26 maggio 26
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 6 gennaio 26
- Episodio 2: 13 gennaio 26
- Episodio 3: 20 gennaio 26
- Episodio 4: 27 gennaio 26
- Episodio 5: 3 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 6: 3 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 7: 10 febbraio 26 – Hic sunt dracones
- Episodio 8: 17 febbraio 26 – Amore – parte 1
- Episodio 9: 17 febbraio 26 – Amore – parte 2
- Episodio 10: 24 febbraio 26 – parte 1
- Episodio 1: 24 febbraio 26 – parte 2
- Episodio 2: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 1
- Episodio 3: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 2
- Episodio 4: 3 marzo 26 – Ventotto – parte 3
- Episodio 5: 17 marzo 26 – parte 1
- Episodio 6: 17 marzo 26 – parte 2
- Episodio 7: 24 marzo 26 – parte 1
- Episodio 8: 24 marzo 26 – parte 2
- Episodio 9: 31 marzo 26 – Merletti
- Episodio 10: 7 aprile 26 – parte 1
- Episodio 1: 7 aprile 26 – parte 2
- Episodio 2: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 1
- Episodio 3: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 2
- Episodio 4: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 3
- Episodio 5: 28 aprile 26
- Episodio 6: 5 maggio 26 – Succedono cose – parte 1
- Episodio 7: 5 maggio 26 – Succedono cose – parte 2
- Episodio 8: 19 maggio 26
- Episodio 9: 26 maggio 26
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Un bambino è libero? Ok, diciamo che la libertà non è un valore assoluto. Orientativamente un bambino però è più libero di me? Di un adulto intendo. Oddio, io adulto non so. Dico in generale. In termini di possibilità ora penso di averne di più, o dovrei averne di più, o in generale una persona normale adulta ne ha. Un bambino no. Non può prendere l’auto per andare a fare un viaggio da solo chissà dove, per esempio. Non è responsabile. Non è autosufficiente, emotivamente soprattutto. Ma cosa più importante: non guadagna soldi. Però un adulto, io in primis, è schiavo di tante cose. Le responsabilità , le scelte, o banalmente il lavoro – e di nuovo tornano in mezzo i soldi. Quindi è una libertà che paga, anzi, è abbonato a quella libertà , un po’ come ci si abbona ad Amazon. E c’è un’IVA anche lì. Cioè, un adulto lavora per avere soldi, così da poter essere relativamente libero di fare cose. Ma una parte della libertà dell’adulto la sacrifica per lavorare. Torna indietro diciamo. Cioè è come l’IVA, letteralmente.
Le persone non ricevono quel che meritano. Nel bene o nel male. Questo l’ho imparato con Céline. Non sono così colto però. L’ho scoperto da qualche parte su IG. Già . Qualunque cosa siamo, ci aspetta solo il caso, non un fine ponderato. E alla fine, la fine.
Per i cristiani nasci già colpevole di un terribile peccato, il peccato originale. Io credo che una macchia di cattiveria sia dentro ognuno di noi. Un’ombra fatta di inchiostro indelebile. Ma non dalla nascita. Che cazzo ne puoi sapere? Però crescendo è impossibile non macchiarsi di piccoli o grandi danni morali. Impossibile. Se vivi, e se hai vissuto, anche stando seduto in casa tutto il tempo, anche un minimo, sei sporco. In questo senso vivere è come strusciare nella terra: se vivi, strusci; se strusci, ti sporchi. Poi la percezione di quella macchia, che alcuni manco sanno di avere, o cercano di nascondere o ridurre e mantenere entro limiti “legali” (mentre altri ci sguazzano dentro), cambia in base alla cultura. La mia macchia magari altrove non è tale. Boh sto ancora nella mia fase di relativismo, che dire.
Lo sapete: sono ipocondriaco. Una fitta nel costato mi spinge a redigere il testamento. Ma sono nullatenente, vivo ancora con i miei, quindi peggio che andar di notte… E in tutto ciò quando vado da Gino, e gli espongo le mie paure in merito alla morte, lui capisce i motivi del mio terrore, ma neanche lui – che è uno dei miei due fari in questo mare in tempesta, che mi dà così tanta sicurezza, che non vedo l’ora di vedere ogni settimana – mi potrà mai dire: “non succederà mai più nulla di orribile”.
Dovrei tornare a scopare uomini?
Credo che un amore che finisce non per tua volontà sia uno dei dolori psicologici più forti che un essere umano possa sperimentare. Noi siamo animali sociali, e una delle cose più dolorose è il sentirsi ESCLUSI da un gruppo. Siamo animali sociali, e ci leghiamo agli altri, ci rispecchiamo in loro, e siamo anche spaventati dalla morte, per cui il LUTTO, la perdita di un caro, è dolorosissima. Ma la rottura con un amore… no, questo è su un altro livello. Non è solo ESCLUSIONE. Non è solo un LUTTO. È un lutto sadico perché quella persona è morta per te, ma non per gli altri, che quindi possono non essere escluse dalla sua cerchia. E questa è la cosa più crudele che in una società possa esistere. E non puoi farci niente.
Non sarò mai un grande su cui scrivere libri, al massimo una virgola di cazzo.
I problemi mentali, i blocchi, sono veri. Cioè, prima pensavo che per colpa della mia testa non potessi godere del mio corpo, malgrado la sua salute precaria. Ora penso che proprio la mia mente non sia in salute, e non è qualcosa di virtuale, ma tangibile come un muro crepato. Insieme a Gino con difficoltà ci mettiamo un po’ di stucco, ma è dura. Vorrei solo buttare giù quel muro costruito tutto storto, e farne uno da capo nuovo. Ma non è possibile.
Hai la più vaga idea di quante persone siano esistite fino ad ora sulla terra? Come puoi essere tu importante?
Frammenti. Così è la mia mente ora. Pensa, ma non è capace di connettere. Sì, è un mosaico. Che disegno forma nell’insieme?
Mio fratello mi ha visto così. Uno dei miei due fari in questo mare in tempesta ha minacciato di spegnere la sua luce per me se non mi fossi dato una mano per uscire dal mio buco nero. Lì lui non può raggiungermi. Nessuno può farlo. Solo io posso fare qualcosa in merito, il primo passo per essere aiutato.
Io non esisto. Nessuno può vedermi veramente. Se morissi ora, senza lasciare scritto nulla delle mie ultime ore o dei miei ultimi pensieri, ciò che resterebbe sarebbe solo l’idea simbolica che gli altri hanno avuto il tempo di formulare di me: un figlio, un amico, un fidanzato (ah no, questo no…) Comunque, tutto, qualunque possibile ruolo sociale, ma non io. O avrebbero memoria di me come del depresso, dell’idiota, del gentile, del disabile ecc. Un piatto personaggio. E se lasciassi scritto qualcosa delle mie ultime ore, comunque non penetrerebbe veramente in semplici parole quel che sono davvero, e che penso davvero. Forse manco io lo so. No, non lo so. E, anche se fosse, comunque gli altri ne farebbero una loro interpretazione. Sono in una prigione. Tutto è un’illusione. Sto andando in ansia. Io non esisto. Sono solo una rappresentazione di qualcosa, o un insieme di aspetti. Lessi un post di Falcinelli in merito a come i volti ritratti siano rappresentazioni, non per forza quadri fedeli. Ecco. Lo siamo tutti. Siamo rappresentazioni anche a noi stessi.
Ecco le pippe di merda che mi faccio alle tre di notte cacato sotto nel letto. Magari mi sveglio e mi pare una stronzata, ma la lucidità nella poca lucidità di quel momento… Ecco come descriverei l’impazzire…
Serie: Il martedì mi lagno
- Episodio 1: 7 aprile 26 – parte 2
- Episodio 2: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 1
- Episodio 3: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 2
- Episodio 4: 14 aprile 26 – Felici nel senso di felix – parte 3
- Episodio 5: 28 aprile 26
- Episodio 6: 5 maggio 26 – Succedono cose – parte 1
- Episodio 7: 5 maggio 26 – Succedono cose – parte 2
- Episodio 8: 19 maggio 26
- Episodio 9: 26 maggio 26
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