24 febbraio 26 – parte 2

Serie: Il martedì mi lagno


Già sapete...

Quindi in ultima istanza consulto un dizionario etimologico:

“Lamento: dal latino “lamèntum”, o “clamèntum”, gridare. O da una radice “la-“, “lap-” con desinenza “mèntum”, col senso di emettere fuori la voce.”

“Lagnarsi: dal provenzale (credo) “lanhar”, a sua volta dal latino “laniàre se”, lacerarsi, straziarsi, lacerarsi i vestiti per il dolore, i capelli ecc.”

Quindi? Eh…. boh! Anche loro sono incerti… Una sola cosa è certa: ancora complessità, ma anche il mio acerrimo nemico: la scelta. Non si tratta solo di valutare i dati, ma di usarli per fare una scelta più mirata. Eh, ma io di sta scelta ho paura. Perché? Mah, forse perché temo i rimpianti? Pensateci però, ci hanno iniettato questa paura per i rimpianti, perché non penso sia normale averli. Nel mio caso i miei genitori mi hanno iniettato i complessi in merito, a causa del tempo perso. “Ti pentirai di come stai vivendo la tua vita”. “Ti pentirai di come ci tratti”. “Quando sarai genitore capirai”. Cose così. Ma come puoi vivere con sta paura di cazzo? Perché il problema è che vivere è l’anticamera del rimpianto – o quantomeno del decidere -, perché ogni giorno dobbiamo fare delle scelte, banalmente, per sopravvivere: stasera vorrei la pizza; però anche il sushi è buono; però la pizza stasera è in sconto; ah beh, però al sushi c’è l’All you can eat; sì, ma la sera costa di più; eh ma la pizza la prendi sempre. E così via fino alla follia, mentre le vocine si sfogano da sole… Se scelgo la pizza non mangio il sushi, se scelgo lei non scelgo Lei, eccetera. Passiamo giornate a non deciderci per paura del rimpianto, senza rimpiangere però il tempo che perdiamo quando siamo indecisi. E io sono il primo a criticarmi perché sono io il primo a fare questo, che sia in una una relazione o nel trovare una strada nella vita, perché vorrei fare tutto dato che mi sono perso tante cose. Forse è un discorso da boomer – anche se, ancora, la realtà è complessa e non si può catalogare tutto con un’unica etichetta -, e voglio fare l’avvocato del diavolo, ma mi chiedo: oggi c’è troppa scelta? Viviamo il famoso catalogo infinito di Netflix anche nell’on-life? Mah, chi se ne fotte mo di sto discorso…

Mi fa male la testa…

Ah giusto, il titolo… Beh, continua ad essere tutto schifosamente contorto: da una parte, etimologicamente parlando, questo blog mi fa “emettere fuori la voce”, e non certo mi fa strappare i capelli, per quanto io sia frustrato e picchiato dai miei stessi pensieri e dalle mie stesse vocine. Sul piano delle AI, invece, mi sembra più di essere fastidioso, con “un piagnisteo continuo, petulante e spesso privo di una causa grave” (almeno per chi legge, ma non me ne dovrebbe importare, dovrei dirmi: “chi se ne fotte”), contro il farlo per uno “scopo costruttivo” (anche se già sfogarmi mi riordina le idee e forse mi fa star meglio). E quindi boh. Dopo tutto sto macello scelgo di nuovo “martedì mi lagno” perché penso che l’aspetto infantile prevalga su quello dello “sfogo”. E tutto sto casino solo per il nome del blog… O diario, che dir si voglia. Manco su sta definizione riesco a decidermi! Figuratevi il resto.

Mah. Io al posto vostro me ne sarei già andato da “latinorum”.

P.S. E tra una cosa e l’altra mi rendo conto che oggi sono quattro anni che c’è quella follia in Ucraina. Per dire, ai tempi tra Covid e questo assaggio lontano di guerra stavo ancora con Lei. Che poi giusto per citare una guerra fra tante, oramai ci stiamo abituando ad una nuova realtà. E ci ricordiamo degli anniversari, se ci va bene, ma lì è così tutti i giorni. Anche questo caos rientra in questa dannata complessità, e il caos del mondo esterno comunica con il caos del mondo interno. 

Continua...

Serie: Il martedì mi lagno


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco

Discussioni

  1. “Nel mio caso i miei genitori mi hanno iniettato i complessi in merito, a causa del tempo perso. “Ti pentirai di come stai vivendo la tua vita”.”
    I genitori sono spesso il motivo delle nostre insicurezze… Da genitore, mi rendo conto, che qualsiasi cosa fai sbagli, e se non sbaglio è semplicemente puro culo.

    1. Sono sicuro che essere genitore sia molto difficile. Un piccolo squilibrio, anche innocuo, può cambiare per sempre la vita del figlio. Io credo che l’unica cosa che possa salvare sia la consapevolezza. Ammettere e conoscere i propri difetti e limiti. E non dimenticarsi di essere stati bambini.

  2. Sto riconsiderando l’idea di fare serata con te… almeno prima sciogli il dilemma tra lamento e lagna. Ma quanto sei cavilloso? No, a parte gli scherzi, ti trovo divertente, non so bene il perché, ma così è. Chi è cantava: “… la vita è una cosa semplice…” Forse è così, ma non per tutti, evidentemente. Comunque, dai! Prendila per le corna sta cornuta di vita e vivila: creati ricordi, rimpianti e rimorsi che tanto è solo questo che conterà quando sarai vecchio: non quello che non hai fatto, ma quello che hai fatto male, malissimo e, poche volte, bene. Ti abbraccio!

  3. Fossi in te, sceglierei di rincontrare la Lei con la L maiuscola: quella del Covid e degli echi lontani di guerra, che ci costringevano a stare lontani, ma con l’anima più vicini. Al prossimo martedì, Corrado.

  4. De André diceva di aver impostato la sua vita per arrivare alla fine zeppo di rimorsi e senza nemmeno un rimpianto (tipo non avrei dovuto mangiarmi pizza e sushi insieme, ora muoio dal mal di pancia ma ne è valsa la pena🤭). Ma credo che alla fine, un poco di amaro ti resta comunque, e forse è giusto così . Siamo fatti un po’ di tutto. L’ironia, la forza per scherzarci su, la voglia di ridere e quella parte scura che si scontra con la realtà e con il mondo e ci riporta giu. Bellissimo il.disincanto finale.

  5. “il caos del mondo esterno comunica con il caos del mondo interno. “
    O forse il caos del mondo interiore individuale, con tutti i rancori, l’ odio, le invidie e i conflitti vari si riflettono sulla società in cui si vive e determinano le diverse realtà del mondo.

  6. “Mah, forse perché temo i rimpianti? Pensateci però, ci hanno iniettato questa paura per i rimpianti, perché non penso sia normale averli. “
    Con il tempo ho maturato una convinzione: ogni scelta è frutto del momento. Prima mi guardavo indietro e pensavo: “se avessi preso una decisione diversa, oggi avrei ottenuto quello che desidero? ” Non è detto. Per questo, ora a questa domanda rispondo: “ho guadagnato altro. Conosciuto persone importanti, visto posti stupendi è fatto esperienze che ti hanno fatto crescere. Domani, forse la penserò in modo diverso. Il bello è questo: nessuno ti obbliga a vedere le cose sempre nella stessa maniera. Se sbagli, pazienza. Farai tesoro della lezione e prenderai un’altra decisione. Vivi la tua vita secondo le informazioni che hai, fai le cose che ti piacciono e frequenta le persone che ti interessa conoscere senza pensare a quello che la lasci prendendo una decisione.

    1. Grazie Tiziana, terrò sicuramente presente le tue parole. Anche se nella mia vita ci sono state cazzate tali che per me è veramente difficile non sentirmi un idiota. Però senza quelle cazzate forse sarei tutt’altro. Molto probabilmente qualcosa di migliore, ma sicuramente tutt’altro. Devo accettare questo. Una volta mia madre mi disse: “se le cose sono andate così, non potevano andare diversamente”.

      1. Ti invito a riflettere su un ulteriore aspetto del tuo discorso. Hai scritto: “Però senza quelle cazzate forse sarei tutt’altro. Molto probabilmente qualcosa di migliore”…però potrebbe essere che dovevi passare per quell’esperienza per capire che tipo di persona sei. Di sicuro diversa, è perché no, forse una versione migliore di te… Ne riparleremo 😉

        1. Mh forse. Sicuramente in altri universi non avrei mai scritto questo blog, per esempio, senza i miei traumi e le mie esperienze tremende