchi che vuol dire effettivamente “lagno” e capisci la differenza rispetto a “lamento”?” Questo schifo di vocina è la stessa che quando leggo un libro, cosa che solitamente mi mette di fronte alla mia immensa ignoranza (nuovo motivo per sentirmi idiota – no lo so, non dovrei, statevi zitti!), mi fa fermare ogni tre parole perché l’autore ha usato chissà quale latinorum, come io adesso d’altronde. Ah, latinorum vuol dire “la lingua latina usata ad arte quando si vuole confondere o ingannare chi ascolta”. L’ho trovata sul dizionario vicino a “lamento” e “lagna”, e me la so segnata per usarla. E probabilmente l’ho fatto anche male, ma almeno il senso l’avrete capito. Comunque, Gesù mio, ecco che la mia sicurezza vacilla di nuovo. Cioè, nel poco tempo che abbiamo per vivere, perché leggere me e non uno di quei libri con i latinorum che vi mostrano l’immensità dell’ignoranza (cosa bellissima perché così si imparano cose nuove)? Io mo sto per fare un esempio di lezione d’altronde, e non perché io possa insegnare, ma perché in primis me la so cercata io. Comunque cerco le parole lamento/lagna, e ovviamente sul mio dizionario non capisco bene le sottigliezze della lingua italiana:
“Lamento: voce di dolore e di pianto.”
“Lamentare: piangere persona o cosa perduta, segnalare con rammarico, deplorare, dolersi per un dispiacere o una contrarietà, rammaricarsi, levare proteste.”
Contro:
“Lagna: lamento continuo e fastidioso, discorso noioso, persona che si lamenta in continuazione.”
“Lagnarsi: gemere di dolore, manifestare il proprio malcontento per qualcosa che no va bene.”
Quindi googlo tutto e chiedo alle AI… Beh, sicuramente una definizione più chiara me l’hanno data, per carità, ma mo vai a capire se è affidabile:
“Lamentarsi: Indica l’espressione di un dolore, un disagio o un’insoddisfazione per un motivo preciso e spesso legittimo. Può avere uno scopo costruttivo (segnalare un problema per risolverlo) o essere uno sfogo temporaneo dovuto a una sofferenza reale.
Lagnarsi: Ha una connotazione più negativa e fastidiosa. Indica un piagnisteo continuo, petulante e spesso privo di una causa grave. Chi si lagna tende a farlo per abitudine o per attirare attenzione, senza cercare una soluzione, risultando monotono e stucchevole per chi ascolta.
In sintesi: ci si lamenta di un torto subito; ci si lagna per un atteggiamento vittimistico o infantile.”
A questo punto capisco una cosa: che non posso far star zitta quella vocina che mai, sin dal primo dubbio o fastidio, si è voluta fermare davanti ad una semplice soluzione; men che meno ora, dinanzi ad una risposta automatica, magari con informazioni false o non accurate.
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
A me “Il martedì mi lagno” mi piace. Perché cambiarlo 😉
Nella parte 2 di oggi si avrà la risposta definitiva, così come l’ho scritta e pensata durante le crisi della settimana 😉
“Cioè, nel poco tempo che abbiamo per vivere, perché leggere me e non uno di quei libri con i latinorum che vi mostrano l’immensità dell’ignoranza”
Perché sei uno di noi: ci mettiamo gli stessi dubbi, siamo tormentati dalla stesse vocine, e sei più vero di tante cose che ci sono in giro.
Grazie Tiziana, davvero. Uno dei problemi che ci facciamo forse (o almeno che mi faccio io) è proprio che crediamo di essere soli nei nostri dubbi. Mio fratello lo dice sempre: “parla, parla sempre”. Ingigantiamo le cose nella testa, ma si sgonfiano quando si condividono, e spesso se gli altri già sono passati per i tuoi problemi possono dare una mano. La connessione tra le persone è salvifica. Eppure sapendolo spesso me ne dimentico…
Tuo fratello ha ragione. Ti capisco, e ogni tanto ci ricasco perché siamo troppo esigenti con noi stessi e non è necessario. Con il tempo imparerai a prendere le cose con più ironia. Scrivi se ti fa star bene, è stata la mia cura.
Lo spero! Sì, scrivere mi fa star bene. Inizialmente non pensavo, ma sicuramente parlare, anche se tramite un blog (quindi tramite la scrittura), mi fa bene
“Il punto è sempre quello, ovvero che la realtà è troppo complessa, difficile, multiforme. E ci perdiamo in questa complessità. “
A volte siamo noi a renderla troppo complessa e multiforme perché siamo super critici
Anche questo è vero. C’è una frase che amo, ma non ricordo dove l’ho letta: “complicare è semplice, semplificare è difficile”. Credo sia un mantra anche per chi fa lo scrittore di mestiere!
Mi associo a chi mi ha preceduto nei commenti e voto “lagno”, è più simpatico, anche più leggero e risolleva un po’ la tua critica situazione. Io mi diverto nel leggerti e ho l’intima convinzione che ciò, almeno in parte, sia nei tuoi propositi. Poi si, la testa incasinata ce l’hai, senza dubbio, e mi auguro che sia una cosa temporanea e non il filo conduttore della tua vita. In ogni caso tifo per te.
Sono veramente contento che, malgrado il mio malumore, si possa ridere un po’ insieme😂. Mi alleggerisce molto. Un po’ di sana autoironia ❤️ almeno questo. Comunque grazie mille Giuseppe, come sempre! Domani ci sarà la rivelazione finale del nome!
Come Irene, se posso permettermi di votare, io scelgo “lagno”.
L’italiano è sempre un labirinto di parole con sugnificati specifici, e a volte macchiavellici, ma quando si crea e tu stai creando (secondo me), le parole diventano funzionali e spesso cambiare il “significato specifico” di una parola, può enfatizzare ciò che lo scrittore vuole comunicare. La cosiddetta “licenza poetica” per intenderci.
Ahahaha posso dire? Che bello e che strano che si è creato involontariamente una specie di cliffhanger. Fosse per me pubblicherei tutto il pensiero in un’unica botta, ma con il limite di 1000 parole ho dovuto spezzettarlo così. Domani saprete, non spoilero nulla! 😂
“A volte forse questa specie di diario mi fa impazzire peggio della mia testa – forse perché è la mia testa – e a volte mi sembra insensato, tanto da non sapere manco perché lo continuo a portare avanti”
Devi portarlo avanti, perché ormai ci siamo noi che ti leggiamo e non sarebbe “educato” abbandonarci così. 🤭
Ahahahaha no effettivamente non posso farvi una cosa del genere 😂
Appunto…
❤️❤️😂
“la gente mi vede cambiare idea come una bandiera, o non prendere le parti di qualcosa (ma poi sono obbligato? Sì, forse sì, ma sempre? Anche su cose che manco conosco? Bah”
No, non è sempre necessario prendere le parti di qualcosa…
Ah che bello, grazie! No perché internet è peggio di uno stadio di calcio, nel quale devi prendere posto in una curva per tifare sennò non entri proprio e ti intossichi e basta!
Non ho ben capito chi ha vinto, se lagno o lamento, ma credo lo scoprirò nella parte 2, o almeno spero. Io, se posso, voto la prima. Al di là delle definizioni, nate per alimentare le vocine nella testa e confondere chi queste vocine ingrate le ospita, lagno mi fa più antieroe letterario, alla Arturo Bandini o cose così. Ma vediamo che dice la vocina. Aspetto il seguito 😊
Non spoilero nulla, la seconda parte esce domani! In realtà sarebbe dovuto uscire un solo episodio oggi, ma ultimamente sforo sempre le 1000 parole… Non credevo di poterlo fare, e invece oramai sono diventate poche. Quindi mi trovo a fare suspense sui miei ragionamenti o sulla mia vita senza volere ahahaha
“nella mia testa nessuno ha ragione.”
succede sempre anche a me 😂
Mannaggia, è veramente tremendo ahahahaha