24 marzo 26 – parte 1
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 1: 24 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 2: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 1
- Episodio 3: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
- Episodio 5: 17 marzo 26 – parte 1
- Episodio 6: 17 marzo 26 – parte 2
- Episodio 7: 24 marzo 26 – parte 1
- Episodio 8: 24 marzo 26 – parte 2
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Mia madre, da che ho memoria, ha sempre giudicato gli altri. Così come mio padre, anche se credo sia più un riflesso dell’atteggiamento di mia madre. E lei ha ereditato questa meravigliosa qualità dalla sua petulante madre, ovvero mia nonna. Una famiglia di lagnoni, insomma. Vi lascio immaginare i cenoni di Natale.
Comunque, mia madre ce l’ha sempre avuta in particolare con chi “perde” tempo fuori i bar. Per lei è proprio una categoria a parte, come i tassisti, i balneari, i politici. Certo, sicuramente è pieno di ragazzi che passano le serate a bere e fumare e parlare di figa – non che ci sia qualcosa di male in queste tre cose -, ma il punto vero credo sia capire il perché di questi gesti, e, soprattutto, da quali discorsi sono intervallati.
Nessuno si aspetta di trovare il prossimo Dante tra i giovani perditempo fuori un bar, e neanche io lo credevo vivendo dei commenti di mia madre. Mi fa strano parlare così ma arrivo al punto: passando dall’infanzia direttamente alla gioventù perditempo, io in prima persona, mi sono reso conto che lei, e molti, si sbagliavano. Dopotutto anche un Dante avrà frequentato taverne, così come tanti artisti che siamo forzati a studiare a scuola – senza comprendere veramente – hanno fatto delle loro notti i momenti perfetti per svuotare le palle e bere qualunque cosa non fosse acqua liscia. Anche i più importanti scienziati della storia si riunivano nei bar per discutere, tra le cose, di scienza. E intendiamoci, credo che questo riguardi benissimo anche le donne che rientrino in queste categorie, benché ci sia purtroppo una bassa rappresentanza storica, e benché il loro ruolo fosse spesso relegato ad altro. Però seguitemi, il punto è che sto parlando di istinti umani, quindi animali.
Insomma, malgrado mia madre, io mi vedo fuori i locali – che siano bar o pub o altro – con i miei amici. Parliamo di stronzate, santissime stronzate. E parliamo di sogni. I nostri sogni, di una fascia di popolazione ben precisa, forse privilegiata a poter sognare. Ma anche i meno privilegiati sognano, e gli altri nostri amici, della stessa nostra età o più piccoli, che in quegli stessi posti in certi orari ci servono portandoci birre e facendoci cocktail (tra l’altro, molto bravi nel farli), lo dimostrano pienamente.
E niente, ci trovavamo sempre – o quasi – seduti lì a parlare con rammarico più che con gioia dei nostri sogni. Certo, i miei non sono poi così articolati; non ho chissà quali aspirazioni. E devo dire che rispetto agli altri non faccio chissà che per cambiare la mia condizione. Leggo molto, ma il mio più grande traguardo attualmente è lavorare in una pizzeria. Vedete però? Il punto è che ne parliamo come se già avessimo perso in partenza. Non dico che facciamo bene o male a piangerci addosso vista la condizione del MONDO intero. Però domenica sera ci credevamo, e ci crediamo, e ci impegnamo. Ma non sta scritto da nessuna parte che la nostra storia – come quella di altri migliaia e migliaia di giovani perditempo e sognatori – finisca con un lieto fine. No. Già è tanto guadagnare un minimo dai nostri mestieri amati, quando mai succede. I nostri poi. I loro. Ma a me che piace? Vabbè comunque, per questo soffro quando a quel tavolo, in fondo al bicchiere, già col morale a terra, qualcuno afferma: “me ne vado, vedo che trovo, devo ripartire da zero”, oppure “andrò lì a studiare, e poi si vedrà”, o ancora “questo posto mi soffoca”. Tra i mille pensieri in quei momenti realizzo che il sogno sta là, che ci aspetta, ma parte di esso già lo stiamo vivendo nel sognarlo insieme. Sognare da soli non è così bello. Con la mentalità individualista di oggi mi direbbero: “devi crederci tu per primo, anche se sei da solo!” Certo, è vero. Ma senza condividere con gli altri, che sogni a fare? Una sega è bellissima, ma scopare è diverso. Viviamo in una società dopotutto, non siamo lupi (che guarda caso non è che abbiano chissà quali sogni, oltre cacciare e riprodursi).
Scusate, forse sto delirando. Non ho neanche bene il focus sull’argomento. Mi sto rendendo conto che di sogni non credo effettivamente di averne. Boh. Scusatemi, vengo da una domenica passata ad ubriacarmi a cicchetti di vodka liscia, per cui sto ancora un po’ sballottato. Che mal di pancia che ho avuto! Non avevo mai esagerato così tanto con l’alcol. Ma, come ho visto nei film o con i miei amici, sentivo che mi serviva. Smettere di controllare, anche se senza volerlo, il mio mondo interiore. Non ho vomitato per fortuna. Ho paura di vomitare. Tra l’altro mi sono inventato una palla con i miei, così ho dormito fuori per non avere rotture di coglioni.
Tutto il tempo ho avuto strani pensieri. Però come ho dormito bene la notte!
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 24 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 2: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 1
- Episodio 3: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
- Episodio 5: 17 marzo 26 – parte 1
- Episodio 6: 17 marzo 26 – parte 2
- Episodio 7: 24 marzo 26 – parte 1
- Episodio 8: 24 marzo 26 – parte 2
Sulle storie ambientate nei bar hanno costruito un’ infinità di film e poi anche i caffé letterari sono sempre attuali. Bar e letteratura si sposano bene; forse potresti raccontarci molte altre storie vissute dagli amici del bar: sogni, confessioni e sfoghi di un’ età critica e frustrante.
Magari qualche volta riporterò qualche “seduta” 😂😂 Per me davvero a volte andare al bar con gli amici equivale ad andare dallo psicologo, mi fa stare proprio bene!
Questo pezzo mi piace perché parti da un’osservazione apparentemente semplice (i genitori che giudicano chi “perde tempo” al bar) e la trasformi in una riflessione sincera su cosa significa sognare insieme. C’è un’umanità disarmante ( come in tutti i tuoi appuntamenti del martedì.)
Grazie mille Tiziana! Mi fa sempre piacere che malgrado tutto sembri sempre uscir fuori una qualche forma che rende di piacevole lettura, nonché di spunto per discussioni, quello che per me è “solo” un esercizio datomi dallo psicologo, un diario della mia vita. A presto!
Bel pezzo. Aspetto di leggere il prossimo
Grazie! A presto!
Brava Irene, avrei fatto lo stesso paragone. Pinketts era un genio. Peccato sia andato via presto. Lo potevi incontrare al Trottoir a Milano mentre scriveva le avventure del suo alter ego Lazzaro Santandrea.
Devo recuperarlo, non lo conoscevo!
Che bello il modo in cui ci parli dei sogni. Io ho sempre creduto che il tempo fuori dai bar è l’unico tempo possibile. (Il tempo perso è in ufficio, in coda al semaforo, nelle sale di attesa del dentista, il tempo perso è fare cio che non to fa stare bene, e i sogni fanno stare bene, fa bene condividerli con gli amici e fa bene anche la vodka, ogni tanto.)
Non so se conosci Andrea Pinketts, era uno scrittore fenomenale. Anzi, lo è ancora. Ha preso un bar, un perditempo, e ci ha creato una leggenda. Quindi non credere a chi dice che il prossimo Dante, o chi per lui, non lo puoi trovare al bar. Anzi. I migliori stanno proprio li.
Non lo conoscevo, ma mi pare che anche Murakami avesse un bar. Penso che sia il modo migliore per uno scrittore di entrare in contatto con il mondo vero. E quel mondo vero cerco di frequentarlo quanto più possibile. A presto!